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3 Domande a: Paolo Gai - Co-Founder @Evidence Srl

3 Domande a: Paolo Gai - Co-Founder @Evidence Srl

Anche questa settimana presentiamo "3 domande". E' con noi Paolo Gai, Socio Fondatore e Amministratore di Evidence Srl. Paolo è specializzato in Software architecture, embedded systems, Linux embedded, Real-Time.

Emanuele: La crisi del 2009 ha rivoluzionato il mondo dell'elettronica sia a livello mondiale che in Italia. Aziende di distribuzione hanno ridimensionato l'organico, altre si sono associate, altre ancora (come i distributori a catalogo) sono approdate in Italia. Molti costruttori di componenti elettronici hanno chiuso varie fabbriche produttive, altre aziende sono state acquisite e, globalmente si soffre di mancanza di componenti. Shortage, leadtime, allocazione sono diventati ormai termini molto comuni! A livello di fornitura elettronica e di partnership con le case madri, come avete contrastato e state superando questo periodo post-crisi se di post-crisi si può parlare?

Paolo: Il cambiamento strutturale nel mercato delle aziende di distribuzione hardware ha comportato mutamenti nel modo in cui le aziende approcciano la produzione elettronica. In particolare, per prima cosa è cambiato il modo con cui le aziende si informano riguardo ai nuovi prodotti. Le fiere di settore, che fino a pochi anni fa erano dominate dai grandi distributori, acquisiscono sempre meno importanza dal momento che gli utenti si informano sempre più direttamente tramite Internet. Di fatto conoscenze personali ed incontri settoriali (spesso mono-marca) sono le occasioni principali in cui portare avanti le scelte riguardanti i nuovi dispositivi.

Inoltre, l'approvvigionamento componenti è sempre più difficoltoso a causa degli elevati tempi di consegna, costringendo le aziende a creare magazzini ingenti di materiale per riuscire a mantenere prezzi bassi. Vengono cosi' penalizzate le piccole produzioni, che richiedono un investimento tale da essere meno competitive rispetto a prodotti simili disponibili in serie prodotti fuori Europa.

Emanuele: I sistemi Linux, in particolare nel mondo embedded rivolto al mercato industriale, hanno sempre dimostrato affidabilità e fornito rapido sviluppo nelle applicazioni. Quali sono le soluzioni che Evidence offre in questo settore?

Paolo: Innanzitutto, vediamo il mondo Linux Embedded in crescita nel mercato industriale italiano, grazie all'unione di tre fattori che descriverò brevemente: Il primo è legato alla crisi economica, che ha spinto varie aziende a cercare soluzioni a basso costo solide e senza costi "per pezzo". Linux Embedded in questo ambito si posiziona bene, grazie alle sue licenze open-source che permettono di utilizzare il sistema all'interno di prodotti finiti senza pagare royalties. La disponibilità di librerie grafiche embedded di qualità, come le librerie Qt di Nokia, ha inoltre agevolato l'adozione di Linux anche per sistemi con interfaccia grafica.

Il secondo fattore è legato alla disponibilità di microcontrollori relativamente potenti a basso prezzo. Per questo motivo, il mercato dei sistemi operativi è passato negli ultimi anni da una segmentazione "a tre livelli" (piccoli microcontrollori senza sistema operativo o con piccoli sistemi operativi real-time, sistemi realtime di dimensione "intermedia", spesso senza protezione della memoria, e sistemi "grandi" caratterizzati da Linux embedded o simili) ad una segmentazione a "due livelli", dove il livello intermedio è stato via via eroso da sistemi operativi per microcontrollori piccoli integrati da librerie aggiuntive, o dai sistemi operativi Linux Embedded diventati sempre più competitivi grazie alla disponibilità di microcontrollori a basso costo.

Il terzo fattore è legato alla disponibilità di distribuzioni software dedicate al mondo embedded, come Android, che stanno aumentando la visibilità di Linux in ambito industriale permettendo di raggiungere un numero sempre più ampio di sviluppatori. La scelta fatta da Evidence in questo scenario è quella di cercare di abbattere le barriere esistenti per la progettazione di software basato su Linux Embedded. Da qui l'idea di realizzare un ambiente di sviluppo integrato, chiamato Evelin SDK, che permetta di sviluppare in modo semplice applicazioni Linux senza dover impazzire tra patches, liberie, crosscompilatori ecc.

Tale ambiente, disponibile anche sotto Windows, permette di migrare codice Linux esistente per piattaforma PC verso piattaforme embedded in modo semplice, oltre a fornire una integrazione con strumenti open-source per la realizzazione di interfacce grafiche. Assieme a tale ambiente di sviluppo Evidence fornisce Evelin BSP, ovvero una versione personalizzata di GNU/Linux che include personalizzazione di boot loader, kernel, device drivers, file system, liberie grafiche Qt. Evidence dispone di competenze specifiche sul kernel Linux, inclusa la realizzazione e personalizzazione di device drivers, o modifiche alla struttura del kernel come il nuovo scheduler SCHED_DEADLINE sviluppato nell'ambito del progetto europeo FP7 ACTORS prossimamente in discussione presso la board degli sviluppatori del kernel Linux.

Infine, Evidence si occupa direttamente della realizzazione delle applicazioni finali. Ad esempio, possiamo citare i lavori sviluppati in partnership con Engicam riguardo il modulo GEAM6425, che è un dispositivo ospitante un Freescale iMX.25 completo di display, touchscreen, ethernet, CAN, RS485, su cui Evidence sta sviluppando applicazioni per clienti finali nell'ambito dell'automazione industriale e della domotica.

Emanuele: Ora un argomento che ci stà molto a cuore: l'open source! Quale è la filosofia adottata da Evidence e quale futuro vedi per l'open source sia in Evidence che globalmente?

Paolo: La filosofia adottata da Evidence da anni è quella di rilasciare open-source tutte le parti che non risultano essere il core-business dei nostri clienti. Questo permette la creazione di piattaforme comuni su cui gli sviluppatori di Evidence, con la collaborazione di aziende esterne ed Università, investono per realizzare funzionalità innovative. Esempi di questo approccio sono Evelin SDK ed Evelin BSP, citati nella precedente domanda, ma anche i progetti ERIKA Enterprise ed RT-Druid, che rappresentano una implementazione open della API proposta dal consorzio OSEK/VDX in ambito automotive.

Proprio su questo ultimo progetto intendo soffermarmi, in quanto rappresenta una storia esemplare riguardo all'utilizzo di software open-source nell'ambito industriale italiano. Il mondo OSEK/VDX ed AUTOSAR è dominato di fatto da grandi aziende, con sedi soprattutto in Germania, che producono sistemi operativi proprietari venduti con accordi quadro alle aziende automotive. Di fatto, la barriera all'ingresso è enorme per piccole aziende come Evidence. In questo scenario competitivo, Evidence ha deciso di rilasciare open-source il kernel ERIKA Enterprise, ed il risultato è stato che alcune aziende automotive hanno deciso di utilizzare ERIKA Enterprise.

Tra queste vorrei ricordare Cobra Automotive e Magneti Marelli. A conferma di tale trend, a breve partirà il progetto Industria 2015 "OSTIS", che tra le varie attività prevede l'utilizzo di ERIKA Enterprise nel settore del "bianco" (lavatrici, boiler, lavastoviglie). Se vopgliamo, questa è una dimostrazione di come sia possibile realizzare prodotti software originali ed innovativi basandosi su processi di sviluppo aperti ed open-source, permettendo di mantenere in Italia competenze necessarie a portare innovazione che sia compatibile con lo sviluppo del tessuto industriale nazionale.

 

 

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