3Domande ad Antonio Cirella – Titolare @Inware Edizioni

Antonio Cirella di Inware

E’ con noi Antonio Cirella, una laurea in Scienze politiche ed oltre 20 anni di esperienza nel settore dell’elettronica, editore e giornalista. Titolare di Inware Edizioni, editore di tre riviste di elettronica che tutti conoscete: FareElettronica, Firmware ed Elektor in versione italiana.

Emanuele: Dagli ormai storici annunci dei più importanti quotidiani americani che presto l’editoria sarà solo online, dalla tua esperienza nell’editoria nel mondo dell’elettronica ed in particolare con la rivista Firmware che è passata da poco dal cartaceo ad esclusivamente online, come vedi il futuro dell’editoria sia in generale che specificatamente nel nostro campo?

Antonio: Dunque questa domanda merita una doverosa puntualizzazione: agganciandosi alla tecnologia l’editoria moderna ha modificato per sempre il proprio significato della parola tempo. Firmware (www.fwonline.it) è passata al digitale a Febbraio 2010, nel vecchio contesto si può considerare un fatto recente, ma ti posso assicurare che nel contesto attuale è una vita. Prova a pensare che a Febbraio 2010 era appena stato lanciato l’iPAD in Italia, l’iPhone era un privilegio di pochi, Amazon non aveva ancora aperto in nessun Paese europeo. Tutto ciò succedeva solo meno di due anni fa! Una cosa è certa, va tutto talmente veloce che anche gli stessi addetti ai lavori fanno fatica a fare previsioni, i dogmi cadono subito e a volte le scelte più azzardate possono rivelarsi vincenti, anche se per un breve periodo, per poi mutare nuovamente. Io dico solo che viviamo una fase di transizione piuttosto sanguinolenta, il vecchio è passato e il nuovo non è ancora definito, è una fase che fa molte vittime questa. Il nostro lavoro si trasforma rapidamente e trovare un motivo per essere letti è diventato l’insieme di molti fattori prima quasi sconosciuti. Più tecnicamente, ritengo che il futuro delle riviste digitali debba passare per la distribuzione attraverso piattaforme standard e specializzate. L’impiego di piattaforme legacy o a diffusione limitata può limitare fortemente non solo la distribuzione della rivista ma anche la possibilità di essere vista con i dispositivi più recenti. La scelta del sito web è possibile ma non considero un sito web una rivista, faccio fatica a fare questo passaggio anche se gli aggregatori funzionano molto bene e potrebbero anch’essi rappresentare uno scenario futuro dominante.

Emanuele: Arduino, è il fenomeno del momento. “Momento” che sembra prolungarsi per anni, diffondendo quell’Hardware Open Source all’inizio cosi tanto snobbato dai professionisti. Che opinione ti sei fatto in merito ad Arduino ed all’Open Source Hardware?

Antonio: Ci conosciamo abbastanza bene e sai come la penso, comunque tranquillo sono molto più morbido che in passato rispetto all’Open Source. Diciamo che l’Open Source applicato all’elettronica mi piace molto, dato che è un fattore scatenante per avvicinare nuovi appassionati. La rivista Elektor (www.elektor.it) per prima ha iniziato a pubblicare articoli su Arduino con grande successo. Da troppo tempo non si riusciva a trovare un qualcosa di motivante in questo senso e il Sig. Banzi (& soci) scoprendo l’acqua calda (in pratica) l’ha fatto! Starei però attento ad indicare Arduino come strada percorribile per un impiego professionale, i professionisti utilizzano altre tecnologie, credo abbastanza improbabile una fuoriuscita di Arduino dal settore hobbistico/educational verso il mondo professionale. Comunque Arduino ha un successo non solo palpabile ma anche meritato, l’abbiamo toccato con mano e siamo molto contenti di questo e sono concorde nel dire che sarà duraturo. Non credo che i cloni potranno impensierire la leadership di Arduino, va detto che molti moduli analoghi esistevano da tempo ma non hanno mai “sfondato”, decisamente non a caso.

Emanuele: Una diffusione ampia del fenomeno Arduino sta avvenendo anche negli Istituti Tecnici e nelle Università che lo adottano sempre di più come argomento del programma. Relativamente a queste mie preoccupazioni su Arduino, in merito alla facilità di utilizzo dei sistemi di progettazione elettronica, qual’è la tua opinione?

Antonio: Noi, soprattutto con la rivista Fare Elettronica (www.farelettronica.com), abbiamo a che fare con moltissimi Istituti Tecnici ed Università. Queste istituzioni sono lente. Molto lente. Dopo tutti questi anni mi sono fatto l’idea che il problema sia proprio questo: la lentezza, che sfocia a volte nella inadeguatezza, ed è paradossale. Tu dici che molte di queste istituzioni lo adottano come argomento del programma, secondo me sono troppo poche ed è sbagliato. Arduino è perfetto per scopi educational e dovrebbe essere adottato sempre. Figurati che negli anni ’80 ai corsi di sistemi facevamo gli esperimenti con lo Z80 con tanto di SIO PIO CTC, un incubo! Molti Istituti che conosco sono ancora fermi a queste logiche, vedono addirittura come innovativo il PIC! Ma come si fa, hai a disposizione un miracolo della tecnologia con un IDE superlativo, a basso costo e non lo usi? Assurdo. Sfogo a parte, era per dire che la realtà nelle nostre Scuole e Università potrebbe essere molto diversa se solo si riuscisse ad andare a una velocità che pare improponibile per loro, credo sia questo il vero nocciolo della questione.

One Response

  1. LoryD 19 ottobre 2011

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