3Domande a Gianni Valdambrini – Team leader/project manager @Develer

Gianni Valdambrini Project Manager @Develer

Oggi le 3Domande sono per Gianni Valdambrini, relatore al prossimo Better Embedded di Firenze. Sviluppatore su sistemi embedded, esperto in Python, C++ e Qt. Attualmente Team Leader/Project Manager in Develer.

Emanuele: Per prima cosa vorrei chiederti di presentarti alla community di Elettronica Open Source. Cosa fai nella vita, di cosa ti occupi nello specifico?

Gianni: Sono laureato in Informatica a Firenze nel 2004 e da allora ho iniziato a lavorare come sviluppatore software prima e come team leader/project manager dopo, principalmente utilizzando Linux e tecnologie open source.
Lavoro per Develer dal 2007, periodo nel quale ho lavorato con varie tecnologie per desktop e disposivi embedded, realizzando applicazioni in Python, C++ e Qt (di cui sono anche sviluppatore con la più alta certificazione). In questo periodo mi sono occupato anche di formazione a vari livelli, sia come tutor nell’ambito di stage che come docente per corsi di formazione a ditte/professionisti.

Emanuele: Come sappiamo sarai presente al Better Embedded 2012 (24 e 25 settembre 2012 a Firenze) con due Talk. Puoi darci un’anticipazione di quello che tratterai?

Gianni: Il talk, chiamato Qt Everywhere, presenterà Qt, framework per la realizzazione di applicazioni grafiche e non basato su C++ ed esporrà i motivi per cui tale framework si rivela particolarmente adatto per lo sviluppo di applicazioni embedded. Inoltre verrà discussa brevemente l’evoluzione che Qt ha subito negli ultimi anni, delle potenzialità offerte da Qt Quick e di come cambierà nel futuro a breve/medio termine ciò che Qt ha da offrire agli sviluppatori.

Il traning, intitolato Qt Quick: GUI di nuova generazione per desktop e Raspberry Pi, avrà invece un taglio più tecnico, e si propone l’obbiettivo di realizzare da zero un’applicazione utilizzando Qt Quick, la nuova tecnologia offerta da Qt per realizzare applicazioni fluide.
La stessa applicazione verrà eseguita quindi su desktop e su Raspberry Pi, il mini-computer basato su ARM e Linux divenuto famoso per essere una soluzione embedded di medio-alto livello al prezzo di 25$.

Emanuele: La diffusione di schede a basso costo (RaspberryPI attualmente ed Arduino precedentemente) ha dato una spinta esponenziale alla diffusione dell’open source, sia hardware che software, in particolare con decine e decine di librerie/driver già pronti da utilizzare e con progetti svolti in quasi tutti i settori. Se da una parte questo ègrandioso, la controparte potrebbe essere una conseguente automazione nello sviluppo hardware/software, il timore è che si crei un paradosso che potrebbe sfociare in un impoverimento tecnico per le nuove generazioni. Ormai si sviluppa quasi esclusivamente su hardware e driver già realizzati.
Quanto pensi sia reale questa problematica e cosa suggeriresti in merito ad uno sviluppatore Junior?

Gianni: Non credo che la diffusione di prodotti come Raspberry Pi o Arduino impoveriscano il settore, tutt’altro. Nella mia esperienza infatti queste schede pre-confezionate sono ottime per avvicinarsi al mondo embedded, permettendo agli sviluppatori di imparare alcune delle tecnologie e affrontare alcune delle problematiche che si incontrano tipicamente in questo ambiente.
Ma tutto questo non rappresenta un impoverimento per la vera e propria soluzione industriale perché in quel caso diventa forte l’esigenza di personalizzare l’hardware e di conseguenza il software, andando a gestire sensori e periferiche sempre nuovi e diversi.
Per fare un esempio conosciuto a tutti, l’iPhone dalla versione 3 aveva a bordo un ricevitore GPS e un accelerometro, ai quali è stato aggiunto un giroscopio con l’iPhone 4.
Per chi volesse approcciarsi al mondo embedded per la prima volta consiglio quindi assolutamente di acquistare uno di questi prodotti low-cost e iniziare a “giocarci”: senza accorgersene si saranno fatti un po’ di esperienza che si rivelerà utile nella progettazione/programmazione di applicazioni embedded vere e proprie.

One Response

  1. Emanuele 2 ottobre 2012

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