4 PC-on-a-board a confronto: quale Single Board PC scegliere?

Single board pc

Le esigenze che tutti noi abbiamo nei confronti dell'utilizzo del computer sono molto diversificate ma oggi esistono soluzioni PC single-board che da un lato trasformano la stessa idea del computer così come lo conosciamo e dall'altro si differenziano per prestazioni ed utenti a cui esse possono essere indirizzate. Tra le tante, oggi ne mettiamo a confronto quattro per avere un'idea migliore di come e perché sia il caso di scegliere una di queste.

Il ruolo del computer, oltre alla sua forma, sta cambiando in maniera molto veloce. Sussiste, oggi, una differenziazione di esigenze che certamente anche solo quattro anni fa non esisteva. Su queste pagine abbiamo visto diversi articoli, sia riguardo al ruolo dei cellulari sia per quanto concerne quello degli smatphones. Poco tempo fa abbiamo parlato dell'8750, ultimo nato in casa VIA. Oggi ripartiamo da lì, cercando di fare il punto sulla situazione delle soluzioni pc Single-Board per vedere che cosa sono oggi, che cosa offrono come si propongono al mercato.

Raspberry Pi: lancio e prospettive

Il primo, quello che ha necessariamente fatto più scalpore, è il Raspberry Pi, uno dei primi modelli di calcolatore implementato su una singola scheda, sviluppato nel Regno Unito dalla Raspberry Pi Foundation. Il suo lancio al pubblico, annunciato da diverso materiale video pubblicato in rete per rimbalzato velocissimo da un blog all'altro, ha fatto molto scalpore e questo non soltanto grazie al prezzo assolutamente competitivo, che comunque ha subito qualche rincaro specie sul mercato italiano portandosi da 25 a $ 35, ma anche perché si tratta di un esempio di programmazione e di un'opportunità per i programmatori come poche se n'erano viste fino al 2012.

L'idea che sta alla base di questa scheda in particolare ma, più in generale, della realizzazione di un dispositivo economico come questo è stimolare l'insegnamento di base dell'informatica e della programmazione. A livello scolastico questa è certamente un'opportunità vera ed interessante ma non è l'unica cosa che si può fare.

Un modo intelligente per sfruttare questo tipo di sistemi e lavorare per testare diversi sistemi operativi, come in questo caso magari basati su kernel Linux.

Raspberry Pi ruota attorno ad un System-on-a-chip (SoC) della Broadcom, il BCM2835, il quale contiene un processore ARM1176JZF-S, dalla frequenza di clock di 700 MHz, una GPU VideoCore IV ed è equipaggiata con 256 MB di memoria, condivisa con la scheda video. Il progetto, proprio in funzione del concetto che sta alla base, ovvero la semplicità, non prevede che siano compresi né dischi rigidi né una unità a stato solido. Tuttavia la memoria è indispensabile; per questo il progetto si affida ad una scheda di memoria di tipo SD sia per il boot sia per la memoria non volatile.

Esistono, per questa soluzione, in realtà, due diverse configurazioni; aldilà del costo, la cui differenza si aggira intorno ai 10 €, sta nel fatto che il numero di porte USB varia da una a due. Anche la connessione di rete tramite interfaccia Ethernet è possibile soltanto dalla scheda più costosa, tant'è vero che nella versione “base” non è previsto alcun metodo per effettuare tale collegamento, per quanto sia sempre possibile utilizzare la porta USB a questo scopo.

Proprio per via della dotazione ulteriore, il consumo di potenza nella versione più costosa e più alto circa del 50%, sebbene sempre contenuto perché intorno ai 3.5 W.

La scheda viene alimentata con una tensione di 5 Volt, valore comune, in realtà, a tutte le soluzioni di cui parleremo oggi.

Cosa ci si può fare?

Praticamente di tutto, ma tra gli esempi più comuni c'è la possibilità di utilizzarlo come NAS o box multimediale, eventualmente sfruttando una delle porte USB per collegare una chiavetta Wi-Fi, nel caso il collegamento cablato fosse problematico. La navigazione su Internet, il foto-ritocco con Gimp sono alcune delle esperienze fatte con questa scheda equipaggiata con sistema operativo Debian.

Da considerare anche che si iniziano a realizzare schede “shield” per il Raspberry Pi seguendo la filosofia di Arduino

Ed ora, diamo uno sguardo ai concorrenti.

Candy Cotton: un media-center a portato di mano

FXI ha confezionato un diretto concorrente del Raspberry Pi: il Cotton Candy. A differenza di quanto il nome suggerirebbe, non vi consigliamo assolutamente di mangiarlo. Piuttosto potete iniziare a sfruttarne tutte le potenzialità che, prima di ogni altra caratteristica, hanno in testa il processore ARM Cortex A9 che può vantare una frequenza operativa di 1,2 GHz, ovvero quasi il doppio del Raspberry Pi. Di certo questo lo piazza immediatamente in testa, almeno dal punto di vista della capacità di elaborazione in termini di operazioni al minuto.

Altra caratteristica davvero interessante e il pieno supporto per Android 4.0 ed Ubuntu; un'attrattiva notevole se si pensa che la leggerezza di questi sistemi operativi permetterà certamente la facilità d'uso. Sarà comunque possibile montare macchine virtuali per utilizzare anche i sistemi operativi Windows e Mac. Qualcuno, in giro per la rete, ha già messo del materiale ma nulla che dimostri prestazioni entusiasmanti.

Anche per quanto riguarda la memoria disponibile sulla scheda questa si dimostra superiore: sono garantiti all'utente 1 GB di memoria DRAM DDR3 ed altre 64 potranno essere equipaggiati dall'utente tramite schede di memoria di tipo microSD.

La gestione della grafica è affidata a quattro core ARM Mali 400 MP mentre la connettività alla rete è garantita grazie all'implementazione dell'interfaccia Bluetooth ed il Wi-Fi.

L'USB 2.0, della quale è dotata, garantisce l'espandibilità di cui schede come questa hanno necessariamente bisogno ma non si tratta dell'unica interfaccia disponibile; una porta HDMI completa il quadro dando l'idea che quella di cui stiamo parlando è una soluzione che si candida davvero ad essere autosufficiente e che possa servire una grande moltitudine di utenti dalle esigenze più disparate.

Gli scenari di impiego che più colpiscono, però, coinvolgono ovviamente i dispositivi Apple. iPhone e iPad possono essere facilmente interfacciati ed adibiti sia a telecomandi remoti per gestire le funzioni di Cotton Candy sia come controller.

Attivando la connessione Wi-Fi, Cotton Candy gestisce una rete locale pronta per iPhone, iPad e qualunque altro dispositivo: si potranno, così, ad esempio,riprodurre video e foto sul televisore. Queste possibilità lasciano intravedere che un mediacenter veloce, performante e versatile sia veramente possibile mentre alcune di queste schede fanno fatica a riprodurre filmati HD reperibili, ad esempio su Youtube.

Il suo prezzo non è ancora confermato perché l'uscita è prevista per luglio; tuttavia si vocifera di un costo che si aggira attorno ai 150 € ($ 200).

VIA 8750: miglior rapporto qualità prezzo

Come dicevamo in apertura, ce ne siamo occupati soltanto pochi giorni fa ma oggi è necessario rivedere quei contenuti perché, nel confronto testa a testa, le sue prestazioni vanno riconsiderate.

Anche questa scheda, come la precedente, contribuisce in maniera importante alla ridefinizione dell'approccio nei confronti del computer del quale siamo testimoni.

L'APC VIA 8750, proprio come il Raspberry Pi, viene venduto come una scheda senza case, per quanto se ne possano sempre comprare box adatti.

Le dimensioni, come anche negli altri casi, sono molto contenute per tutte sono piuttosto paragonabili; siamo, tipicamente, intorno ai 17 cm per 8. Pertanto, abbiamo a che fare con soluzioni estremamente compatte.

L'8750 funziona grazie ad un processore WonderMedia WM8750 ARM 11, il quale ha una frequenza di clock pari a 800MHz, e monta a bordo 512MB DDR3 di memoria RAM, cioè il doppio di quanto non avesse il suo concorrente. Notevole è la quantità di memoria flash disponibile, ben 2GB direttamente on-board.

Completano il profilo 4 porte USB di tipo 2.0, uno slot microSD grazie al quale proprio la quantità di memoria disponibile avrà il solo limite della capienza delle stesse schede, una porta per la connessione Ethernet e addirittura due ingressi video, uno VGA e l'altro HDMI.

Unico aspetto sul quale viene effettivamente battuta dal Raspberry Pi è il consumo di potenza; in questo caso siamo, val la pena ricordarlo, intorno ai 3 W “a pieni giri” e solo 4 in condizione di stand-by.

Offre pieno supporto alle librerie OpenGL-ES 2.0 ed include l'H.264 per l'encoding video; sebbene ad oggi, il prezzo dichiarato per questa scheda sia di $ 49, per questa scheda la data di rilascio prevista è quella del mese di luglio.

A questo link trovete un video che ne dimostra potenzialità ed estetica.

MK802: il più performante della categoria

Per chi non ne avesse mai sentito parlare, questa è la scheda che si propone come diretta alternativa a Cotton Candy. Si chiama MK802 e, forse, è anche destinata a batterlo. Il motivo per cui MK802 possa essere preferito a Cotton Candy è evidente: sulla carta le prestazioni sono diverse ma uno dei due non è ancora disponibile e la questione dei tempi è certamente fondamentale quando sul mercato si è diretti concorrenti.

Una delle caratteristiche di questa scheda è che da subito si è proposta come una valida alternativa soprattutto grazie alle sue prestazioni di altissimo livello.

MK802 lavora grazie ad un processore ARM Cortex A8 con frequenza di clock di 1.5 Ghz; è equipaggiato con 512 MB di RAM e la bellezza di 4 GB di memoria interna. Anche per questa scheda lo spazio disponibile non è un problema, dato che la capacità di memoria è espandibile via microSD.

Irrinunciabili, e infatti non mancano, anche le connessioni alla rete tramite interfaccia Wi-Fi.

Come per il Cotton Candy, anche l'MK802 è equipaggiato con una porta HDMI e funziona con Android 4.0 preinstallato.

Rispetto al suo concorrente, dunque, esso ha un processore più performante (che peraltro doppia nettamente quello del Raspberry Pi) ed un costo, non supposto ma reale, di soli 58 €.

Ovviamente, anche per questa soluzione sarà semplicemente necessario collegarlo ad un monitor LCD, o magari alla TV di casa, per avere a portata di mouse un’ottima esperienza col sistema operativo di Google. Unica pecca, ma assolutamente trascurabile, è l'assenza di un telecomando, che sarebbe stato un'utile interfaccia per questo sistema e l'avrebbe degnamente completato.

Tanto per avere un'idea di che cosa può fare questa scheda, ecco un video che mostra Ubuntu al lavoro.

In Conclusione

Da questo confronto testa a testa, i quattro concorrenti risultano dimostrarsi molto validi. Si tratta di soluzioni decisamente ingegnose e di grande valore, a differenza di quanto il prezzo farebbe supporre. Insomma, la dimostrazione che per avere tanto non è necessario spendere un patrimonio.

Non si tratta, certamente, di soluzioni PC complete e che possano permettere seriamente di fare grosse elaborazioni video, o montaggi o che possono minimamente accontentare gli amanti di videogiochi di ultima generazione ma di certo il concetto di home entertainment, di PC desktop multimediale, nonché la stessa navigazione su Internet, sono già in fase di ulteriore sviluppo perché questi dispositivi sembrano rappresentare davvero il futuro.

Abbiamo individuato due grosse categorie di riferimento, identificate principalmente dal prezzo. La mia personale opinione rispetto a quale comprare, se dovessi esprimere un giudizio, andrebbe certamente nella direzione di quello più performante di tutti, l'MK802, anche perché gli esperimenti già fatti con Linux mi suggeriscono che probabilmente avrei più occasioni per dare sfogo alla mia smania da smanettone.

E voi, che cosa ne pensate? Quale comprereste? E perchè? A che cosa potrebbe servirvi?

4 Comments

  1. gcam67 gcam67 1 novembre 2012
  2. Emanuele 24 giugno 2012
  3. Luigi Francesco Cerfeda 13 febbraio 2013
  4. Nemanja.Cvetkovic 27 gennaio 2014

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