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5000 pazienti curati con il CyberKnife di Stanford

Il CyberKnife di Stanford invia un fascio di radiazioni molto precise per eliminare un tumore al cervello

Il CyberKnife dello Stanford Cancer Center è un sistema robotizzato di radiochirurgia stereotassica che permette di inviare un fascio di radiazioni altamente focalizzate su un tumore, evitando in molti casi profonde incisioni chirurgiche. Il CyberKnife ha raggiunto in questi giorni la quota 5000 pazienti, confermando il suo ruolo importantissimo nella lotta ai tumori del cervello.

Un nuovo record per il CyberKnife di Stanford

Il CyberKnife di Stanford ha raggiunto i 5000 pazienti. Quando il primo tumore di Lori Brownell apparve all’altezza della sua carotide sinistra, il tumore era stato rimosso chirurgicamente, lasciando un’incisione di diversi centimetri di lunghezza. Sono passati otto anni prima che il problema si ripresentasse e per un certo periodo di tempo Brownell non poteva guidare perché non riusciva a girare abbastanza la testa.

Il 15 settembre 2010, presso lo Stanford Cancer Center, il tumore del nervo vago destro di Brownell era diventato l'obiettivo, non più di un bisturi, ma di uno stretto, finemente focalizzato fascio di radiazioni. Invece di rischiare l’incisione chirurgica che avrebbe potuto incidere sulla capacità di Brownell di deglutire e di parlare, i medici di Stanford hanno deciso di utilizzare una macchina chiamata CyberKnife.

E Brownell è così diventato il cinquemillesimo paziente del CyberKnife di Stanford. 5000 trattamenti, cioè il 5 per cento di tutti i trattamenti condotti a partire dal 1994, quando l’ospedale di Stanford è stato il primo ad acquistare e utilizzare il dispositivo innovativo, ideato da un medico dello stesso istituto.

Ora, 206 centri di assistenza sanitaria in tutto il mondo hanno un CyberKnife, ma Stanford è uno dei soli quattro impianti di possederne due.

Una volta era chiamata “Follia di Adler” (Adler's Folly), un nome che riflette l'audacia del suo inventore, il neurochirurgo di Stanford John Adler. Adler aveva immaginato qualcosa che potesse inviare radiazioni nel corpo in un modo in cui nessun altro dispositivo avrebbe potuto fare, combinando immagini di computer e robotica del movimento per curare i tumori più difficili del cervello, del polmone e alla spina dorsale, dove non c'è margine per errori.

Un decennio di sviluppo dopo, la follia è stata riconosciuta come una centrale elettrica di trattamento e il suo uso è in rapida espansione. Il CyberKnife non solo ha notevolmente migliorato la sicurezza e l'efficacia nell’irradiare molti tumori cerebrali, ma ha anche rivoluzionato gran parte della radiazione in oncologia. I 5.000 pazienti, quasi 100.000 in tutto il mondo, hanno effettivamente beneficiato di questo tipo di cura innovativa.

La particolarità di CyberKnife

La speciale qualità del CyberKnife ideato a Stanford è che traccia i movimenti del tumore, sia quando il paziente respira, sia se compie altri movimenti. Il suo braccio che produce il fascio reagisce con precisione in tempo reale al tumore. Nessuna radiazione viene inviata quando il tumore si muove al di fuori del fascio, proteggendo i tessuti sani che talvolta possono essere danneggiati come potrebbe avvenire con il metodi tradizionale con fascio largo. Con il tumore polmonare il trattamento è particolarmente impegnativo perché i tumori si muovono con ogni mossa del paziente e dunque ogni 12 respiri al minuto. Il sistema di verifica del CyberKnife si adatta a reagire a quella normale respirazione attiva.

Dato che i trattamenti con CyberKnife al polmone, al fegato e al pancreas stanno aumentando, i medici di Stanford stanno creando altre applicazioni che hanno mostrato buoni risultati.

"Il nostro programma è stato ampliato agli usi della radiochirurgia non solo all'interno del cervello, ma in tutto il corpo, per una lunga lista di condizioni come anomalie vascolari, sindromi dolorose, tumori, tra cui neuroma acustico, glomus, e nevralgia del trigemino" ha detto l’oncologo Iris C. Gibbs, co-direttore dello Stanford CyberKnife Program.

Il neurochirurgo Steven D. Chang, co-autore del programma CyberKnife di Stanford, ha aggiunto: “Siamo orgogliosi di festeggiare questo traguardo con tutti i nostri pazienti, i membri del team di trattamento e i curanti. E non vediamo l'ora che lo Stanford CyberKnife Program continui il proprio ruolo di leader mondiale nel trattamento e nella promozione della radiochirurgia stereotassica e della radioterapia ".

 

 

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