Allarme nucleare Giappone: dibattito su fonti rinnovabili e nucleari

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Lo Tsunami giapponese dell’ 11 Marzo, provoca un guasto all’impianto di raffreddamento della centrale nucleare di Fukushima, dichiarato lo stato di emergenza nucleare. Il mondo si interroga su quanto accaduto e su quanto potrà accadere; in Europa si riaprono i dibattiti sullo sfruttamento delle energie rinnovabili e sull’introduzione di impianti nucleari in Italia.

Terremoto e tsunami

Tokyo: sono le 14 e 46 ora locale,  dell’ 11 Marzo 2011, la borsa si avvia a chiudere una seduta in tono minore a causa della crisi Libica e delle avvisaglie in Arabia Saudita, quando una violenta scossa di terremoto di magnitudo 9.0 della scala Richter sorprende i Giapponesi; questa data rimarrà nella storia del Giappone e di tutto il mondo, un giorno nel quale si è registrata la tragedia peggiore degli ultimi 140 anni della storia giapponese; un vero e proprio Apocalisse che ha mietuto oltre 10.000 vittime a causa dello Tsunami provocato dall’epicentro del terremoto, localizzato in mare aperto e che ha innescato un allarme nucleare. Alla mente di tutti le immagini di una nuova Cernobyl, alla mente dei potenti le decisioni sull’abolizione o addirittura l’introduzione dell’energia nucleare.

La centrale nucleare di Fukushima

Il vero incubo non sembra essere la potenza di questo cataclisma, quanto piuttosto quello che sta accadendo alla centrale nucleare di Fukushima. La centrale di Fukushima, nota come Fukushima Daiichi, fu costruita dalla General Electric alla fine degli anni 60, rappresenta una delle 25 centrali nucleari più grandi al mondo ed è gestita interamente dalla compagnia Tokyo Electric Power. Il terremoto di Sendai dell’ 11 Marzo scorso, ha causato gravi danni alla centrale, fra i quali quello di maggiore entità si è registrato nell’impianto di raffreddamento; successivamente alle scosse di assestamento, si è avuta una prima esplosione negli edifici del reattore 1, uno dei tre in funzione al momento del sisma e nei giorni successivi si è registrata una seconda esplosione al reattore numero 2. Attualmente è stato dichiarato l’allarme nucleare in seguito alla possibilità della fusione del nucleo, possibilità che purtroppo non è stata ancora esclusa ed è così iniziata l’evacuazione del territorio limitrofo.

Come funziona una centrale nucleare

Il funzionamento di una centrale nucleare è molto simile a quello di una centrale termo-elettrica, con la differenza sostanziale che il vapore necessario a far muovere le turbine viene prodotto dal reattore, all’interno del quale avviene la cosiddetta fissione nucleare controllata, in cui gli atomi radioattivi ( uranio arricchito e plutonio) si dividono in atomi molto più piccoli, sprigionando energia. Il calore sprigionato dalla fissione nucleare, fa sì che l’acqua ad alta pressione che attraversa il reattore si trasformi in vapore; questo vapore verrà quindi inviato verso le turbine collegate all’alternatore per produrre energia elettrica. I rischi di una centrale nucleare derivano proprio dalle altissime temperature generate dal calore della fissione dei nuclei radioattivi, sono quindi fondamentali i sistemi di controllo e refrigeranti in grado di mantenere una temperatura adeguata all’interno del nocciolo. La struttura di un reattore nucleare deve quindi prevedere: un fornello (chiamato appunto nocciolo) nel quale si sviluppi la reazione a catena, un impianto di raffreddamento del nocciolo stesso, una schermatura per filtrare le radiazioni prodotte in modo ineliminabile dal processo di fissione e sistemi di regolazione del processo. Capita spesso, in caso di incidente, come in Giappone, che l’acqua non assorba completamente il calore, andando a surriscaldare il nocciolo.

Energie rinnovabili ed energia nucleare: in contrasto fra loro?

Con il termine energie rinnovabili, convenzionalmente ci si riferisce a quelle forme di energie generate da fonti che per loro caratteristica intrinseca si rigenerano e il cui utilizzo non pregiudica le risorse naturali per le generazioni future. Con il termine energia nucleare, invece, si intendono tutte quelle situazioni in cui si ha produzione di energia in seguito a trasformazione dei nuclei atomici. Il cataclisma giapponese e il conseguente rischio nucleare, hanno riaperto dibattiti non del tutto sopiti in quasi tutto il mondo, specie nei paesi facenti parte l’UE. L’ energia nucleare, assieme alle fonti rinnovabili e a quelle fossili è una fonte di energia primaria, è presente in natura e non deriva da altra forma di energia, nonostante sia considerata da alcuni una fonte rinnovabile, la Commissione Europea, ha dichiarato che il nucleare non è considerabile come rinnovabile. Di parere contrastante è Fulvio Conti, amministratore delegato del gruppo Enel, che in una recente intervista ha dichiarato l’esistenza di una compatibilità fra nucleare ed energie rinnovabili; secondo il Conti, tutti i paesi intelligenti utilizzano l’energia nucleare, mentre l’Italia ancora lo importa; lo sfruttamento delle energie rinnovabili non escluderebbe quindi l’introduzione del nucleare, l’utilizzo di entrambe le fonti sarebbe necessario per ridurre l’impatto ambientale e diminuire i costi per le generazioni future. Nonostante il parere del Dottor Conti, possa risultare di parte, dal momento che l’Enel avrebbe tutti gli interessi nella costruzione di una centrale nucleare in Italia, anche l’ Agenzia  internazionale dell’ Energia, che fa capo all’ Ocse, ossia l’organizzazione fra i paesi più industrializzati per la cooperazione e lo sviluppo economico, tramite il suo direttore esecutivo Nobuo Tanaka, durante la presentazione del Rapporto 2009 sulla politica energetica italiana, ha lodato gli sforzi italiani sia nell’ambito delle fonti rinnovabili che nell’introduzione nel nucleare.

Rischio nucleare

Il rischio nucleare deriva dalla propagazione delle radiazioni ionizzate nell’aria, emanate da sostanze radioattive o in seguito all’esplosione di centrali o armi nucleari; l’esposizione alle radiazioni comporta numerosi effetti nocivi, sulla vita umana, vegetale ed animale, poichè esse alterano le strutture cellulari, provocando la morte, lesioni gravissime o possibili malformazioni e tumori nei discendenti. Il rischio nucleare in Europa e soprattutto in Italia, non è scomparso con la chiusura delle centrali nucleari sul territorio nazionale; infatti l’incidente di Cernobyl ha fatto comprendere come in condizioni atmosferiche sfavorevoli, incidenti ad impianti nucleari lontani dal territorio nazionale, possano determinare contaminazioni radioattive su lunghe distanze di acqua, suolo e aria. Prima di dichiarare quindi le fonti nucleari complementari a quelle rinnovabili, sarà necessario documentarsi ampiamente sui rischi derivanti dalla costruzione di impianti nucleari sul proprio territorio, sull’effettiva sicurezza degli impianti di ultima generazione (la centrale di Fukushima risale agli anni 60) e sui vantaggi e gli svantaggi derivanti dallo sfruttamento di fonti nucleari; un argomento che tocca varie materie, dall’ingegneria alla geologia, dall’etica all’energie rinnovabili, ma che riguarda tutti noi e il destino delle generazioni future.

 

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  1. fabius 17 marzo 2011
  2. fabius 18 marzo 2011
  3. fabius 18 marzo 2011
  4. Carlo_06 18 marzo 2011
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  10. Francesco12-92 18 marzo 2011
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  48. fabius 17 marzo 2011
  49. fabius 17 marzo 2011

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