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Antenna quasi invisibile 1/2

antenna invisibile

Antenna invisibile. Ma è una gronda, sì ma è anche un’antenna. Cercate un sistema di antenna, un sistema radiante, con la massima efficienza, che sia di valido supporto nella caccia al DX? se è così questa descrizione non vi interessa.

Se avete dei problemi per installare una antenna, e se poi le vostre ambizioni DX sono relativamente limitate allora potete continuare a leggere. Insieme forse troviamo una soluzione semplice e con la quale si possono effettuare ottimi QSO non esclusi alcuni DX (pile-up permettendo). Dunque per questa “cosa” è necessario abitare in una casa, meglio se casa singola o villetta, che abbia il sistema delle grondaie, scarichi compresi, in rame; faccio notare che sovente le grondaie in rame sono installate e assemblate con saldature tra i vari elementi e questo sarebbe veramente una soluzione di notevole aiuto.

Al momento del montaggio degli scarichi il rame è bello lucido, non ossidato, e i tubi stessi infilati a forza forniscono comunque un ottimo contatto ma di certo meglio se saldati. Occorre poi che la parte terminale, in basso, degli scarichi usufruisca di un paio di metri di tubo robusto, sovente in ghisa; allora tra il tubo in rame e quello in ghisa di solito viene interposto un pezzo di 10 cm di tubo in plastica che funziona da adattatore dei diametri.

Se è così anche nel vostro caso allora siete a posto: oltre la metà del lavoro è bella e fatta. Occorre adesso che alla base dei uno dei tubi di ghisa, comunque poco distante, uno o due metri diciamo, fate in modo di inserire una o due puntazze di terra, zincate o ramate e lunghe un metro e mezzo.

Magari fate fare questo lavoro da qualche operaio ENEL vostro amico che lo farà in modo elettricamente corretto. Sarà la terra di riferimento e a cui verrà connesso poi la calza del cavo coax per capirci. Ora preparate un collare di bandella di rame, alto 2 cm che abbia il diametro del tubo di scarico in rame della gronda. Fissate il collare a qualche centimetro dal termine in basso, vicino al tubo adattante di plastica avendo cura di chiuderlo con un paio di viti e dadi e ad uno dei dadi ci mettete un capocorda a saldare bello robusto. A questo capocorda ci andrà saldato il filo interno del cavo coax mentre la calza verrà connessa ad un filo di raccordo dei terminali delle puntazze.

Fate un tratto breve, 20 cm di cavo coax, intestato con un connettore PL239 e questo sarà la connessione di raccordo. Ecco fatto, la vostra antenna è pronta; al momento è solo pronta alle misurazioni di controllo e poi, se queste confermano l’idoneità, potrà essere la vostra antenna, o almeno una delle vostre antenne. La verifica delle caratteristiche dell’antenna-gronda si può fare in modo perfetto se disponete di analizzatore di spettro con tracking e di un ponte d’impedenza. Non si tratta di strumenti molto impegnativi, e almeno il ponte è auto costruibile. In altro modo la verifica è fattibile anche con un normale misuratore di ROS.

Si connette la strumentazione al raccordo (il PL239) e si effettua la misura del Return Loss; questa misura in un minuto fornisce il comportamento dell’antenna per tutta l’estensione di frequenze che si desidera analizzare; faccio un esempio dicendo che nel caso qui descritto e fotografato si è verificato un primo punto di risonanza, a 5,95 MHz e il relativo Return Loss denuncia un livello di poco migliore di 30dB, una misura a dir poco ottima mentre l’impedenza è attorno a 40 ohm. Poi ho trovato un’altra risonanza a 1810 kHz non così pronunciata come nel caso dei 5,95 kHz ma comunque con ROS ampiamente accettabile per la banda dei 160 metri.

Se non potete disporre di questa strumentazione, nemmeno in prestito, allora si dovrà avere più pazienza e operare con ROSmetro e trasmettitore, in posizione QRPp, e scorrendo tutta la sintonia di trasmissione (magari fatevi aprire l’abilitazione del TX a tutto lo spettro …) potrete trovare quale sia la risonanza del sistema, Disponendo del ponte d’impedenza e di un generatore HF con uscita di +1dBm si può ottenere la misura della risonanza, il livello del Return Loss e la misura del valore di impedenza alla risonanza. Tutto quello che si deve sapere insomma. Visto che almeno strumentalmente ci sono le condizioni per operare come un’antenna a questo punto si potrà passare alle prove pratiche che sono fondamentali per la verifica dell’efficienza di radiazione.

radiokit elettronica

 

 

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