Home
Accesso / Registrazione
 di 

Antifurto ad energia solare 2/3

Antifurto ad energia solare

Presentiamo la seconda parte del progetto Antifurto ad energia solare. E’ proprio il pin 11 che ci interessa maggiormente per la gestione del radiocomando: infatti il microcontrollore verifica il suo stato e capta ogni impulso a livello alto; quando lo registra va a guardare la condizione dell’unico bit di dati usato nel circuito (cioè il piedino 12) per vedere quale funzione è richiesta.

Infatti quest’ultimo pin è il nono bit dell’encoder, che nei minitrasmettitori con MC145026 è collegato solitamente ai pulsanti: uno di essi determina lo stato logico 1, l’altro lo zero. Quindi il PIC12C508 legge due linee di uscita dell’MC145027 per verificare se il radiocomando richiede l’attivazione/ spegnimento, oppure il controllo della lampada; ad ogni commutazione del pin 11 del decoder, ovvero alla ricezione di un segnale valido, fa accendere per qualche istante il led LD1, ponendo a zero logico il proprio piedino 7. Con il canale 1 (zero logico al pin 12) si comanda l’antifurto vero e proprio, mentre con il secondo (piedino 12 a livello alto) si agisce sullo stato della lampada: entrambi i canali funzionano in modo bistabile, nel senso che il microcontrollore è programmato per mantenere una condizione dopo la ricezione del relativo comando.

ricevitore bc-nbk

Pertanto nel caso dell’attivazione/spegnimento della centralina, l’arrivo di un impulso positivo sul piedino 3 e dello zero logico al 2 determina l’accensione permanente; una condizione analoga, ovvero un secondo impulso sul pin 3, forza la disattivazione stabile, e così via. Riguardo all'uscita lampada, il discorso è un po’ lo stesso: un impulso positivo sul piedino 3 e il livello alto sul 2 forzano l’accensione della lampada, mentre una nuova condizione analoga determina lo spegnimento.

Insomma, pigiando una volta il pulsantino del canale 1 si accende l’antifurto ad energia solare, mentre la volta successiva lo si disattiva; premendo il tasto del secondo canale una volta si fa accendere la lampadina e la volta dopo la si spegne. Notate che sono state previste due segnalazioni acustiche per la conferma della ricezione dei comandi di inserimento/disattivazione della centralina: attivandola viene comandata la sirena per circa un secondo, il che è ottenuto mandando a livello alto il piedino 6 del microcontrollore per lo stesso tempo e facendo condurre T3; disattivandola invece la medesima uscita dell’U3 pulsa tre volte, alimentando solo per brevi istanti T3 e facendo emettere alla sirena tre beep consecutivi.

sensore infrarossi passivi

Bene, vediamo adesso come funziona il microcontrollore in allarme, fermo restando che bisogna prima aver dato il comando di attivazione, altrimenti resta a riposo ignorando lo stato del piedino 4: quindi, a centralina accesa viene monitorata l’uscita (A) del sensore ad infrarossi passivi, che a riposo si trova a livello alto (circa uguale al potenziale del punto +) mentre assume lo zero quando viene rilevata una persona o altro in movimento; la resistenza R13 e il diodo Zener DZ1 limitano la tensione a più o meno 5 volt, altrimenti il microcontrollore verrebbe danneggiato, dato che il P.I.R. funziona con i 12V della batteria. Lo stato logico basso che si viene a creare sul pin 4 fa scattare la routine di allarme; in questo caso il micro provvede a portare a livello alto il piedino 6 e vi resta per circa 30 secondi, mandando in saturazione il transistor T5 e facendo così alimentare la sirena esterna: quest’ultima inizia così a suonare.

sirena piezoelettrica

Contemporaneamente viene azionato il timer interno al micro a cui è affidata la gestione dell’uscita per il lampeggiatore: il piedino 5 del microcontrollore presenta un segnale rettangolare della frequenza di circa 1 Hz, con il quale pilota T4 mandandolo ora in saturazione, ora in interdizione, con la cadenza di 1 ciclo al secondo; il risultato è che la lampadina a 12V collegata tra i punti marcati LUCE lampeggia con pari frequenza. Esauriti i 30 secondi, tutto torna a riposo, a meno che la linea A non si trovi ancora a livello basso: in questo caso riprende un ciclo uguale a quello appena descritto. Tutto questo è il funzionamento della centralina antifurto vera e propria; passiamo ora ad analizzare lo stadio di alimentazione ad energia solare con batteria-tampone.

Abbiamo previsto un pannello solare da 2 o 4 watt con tensione massima di uscita di circa 16÷18 volt e corrente di 110÷220 milliampère, applicato ai punti di ingresso + e - PAN. SOLARE. Per controllare lo stato di carica della batteria abbiamo implementato nel circuito un regolatore elettronico che serve a stabilizzare la tensione fornita dal pannello e a limitare l’afflusso di corrente quando la batteria risulta completamente carica. Questo regolatore è realizzato con l’ausilio dell’operazionale U1 e del mosfet T1: il primo funziona da comparatore con isteresi e riceve al piedino invertente un riferimento di 5 volt esatti (prelevati dall’uscita del 7805 U2) ed al noninvertente il potenziale portato da un trimmer e prelevato dalla linea principale dopo il diodo D1.

L’R11 va tarato per ottenere sulla batteria da 12,5 a 13 volt, quindi fatta la regolazione se la tensione si abbassa oltre tale limite il piedino 1 assume il livello basso ed il transistor T2 va in saturazione alimentando il gate del mosfet; questi conduce collegando a massa il negativo del pannello. Viceversa, se la batteria è sufficientemente carica la tensione si alza decisamente e il piedino 3 dell’operazionale diviene più positivo del 2, il che manda a livello alto l’uscita (piedino 1) lasciando interdire il T2; adesso ai capi della R7 non cade alcuna differenza di potenziale ed il mosfet T1 non ha polarizzazione sul gate, pertanto resta in interdizione: il pannello solare viene isolato da massa e non carica più nulla, lasciando che il circuito venga alimentato dalla batteria. Concludiamo la descrizione dello schema parlando proprio della batteria: va collegata ai punti + e - BATTERIA con la polarità indicata, ed il fusibile FUS1 provvede a proteggerla da eventuali cortocircuiti; inoltre impedisce il danneggiamento del pannello solare nel caso si dovessero unire accidentalmente i due fili destinati ad essa.

Infine, il diodo D1 serve per evitare che la corrente che alimenta il circuito si scarichi sul pannello solare quando il pannello stesso non risulta illuminato dal sole; se non ci fosse, la sera e la notte si perderebbe buona parte dell’energia immagazzinata dalla batteria durante il giorno.

 

 

Scrivi un commento all'articolo esprimendo la tua opinione sul tema, chiedendo eventuali spiegazioni e/o approfondimenti e contribuendo allo sviluppo dell'argomento proposto. Verranno accettati solo commenti a tema con l'argomento dell'articolo stesso. Commenti NON a tema dovranno essere necessariamente inseriti nel Forum creando un "nuovo argomento di discussione". Per commentare devi accedere al Blog

 

 

Login   
 Twitter Facebook LinkedIn Youtube Google RSS

Chi è online

Ultimi Commenti