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Antifurto auto con cellulare 3/4

Antifurto auto con cellulare

L’attivazione della bassa frequenza esterna è molto importante in quanto consente di inviare e ricevere segnali analogici ed informazioni digitali utilizzando due normali conduttori senza essere costretti a ricorrere ad accoppiatori acustici.

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Tramite il pin 7 è anche possibile accendere e spegnere dall’esterno il telefono. Per lo spegnimento è necessario collegare a massa per circa 1 secondo (tramite una resistenza da 10 Kohm) il pin 7; per riaccendere l’apparecchio è sufficiente ripetere l’operazione per un tempo molto più breve. Come accennato in precedenza queste procedure sono valide per gli ETACS Motorola della seconda generazione prodotti dal mese di aprile 1993 in avanti. Per conoscere la data di costruzione del telefono è sufficiente verificare il numero di serie del telefonino stampato sulla etichetta posta sotto la batteria. Al centro del numero di serie troviamo due lettere: la prima indica l’anno di produzione (S=1992, T=1993, U=1994, V=1995, W= 1996) mentre la seconda indica il mese (A/B= gennaio, C/D= febbraio, E/F=marzo, G/H= aprile, J/K=maggio, I/M=giugno, N/P=luglio, Q/R=agosto, S/T=settembre, U/V=ottobre, W/X=novembre, Y/Z=dicembre). Non resta ora che analizzare lo schema elettrico dell’interfaccia da noi realizzata.

SCHEMA ELETTRICO

Per semplificare il circuito abbiamo utilizzato un microcontrollore della famiglia ST6 al quale fanno capo tutte le funzioni più importanti. La tensione ad 8 volt necessaria all’alimentazione del cellulare viene erogata dal regolatore a tre pin U1; ad un secondo regolatore (U2) è affidato il compito di erogare i 5 volt necessari all’alimentazione del microcontrollore e del display.

Il led LD1 con la sua accensione segnala che il circuito è regolarmente alimentato. Le linee di dato del cellulare (TRV e CMP) sono collegate alle porte PC2 (pin 26) e PC0 (pin 28) tramite due diodi ed altrettante resistenze di pull-up che hanno il compito di limitare a 5 volt il livello massimo degli impulsi applicati al micro; la presenza del diodo non è invece necessaria per la linea RTN. Collegato al pin 7 troviamo il circuito di accensione e spegnimento del cellulare che fa capo al transistor T1; questo elemento è controllato dalla linea PB5 ( pin 7) del micro. Al pin 7 fa anche capo il transistor T3 che ha il compito di rilevare la presenza del cellulare. Il funzionamento di questo stadio è molto semplice: quando il cellulare è collegato (non importa se spento o acceso) sul pin 7 è presente una tensione di circa 6 volt che attiva il transistor T3 ed il led LD2 e nel contempo segnala al micro (ingresso PC3, pin 25) che il telefono è collegato. In caso di allarme il micro esegue la sequenza prestabilita solamente nel caso in cui il telefono sia effettivamente collegato all’interfaccia.

Al pulsante P3 fa capo la funzione di reset utilizzata sia in fase di installazione del sistema che per inibire la trasmissione radio nel caso di falsi allarmi. L’ingresso di allarme fa capo ai diodi D7 e D8; la prima linea va utilizzata con circuiti antifurto con uscita di allarme a 0 volt, la seconda con uscita a + 12 volt. In entrambi i casi, il segnale di allarme provoca il passaggio da 1 a 0 del livello logico presente sulla linea PA3 (pin 25). Ai piedini 20 e 21 è collegato il quarzo a 6 Mhz che controlla l’oscillatore interno del micro. Le restanti sette linee utilizzate in questa applicazione fanno capo al circuito di memorizzazione del numero telefonico da chiamare, numero che può essere quello di un telefono fisso o di un altro cellulare. Per programmare tale numero è necessario chiudere il dip S1, resettare il circuito e premere P1 sino a fare comparire sul display la prima cifra del numero telefonico che si intende impostare; a questo punto è sufficiente premere P2 per ottenere la memorizzazione della cifra.

Tale operazione viene confermata da un lampeggìo del display e dalla successiva comparsa del numero 0 sullo stesso visualizzatore. La memorizzazione delle cifre successive avviene nello stesso modo. Dopo l’ultima cifra possiamo uscire dalla procedura di memorizzazione aprendo semplicemente il dip S1. Tale operazione comporta il trasferimento nella memoria EEPROM del numero impostato e lo spegnimento del display. Quest’ultimo, dunque, rimane acceso solamente in fase di programmazione. La memorizzazione può essere effettuata indifferentemente con o senza cellulare. Quando si collega il telefono questo si accende; per rendere operativo il sistema e spegnere il telefono è sufficiente premere il pulsante di reset P3. Quest’ultimo va utilizzato anche in caso di falsi allarmi. Ultimata così l’analisi del circuito, non resta che passare alla costruzione dell’interfaccia.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

 

 

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