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Antifurto auto con microfono ambientale e immobilizzatore 2

Antifurto auto con microfono ambientale e immobilizzatore

L’altro sistema di funzionamento (dip normalmente aperto) prevede che il telefono sia sempre acceso. In questo modo è possibile (a prescindere dal fatto che il sistema sia entrato in allarme) “metterci in contatto” in qualsiasi momento con la nostra vettura, attivare il relè e, soprattutto, il sistema microfonico ambientale. In un primo tempo non avevamo ritenuto di implementare questa funzione per evitare che il nostro circuito venisse utilizzato come microspia ambientale di eccezionale efficacia. Infatti, al contrario di qualsiasi microspia tradizionale, anche di quelle più sofisticate che hanno un raggio di azione di 300÷500 metri, il nostro sistema ha una portata illimitata.

microfono_ambientale_diagramma_flusso

Sfruttando la rete cellulare, infatti, è possibile ascoltare le conversazioni da qualsiasi punto d’Italia stando comodamente seduti in poltrona. In seguito abbiamo cambiato idea ritenendo che chiunque, con una semplicissima modifica, avrebbe potuto implementare questa funzione. Il tipo di funzionamento del sistema va scelto in relazione alle proprie esigenze tenendo anche conto del consumo del dispositivo: nel primo caso (telefono normalmente spento) il consumo a riposo è di circa 50 mA mentre nel secondo caso (telefono normalmente acceso), il consumo ammonta a circa 200 mA. Nella seconda ipotesi il sistema può scaricare la batteria dell’auto in 8÷10 giorni, nella prima in oltre un mese.

Ovviamente se la vettura viene utilizzata tutti i giorni dando alla batteria la possibilità di ricaricarsi, le considerazioni relative all’assorbimento non hanno più senso. Concludiamo questa lunga introduzione ricordando che il nostro dispositivo deve essere abbinato ad un telefono cellulare ETACS Motorola della seconda generazione ovvero fabbricato dopo il mese di aprile 1993. Diamo a questo punto un’occhiata allo schema di principio che ci consente di comprendere, a grandi linee, come è stato impostato l’hardware della scheda.

SCHEMA A BLOCCHI

Il “cuore” del nostro sistema è rappresentato dalla logica di controllo e memorizzazione la quale, oltre a “dialogare” col telefono, controlla tutti gli altri stadi. Il messaggio di allarme, della durata massima di 20 secondi, viene memorizzato all’interno di un sistema di sintesi vocale che fa capo ad un integrato DAST. Il messaggio può essere memorizzato e riascoltato sulla stessa piastra; in altre parole non è necessario fare ricorso ad un registratore esterno. Il circuito si attiva quando l’ingresso di allarme cambia stato oppure quando giunge una chiamata.

Quest’ultima viene rilevata da un ringdetector collegato all’uscita di BF del cellulare. L’uscita di bassa frequenza è connessa anche al decoder DTMF il quale riconosce i toni inviati dall’utente. Il sistema di ascolto ambientale fa capo ad un preamplificatore ad elevato guadagno; l’uscita di questo stadio è collegata all’ingresso BF del cellulare al quale giunge anche il segnale audio proveniente dal circuito di sintesi vocale. Il dispositivo comprende anche un alimentatore che fornisce al telefono gli 8 volt continui necessari al suo funzionamento ed una tensione, anch’essa continua, di 5 volt per tutti gli altri stadi. Il numero di telefono che il circuito chiama in caso di allarme viene memorizzato all’interno della memoria EEPROM del microcontrollore; i numeri impostati vengono visualizzati dal display del telefono anziché da un apposito display come nel caso del progetto di marzo. In questo modo abbiamo semplificato notevolmente il circuito.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

 

 

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