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Antifurto auto con microfono ambientale e immobilizzatore 4

Antifurto auto con microfono ambientale  progetto open source

Il segnale di bassa frequenza disponibile all’uscita dell’ISD1420 (pin 14) viene miscelato con quello proveniente dal preamplificatore microfonico ed applicato all’ingresso invertente del secondo operazionale contenuto in U5 (U5a). Questo stadio provvede ad amplificare in maniera differente i due segnali in modo da ottenere un segnale audio di livello uniforme; l’uscita dell’operazionale è connessa all’ingresso di BF del cellulare tramite la rete RC composta da C13 e R13. Il segnale audio proveniente dal microfono ambientale MIC1 viene precedentemente amplificato dall’operazionale U5b. Complessivamente i due operazionali amplificano il segnale audio di circa 80 dB garantendo una sensibilità microfonica a dir poco eccezionale. Lo stadio preamplificatore viene attivato dall’uscita PA7 del micro (pin 19) che controlla il transistor T4 il quale a sua volta alimenta il preamplificatore microfonico. Il circuito del ring detector (U3) non è altro che un riconoscitore di nota collegato all’uscita di bassa frequenza del cellulare.

Quando arriva una chiamata, su questa linea è presente un segnale audio di circa 1.000 Hz che viene riconosciuto dall’LM567. L’uscita di questo circuito controlla il transistor T3 ed il led LD3 il quale, quando arriva la chiamata, si spegne. Questa variazione del livello logico del transistor viene applicata al micro, precisamente alla porta PB7 (piedino 9). La frequenza di lavoro del tone-decoder può essere regolata mediante il trimmer R14.

Quando la scheda è attiva è probabile che questo stadio possa attivarsi a causa dei segnali presenti sull’uscita BF del cellulare (il led LD3 lampeggia casualmente); ciò tuttavia non influisce sul regolare funzionamento del dispositivo in quanto il segnale proveniente dal ring detector non viene più monitorato sino alla conclusione del ciclo di allarme. Nel nostro caso il pin 7 del cellulare viene utilizzato anche per accendere e spegnere il telefono col sistema che abbiamo precedentemente esposto. Questo stadio fa capo al transistor T2 il quale a sua volta è controllato dalla linea PB5 (pin 7 del micro).

diagramma_flusso_relativo_gestione_comandi

Il segnale di bassa frequenza presente all’uscita del cellulare viene inviato anche al decoder U7 il quale ha il compito di riconoscere (e comunicare al micro) la presenza di eventuali toni DTMF. Il trimmer R19 consente di regolare l’ampiezza del segnale che giunge all’ingresso di U7. Quest’ultimo, un comune 8870, è connesso al micro mediante cinque linee che fanno capo alle porte PB0 (pin 1), PB1 (pin 2), PB2 (pin 4), PB3 (pin 5) e PC4 (pin 24). Per funzionare correttamente l’8870 necessita di pochissimi altri componenti tra i quali un quarzo (Q2) da 3,58 MHz. Gli ingressi di allarme fanno capo al transistor T5 ed ai diodi D6 e D7. I due ingressi possono funzionare con segnali normalmente alti o bassi. Ricordiamo che questi ingressi vanno collegati all’uscita dell’impianto antifurto della vettura. La linea di allarme fa capo alla porta PA3 (pin 15) del micro mentre l’attivazione di potenza impiega la porta PA6 (pin 18) che controlla il transistor T6 ed il relè RL1. Le uscite di quest’ultimo, come abbiamo visto in precedenza, possono essere utilizzate per disattivare l’impianto elettrico della vettura ma anche per controllare altri dispositivi elettrici.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

 

 

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