Antifurto auto con microfono ambientale e immobilizzatore 6

Antifurto auto con microfono ambientale e immobilizzatore

Come si vede nelle illustrazioni, per il montaggio dell’interfaccia abbiamo utilizzato una basetta stampata appositamente realizzata sulla quale sono montati tutti i componenti. Per i collegamenti tra la basetta ed il cellulare bisogna utilizzare un apposito cavo ad otto terminali con spina tipo Motorola ad un capo e plug telefonico ad 8 pin dall’altro. Il circuito è disponibile in scatola di montaggio: non esiste quindi alcun problema di reperibilità dei componenti. Il microcontrollore già programmato è anche disponibile separatamente. Ma torniamo al cablaggio. E’ consigliabile montare per primi i componenti passivi e quelli a più basso profilo per proseguire poi con i semiconduttori, i componenti polarizzati e quelli più ingombranti. Per il montaggio degli integrati abbiamo previsto l’impiego degli appositi zoccoli. Per i collegamenti esterni, a parte la presa telefonica, abbiamo utilizzato una morsettiera alla quale fanno capo tutti i terminali.

antifurto_auto_microfono_ambientale_cablaggio

Oltre che al cellulare, la basetta va collegata ai 12 volt continui disponibili sull’automobile, all’uscita dell’impianto antifurto (scegliendo opportunamente l’ingresso normalmente alto o normalmente basso) ed all’impianto di accensione. Per bloccare il motore della vettura è necessario collegare i due contatti normalmente chiusi del relè in serie al positivo di alimentazione della bobina (avvolgimento primario).

antifurto_auto_microfono_ambientale_pcb

Così facendo, all’attivazione del relè, il circuito viene aperto e la bobina non può più generare l’alta tensione necessaria ad alimentare lo spinterogeno e le candele. Il pulsante di reset P1 deve essere nascosto con cura ma deve anche risultare facilmente accessibile per consentire di bloccare il funzionamento dell’antifurto nel caso di falsi allarmi. Il microfono-spia (MIC1) va fissato dietro il cruscotto della vettura in modo da poter captare più facilmente la voce del guidatore; ovviamente il collegamento tra microfono e basetta va effettuato con cavo schermato. Completati tutti i collegamenti non resta che programmare il dispositivo e verificare il buon funzionamento del sistema.

TARATURA E MESSA A PUNTO

Per la programmazione del numero telefonico bisogna aprire il dip S1 ed agire, come descritto in precedenza, sui pulsanti P2 e P3; per effettuare tale operazione è necessario che il telefono sia collegato all’interfaccia. Per la programmazione del messaggio d’allarme, invece, bisogna agire sui pulsanti P4 e P5 parlando a circa 20÷30 centimetri di distanza dal microfono montato sulla piastra. Per ascoltare il messaggio è necessario collegare al circuito l’altoparlante. Quest’ultimo potrà essere successivamente rimosso. I due trimmer R14 e R19 vanno regolati inizialmente a metà corsa. Giunti a questo punto dobbiamo simulare l’allarme per verifcare il comportamento del circuito. Se tutto funziona a dovere, il telefono, dopo aver visualizzato il numero, deve andare in trasmissione e l’utente chiamato deve sentire il messaggio di allarme per due volte. Il corrispondente può agire sull’interfaccia inviando con la tastiera i toni dal numero 0 al numero 4.

furto_auto_microfono_ambientale_collegamenti

Il tono 1 attiva il relè, il 2 lo riapre, il 3 attiva il microfono ambientale ed il 4 lo disattiva. Inviando il tono 0 la comunicazione viene interrotta. Trascorsi 2 minuti senza che giunga alcun tono all’interfaccia, la stessa interrompe il collegamento. Se si desidera prolungare l’ascolto bisogna inviare ogni due minuti, prima dello scadere del time-out, il tono 3. Qualora il circuito non riconosca i toni, si dovrà agire sul trimmer R19 che controlla la sensibilità del decoder DTMF. L’ultima regolazione riguarda il trimmer R14 che controlla il tone-decoder utilizzato nel circuito del ring-detector. Componete il numero del cellulare collegato all’interfaccia e mentre è in arrivo la chiamata ruotate il trimmer R14 sino ad ottenere lo spegnimento del led LD3. Dopo che si è instaurato il collegamento (normalmente la risposta avviene al primo squillo) attivate la funzione desiderata inviando i toni relativi. Il funzionamento è identico a quello visto in precedenza.

Non resta ora che installare il tutto in maniera definitiva all’interno della vettura. Ovviamente sia la piastra che il telefono cellulare dovranno essere nascosti con cura. Ricordiamo infine che dalla posizione di S1 dipende il tipo di funzionamento del sistema antifurto. Col dip chiuso il telefono cellulare risulta normalmente spento e si attiva solamente in caso di allarme; non è possibile, in altre parole, “chiamare” la vettura a meno che non si sia verificato un allarme. In questo caso, anche se il dip è chiuso, dopo il ciclo di allarme il telefono rimane acceso e quindi è in grado di ricevere eventuali chiamate. Col dip aperto, invece, il telefono è sempre acceso e quindi può ricevere in qualsiasi momento una chiamata, anche se non si è verificato alcun allarme. Appuntamento dunque al prossimo munero della rivista con un nuovo progetto della serie Cellular Line.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

Leave a Reply