Antifurto auto con sensore volumetrico 2/4

Antifurto auto con sensore volumetrico

A proposito di auto, torniamo a “bomba” al progetto di questo mese. Gli immobilizzatori elettronici, per quanto validi, non ci avvisano del tentativo di furto e non si attivano se qualcuno tenta di entrare nella vettura per rubare la stessa o qualcosa al suo interno (tipicamente l’autoradio o il telefono). Gli impianti di tipo tradizionale, invece, oltre a bloccare la vettura, attivano una sirena che dovrebbe convincere il ladro a scappare dandoci allo stesso tempo la possibilità di intervenire.

Quello proposto è appunto un impianto di tipo tradizionale per quanto riguarda il principio di funzionamento (volumetrico ad ultrasuoni) ma con una importante novità per quanto concerne i componenti utilizzati. Ci riferiamo, lo avrete sicuramente già notato, al sensore monocapsula completamente autonomo che chiude un contatto in caso di allarme. Questo sensore, prodotto dall’Aurel e disponibile da pochissime settimane, presenta elevatissime prestazioni in quanto un microprocessore presente all’interno della capsula gestisce tutte le funzioni effettuando un accurato filtraggio digitale che discrimina i disturbi (scossoni, vento, temperatura) dai veri allarmi. Ma c’è di più.

L’intero sensore presenta dimensioni particolarmente contenute e risulta facilmente installabile all’interno di qualsiasi vettura grazie al corpo in plastica munito di linguetta di inserzione con snodo frizionato. Un vero e proprio gioiellino che, tra l’altro, consente di semplificare notevolmente il circuito della centralina vera e propria. Questa, come si vede nelle illustrazioni, è radiocomandata; in altre parole, l’attivazione e lo spegnimento dell’antifurto avviene mediante radiocomando.

Veniamo dunque al nostro circuito ed osserviamo lo schema elettrico riportato nelle illustrazioni. 

La centralina è quanto di più semplice si possa immaginare: il segnale di allarme proveniente dal sensore viene gestito da un doppio flip flop mentre l’accensione e lo spegnimento dell’antifurto fanno capo ad un ricevitore ibrido Aurel e ad un sistema di decodifica tipo Motorola. Ma procediamo con ordine. All’accensione, per effetto della rete di reset R7/C8, l’uscita Q (piedino 13) del primo flip-flop contenuto in U3a si porta a livello logico basso mentre l’uscita negata (pin 12) presenta un livello logico alto. Nel primo caso, l’uscita controlla il transistor T2 il quale, a sua volta, alimenta il sensore Rilus. A riposo, dunque, essendo la linea bassa, il transistor è interdetto ed il sensore non viene alimentato. L’uscita negata è invece attiva e blocca il secondo flipflop U3b al cui ingresso di clock è collegata l’uscita del sensore. In conclusione, non solo il sensore risulta spento, ma la linea di allarme viene inibita per evitare che possano giungere falsi impulsi di allarme generati dall’impianto elettrico della vettura. Immaginiamo ora che dalla sezione radio provenga un impulso e che questo segnale venga applicato sul terminale di clock (pin 11) di U3a.

Il flip-flop commuta immediatamente e l’uscita Q passa da un livello basso ad un livello alto attivando il transistor T2 ed alimentando il sensore. Anche l’uscita negata (pin 12) commuta passando da 1 a 0; ne consegue che il reset del secondo flip-flop presenta ora un livello basso consentendo all’eventuale segnale di allarme di provocare la commutazione di U3b. E’ esattamente ciò che avviene qualora l’uscita del sensore (OUT) passi – a causa di un allarme – da un livello alto a 0.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

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