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Antifurto auto con sensore volumetrico 3/4

Antifurto auto con sensore volumetrico

La commutazione del flip-flop determina il passaggio da 0 a 1 dell’uscita relativa (pin 1) con conseguente attivazione del relè di allarme controllato da T1. Il relè può essere collegato ad una sirena, al clacson ma anche all’impianto di accensione della vettura che viene così - durante il periodo di attivazione dell’allarme - immobilizzata. Questo nuovo stato non è stabile in quanto il condensatore C6 collegato al circuito di reset di U3b inizia a caricarsi tramite la rete R12/R13. Dopo una decina di secondi (il tempo può essere regolato per mezzo di R12 tra 2 e 100 secondi), la tensione del condensatore C6 raggiunge un livello tale da provocare il reset di U3b con la conseguente cessazione del segnale di allarme. Dopo la commutazione, tuttavia, il condensatore C6 viene scaricato immediatamente dalla rete D3/R11 ed il nostro circuito risulta nuovamente attivo, pronto ad entrare in allarme nel caso il sensore ad ultrasuoni rilevi un tentativo di furto.

antifurto_auto_trasmettitore

La sezione di attivazione a distanza mediante radiocomando utilizza un trasmettitore codificato Aurel a 300 MHz modello TX1C (questo dispositivo viene fornito già montato e collaudato) ed un ricevitore ibrido modello RF290/300 che fa parte della centralina.

Il trasmettitore lavora a 300 MHz e genera un segnale di un paio di milliwatt codificato con il classico sistema Motorola a 9 bit/3 stati per complessive 19.638 combinazioni. Il codice viene impostato mediante un dip-switch a 8 o 9 poli. Il segnale radio proveniente dal TX viene ricevuto dal modulo RF290 (U1 nel circuito della centralina) il quale provvede anche all’amplificazione ed alla squadratura degli impulsi digitali ricevuti. Per funzionare il modulo Aurel necessita di pochissimi componenti esterni, tipicamente di una resistenza e di uno zener che stabilizzano la tensione con la quale viene alimentata la sezione a radiofrequenza.

antifurto_auto_prototipo

Questo stadio, al contrario di tutti gli altri implementati nel modulo, necessita di una tensione di 5 volt stabilizzati onde evitare slittamenti di frequenza. Il treno di impulsi ricevuto viene inviato dal terminale di uscita del modulo (pin 14) all’ingresso dell’integrato decodificatore U2, un chip Motorola MC145028. Il circuito integrato confronta i codici in arrivo con quelli selezionati mediante il dipswitch DS1 e se questi sono uguali abilita l’uscita che passa da un livello basso ad un livello alto. Questo impulso viene applicato al clock dell’integrato U3a. A proposito del sistema di decodifica, dobbiamo segnalare che, per una corretta decodifica degli impulsi, la frequenza di clock dell’integrato MC145028 deve essere uguale a quella utilizzata in fase di codifica.

Nel nostro caso, dal momento che l’encoder utilizza una frequenza di 1,7 KHz, i valori di R2, R3, C3 e C4 debbono essere scelti in modo da ottenere una frequenza di clock di 1,7 KHz anche per la decodifica. Completano lo schema della centralina alcuni condensatori di filtro sparsi strategicamente in vari punti del circuito, il diodo di protezione D1 (serve per evitare danni al circuito in caso di inversione della polarità), ed il fusibile da 1 ampère. Per quanto riguarda l’antenna, questa va autocostruita utilizzando uno spezzone di filo rigido della lunghezza di 25 centimetri circa.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

 

 

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