Home
Accesso / Registrazione
 di 

Antifurto casa via radio 2/4

Antifurto casa via radio

Ovviamente il nostro progetto (Antifurto casa via radio) prevede l’impiego del sensore più potente proprio per ottenere le massime prestazioni dall’impianto.

Evidenziato così questo importantissimo aspetto del nostro progetto, vediamo ora di descrivere le altre caratteristiche della centrale di allarme partendo proprio dalla sezione a radiofrequenza che è in grado di ricevere sia i segnali di allarme dei sensori, sia quello del radiocomando utilizzato per attivare o disattivare l’impianto.

La centrale è del tipo a due zone con possibilità di attivazione contemporanea o parziale. Preso atto delle numerose domande rivolte al nostro ufficio tecnico riguardo il concetto di “Zona”, riteniamo necessario spendere due righe di spiegazione a tal proposito. Per “zona” si intende una partizione dell’ambiente da sorvegliare in grado di essere attivata indipendentemente dalle altre.

A ciascuna zona è possibile collegare un numero teoricamente infinito di sensori radio ed è quindi in fase di installazione che ad ogni sensore viene attribuita la zona di appartenenza. Il classico esempio è rappresentato dalla villetta a due piani con sala, tinello e cucina al piano terra e camere da letto al piano superiore: durante le ore notturne vengono attivati i sensori posti al piano terra che fanno capo alla zona 1 mentre quando nessuno è in casa vengono attivati anche i sensori della seconda zona (piano notte).

Ovviamente la nostra centrale dispone anche di tutti quegli altri accorgimenti indispensabili per un serio impianto antifurto, dall’indicazione visiva dello stato della centrale all’uscita per sirena esterna con protezione, dalla batteria tampone al segnalatore acustico di attivazione/disattivazione. Dopo questa lunga ma necessaria introduzione, entriamo nel vivo del progetto occupandoci dello schema elettrico.

Antifurto casa via radio - schema elettrico

Nel progettare quest’apparecchiatura, in controcorrente rispetto alle attuali tendenze, abbiamo utilizzato delle comuni porte logiche CMOS anziché un microcontrollore: ciò per consentire anche a coloro che non hanno una specifica esperienza nel campo dei micro di realizzare questo progetto ed eventualmente effettuare qualsiasi tipo di modifica. La soddisfazione di aver utilizzato dei componenti comuni largamente conosciuti e diffusi, ci ripaga della relativa difficoltà di realizzazione del master che, nonostante ciò, presenta dimensioni abbastanza contenute ed un aspetto più che ordinato.

antifurto_casa_schema elettrico

Dunque, un progetto alla portata di tutti, realizzabile con poca spesa, magari sfruttando del materiale di recupero che trabocca dai cassetti del laboratorio. La parte più costosa è quella radio, dove sono presenti un modulo ricevente RF290/433 e un modulo di decodifica D1MB rispettivamente siglati U6 e U7. Il primo modulo necessita di un’alimentazione di 5 volt che viene stabilizzata tramite il diodo DZ1 e la resistenza di limitazione R1: a parte questo stadio, tutte le altre sezioni del circuito funzionano a 12 volt.

Al modulo U6 (precisamente al piedino 3) va collegata l’antenna costituita da uno spezzone di filo rigido dalla lunghezza di 17 centimetri. E’ consigliabile usare del filo di rame smaltato dal diametro di un millimetro. Il segnale digitale presente all’uscita del ricevitore viene inviato al modulo U7 e agli integrati di decodifica U8 e U9. L’impiego di più decodificatori è dovuto al fatto che all’unico ricevitore (U6) giungono sia i segnali d’allarme che quelli del radiocomando utilizzato per abilitare e disabilitare l’impianto.

Quale trasmettitore abbiamo previsto il modello ad un canale TX1C/433 dell’Aurel, munito di un solo pulsante in grado di commutare alternativamente l’accensione e lo spegnimento dell’antifurto, condizione questa che viene evidenziata dal led LD3. Il codice impostato nel trasmettitore tramite l’apposito dip-switch deve essere uguale a quello selezionato nel ricevitore mediante DS2 tenendo presente che il dip numero nove di DS2, non essendoci un corrispondente nel trasmettitore, deve essere posizionato al negativo (-) o al positivo (+) a secondo di come è stato selezionato dalla casa produttrice l’interno del TX.

antifurto_casa_radio_componenti

Ovviamente, lo diciamo solo per scrupolo, il codice selezionato per il radiocomando di attivazione, deve essere diverso da quello di allarme impostato sui sensori e sul dip-switch DS1 utilizzato nel ricevitore. Per poter comunicare correttamente con la centrale di allarme, i sensori debbono avere tutti un codice uguale a quello di DS1 con l’eccezione del bit numero nove che su ciascun sensore deve essere posto al + o al - a seconda della zona di appartenenza del sensore. Tutti i sensori che hanno il nono bit collegato al positivo fanno parte della zona 1 mentre quelli col nono bit al negativo fanno parte della zona 2. Sulla centrale la discriminazione viene effettuata dai due decoder U8 e U9: il piedino 12 (nono ingresso per il codice) è collegato in un caso a massa (U8) e nell’altro al positivo.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

 

 

Scrivi un commento all'articolo esprimendo la tua opinione sul tema, chiedendo eventuali spiegazioni e/o approfondimenti e contribuendo allo sviluppo dell'argomento proposto. Verranno accettati solo commenti a tema con l'argomento dell'articolo stesso. Commenti NON a tema dovranno essere necessariamente inseriti nel Forum creando un "nuovo argomento di discussione". Per commentare devi accedere al Blog
ritratto di robertocionini

chiave elettronica a tastiera

cerco shema elettrico chiave elettronica per allarme antifurto con tastiera

 

 

Login   
 Twitter Facebook LinkedIn Youtube Google RSS

Chi è online

Ci sono attualmente 8 utenti e 78 visitatori collegati.

Ultimi Commenti