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Antifurto casa via radio 3/4

Antifurto casa via radio progetto open source

Progetto open source di un antifurto via radio, terza parte. In concomitanza col segnale di allarme sulle uscite di questi chip (piedino 11) avremo un impulso positivo della durata di un paio di secondi; ovviamente il segnale sarà presente solo sul pin dell’integrato relativo alla zona di appartenenza del sensore che ha inviato l’allarme.

Il primo ostacolo che gli impulsi di allarme incontrano è rappresentato dalle porte U1a e U1b che permettono ai segnali di proseguire solo se è attiva la zona interessata. La selezione delle zone attive avviene tramite il pulsante P1 che, collegato sull’ingresso di clock di un contatore decadico (U10), permette l’attivazione sequenziale delle uscite di U10 con conseguente abilitazione prima di una zona, poi dell’altra, infine di entrambe.

L’attivazione delle zone viene segnalata dai led LD1 e LD2. Il cambio zone tramite il pulsante P1 può avvenire esclusivamente quando l’antifurto è disinserito cioè con LD3 spento. In quest’ultima condizione l’eventuale segnale di allarme viene bloccato dalla porta logica U2a il cui ingresso di controllo (pin 5) presenta un livello logico di 0 volt. Solamente nel momento in cui si attiva l’antifurto tramite radiocomando, il dispositivo entra immediatamente in funzione pronto a ricevere i segnali di allarme dai sensori.

Un oscillatore di circa 1 Hz (composto dalla porta U3c, da R15 e da C12) viene utilizzato per pilotare con una nota intermittente il buzzer BZ e per far lampeggiare il led LD4 di segnalazione di avvenuto allarme. Ma procediamo con ordine.

antifurto_casa_radio_pcb

Quando si utilizza il radiocomando per attivare o disattivare l’antifurto, sul piedino 13 del modulo U7 è presente, per 4 o 5 secondi, un segnale negativo (0 volt) il quale, tramite le porte U3b e U3d, va ad attivare il transistor T3 (utilizzato come amplificatore in corrente) che a sua volta pilota il buzzer.

Come segnalatore acustico abbiamo utilizzato un buzzer a 12 volt con oscillatore interno in grado di emettere una nota di notevole intensità.

Questa nota viene modulata dall’oscillatore che fa capo a U3c esclusivamente quando l’antifurto è disabilitato. Otterremo così un beep continuo quando si inserisce l’impianto e una serie di beep modulati in caso contrario. Quando avviene un allarme con l’attivazione del relè RL1 e dell’ eventuale sirena o sirene ad esso collegate, un particolare circuito imperniato sulle porte U4b e U4c, collegate tra loro a flip flop, permette di mantenere in memoria l’avvenuto allarme visualizzando questo stato tramite il led LD4 che inizia a lampeggiare.

Per resettare il led è necessario agire sulla chiave meccanica CH portandola per alcuni secondi nella posizione OFF. Questa chiave viene utilizzata come elemento di sicurezza in quanto se posta in posizione OFF interdice completamente il funzionamento dell’antifurto. Il temporizzatore RC formato dal condensatore elettrolitico C9 da R23 e dal trimmer R24 determina la durata di allarme della sirena che può essere compreso tra pochi secondi ed un paio di minuti. Il contatto S1 opzionale, rappresenta uno switch antimanomissione costituito fisicamente da un interruttore a lamella da collegare direttamente sotto il coperchio del contenitore.

L’apertura di questo interruttore che coincide con il sollevamento del coperchio provoca un allarme immediato. Se non si intende utilizzare questa funzione è necessario cortocircuitare tra loro i morsetti di S1. Un’altra possibilità per attivare la sirena d’allarme è la funzione di “Panico”, funzione che fa capo alle porte U5b e U5c ed ai relativi temporizzatori. Se si mantiene premuto per oltre otto secondi consecutivi il radiocomando, si attiva l’allarme che rimane in funzione per tutto il tempo che si insiste nella pressione del tasto.

Per quanto riguarda le uscite di allarme la nostra scheda è dotata di un doppio relè con possibilità di collegamento a qualsiasi sirena a 12 volt. Il deviatore di uscita dispone di tre contatti contraddistinti dalle lettere C (centrale), NC (Normalmente chiuso), NA (Normalmente aperto), con i quali è possibile pilotare qualsiasi circuito ausiliario (combinatore telefonico, lampeggiante, eccetera).

La seconda sezione del relè consente di pilotare una sirena autoalimentata o una normale sirena a 12 volt; nel primo caso vanno utilizzati i contatti di massa e di +NC, nel secondo la massa ed il contatto +NA. La tensione positiva diretta verso la sirena è di circa 14-15 volt, in grado quindi di ricaricare la batteria a 12V presente nelle sirene autoalimentate. L’alimentazione della centrale viene ottenuta dalla rete tramite un semplice circuito in grado di fornire tutte le tensioni necessarie al funzionamento della scheda. La tensione di rete, tramite il fusibile di protezione FUS1, viene applicata al primario del trasformatore TF1 il quale provvede a fornire sul secondario una tensione alternata di 15 volt che raddrizzata dal ponte PT1 e filtrata dai condensatori C14 e C15 dà luogo ad una tensione continua di circa 20 volt presente sul collettore di T2.

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Il led LD5 con la sua accensione indica che l’impianto risulta regolarmente alimentato tramite la tensione di rete. Il transistor T2 e lo zener DZ2 riducono il valore della tensione continua a circa 15 volt, potenziale che viene utilizzato sia come tensione d’ingresso per il regolatore U11, che per caricare la batteria tampone tramite il diodo D12 e la resistenza di limitazione in corrente R30.

Come batteria tampone abbiamo utilizzato un elemento al piombo a 12 volt con capacità di 1,2Ah in grado di garantire una lunga autonomia di funzionamento in assenza della tensione di rete. La tensione a 12 volt, sia che provenga dal regolatore U11 che dalla batteria tramite D14, viene filtrata da C17 e C18 ed utilizzata per alimentare l’intero circuito.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

 

 

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