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Antifurto casa via radio 4/4

Antifurto casa via radio progetto open source

Il sensore ad infrarossi via radio

E’ l’elemento più importante del nostro impianto antifurto in quanto al sensore PIR è affidato il compito di rilevare la presenza di persone all’interno dell’area protetta e, in caso positivo, di inviare via radio il segnale di allarme alla centrale. E’ evidente che qualsiasi anomalia nel funzionamento del sensore vero e proprio o della sezione radio vanificherebbe l’impiego dell’impianto antifurto.

Per questo motivo abbiamo previsto l’impiego di un sensore di tipo commerciale, già perfettamente funzionante e con caratteristiche davvero eccezionali. La nostra scelta è caduta sul nuovo sensore di produzione Aurel, contraddistinto dalla sigla SIR113-SAW. Si tratta di un dispositivo con doppio elemento PIR e trasmettitore a 433,92 MHz con codifica tipo Motorola MC145026. Il sensore ha una portata di 12-15 metri con un angolo di copertura di 90 gradi. La sezione radio, che utilizza il modulo TX433SAW, consente l’installazione del sensore anche a 200-300 metri dalla centrale.

Tale dispositivo infatti, presenta una potenza RF di 20-30 mW che garantisce, unitamente all’elevata sensibilità del ricevitore montato nella centrale, una notevole portata, sicuramente superiore a quella di qualsiasi altro dispositivo commerciale.

Il sensore viene alimentato con una batteria a 9 volt che garantisce un’autonomia di funzionamento di oltre un anno. A riposo il consumo del dispositivo è infatti di appena 5 µA. Teoricamente al nostro impianto possono essere abbinati un numero infinito di sensori; in pratica è sufficiente utilizzare un sensore per ciascun ambiente da proteggere.

Antifurto casa via radio - montaggio e taratura

Un occhio di riguardo è stato usato per la realizzazione della centrale come mostrano i disegni dei pannelli e del piano di foratura del contenitore nel quale è stato alloggiato l’antifurto. Ma procediamo con ordine. Il primo passo è quello di montare la scheda con tutti i suoi elementi seguendo scrupolosamente l’elenco componenti e i soliti accorgimenti del caso. Per il montaggio degli integrati consigliamo l’impiego degli appositi zoccoli che evitano il surriscaldamento dei chip e consentono una rapida sostituzione in caso di guasto.

Il transistor T2 va munito di una piccola aletta di raffreddamento che elimina il calore in eccesso; sempre per un problema di calore, la resistenza R30 (che carica la batteria) deve essere in grado di dissipare una potenza di un paio di watt. Come antenna è possibile utilizzare uno spezzone di filo rigido di 17 centimetri saldato direttamente all’apposita piazzuola mentre per il fissaggio della batteria allo stampato è consigliabile fare uso di fascette plastiche sfruttando i quattro fori previsti per questo scopo.

Un pezzetto di nastro biadesivo posto tra la basetta e la batteria garantirà una migliore tenuta evitando che l’accumulatore possa muoversi anche di poco. Due spezzoni di filo, preferibilmente rosso/nero, con prese di tipo faston completano il collegamento elettrico tra la batteria ed il circuito. A questo punto, prima di proseguire nell’inscatolamento, è consigliabile verificare il funzionamento della centrale impostando i codici ed effettuando alcune altre semplici operazioni di taratura.

Per quanto riguarda la programmazione dei dip (sia del radiocomando che dei sensori), rimandiamo a quanto spiegato in precedenza; il trimmer presente all’interno dei sensori (regola il tempo di allarme) va messo in prima approssimazione in posizione centrale (tempo di allarme di circa 1 minuto). A questo punto possiamo attivare la centrale e verificare se tutto funziona come previsto. Particolare attenzione va prestata alla portata dei sensori che, ne siamo certi, stupirà positivamente anche i più scettici.

Solo a questo punto provvederemo all’inscatolamento della centrale; a tale scopo - per il nostro prototipo - abbiamo utilizzato un contenitore plastico tipo Teko AUS22 che dispone di due pannelli in alluminio ai quali abbiamo fissato tutti i controlli. I disegni evidenziano i fori e le scritte da realizzare. Termina qui la descrizione del nostro impianto antifurto senza fili; sui prossimi numero della rivista torneremo sull’argomento proponendo la realizzazione di altri tipi di sensore, tutti rigorosamente via radio. Abbiamo allo studio anche il progetto di un antifurto molto più semplice, ideale per controllare da casa garage, box, cantine e simili.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

 

 

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