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Antifurto con radioallarme - 1

ANTIFURTO CON RADIOALLARME

Centralina a 2 zone in grado di effettuare in caso di allarme una chiamata in DTMF utilizzando un ricetrasmettitore. Il dispositivo prevede anche un circuito per l'ascolto ambientale che si attiva automaticamente in caso di allarme ma che è possibile attivare in qualsiasi momento consentendo di ascoltare ciò che avviene nei locali protetti. Ultima puntata.

Nella prima parte dell'articolo, apparsa il scorso, abbiamo spiegato il funzionamento del nostro dispositivo di sicurezza e le sue caratteristiche principali. Proseguiamo la descrizione dell'allarme analizzando la sezione di alimentazione che impiega un trasformatore da rete con primario a 220V/50Hz e secondario a 15 volt capace di erogare 1,5 ampère; il ponte a diodi PT1 raddrizza l'alternata presente ai capi del secondario del trasformatore ricavando una ventina di volt in continua che, livellati da C1 e C2, sono disponibili ai capi del bipolo R1/LD1. Abbiamo quindi il primo alimentatore stabilizzato, realizzato con il transistor NPN T1, polarizzato in base mediante lo Zener DZ1 da 15V: tra l'emettitore del transistor e massa otteniamo così una tensione di 14,3 volt, che divengono circa 13,6 ai capi della batteria BATT; T1 serve quindi per caricare la batteria in tampone, utilissima ed indispensabile per garantire il funzionamento dell'antifurto quando manca la tensione di rete, per cause tecniche o a seguito di un sabotaggio.

Il regolatore a transistor alimenta anche l'apparato RTX, che per poter essere sempre in funzione deve stare anch'esso sotto batteria tampone; per proteggere eventuali cortocircuiti esterni, dovuti a malfunzionamenti o sabotaggi, è stato inserito il fusibile FUS2 di tipo rapido da 5 A. La tensione della batteria raggiunge il resto del circuito alimentatore tramite l'induttanza L1 (questa serve per limitare eventuali interferenze propagate dall'apparato radio durante la trasmissione) e il diodo D3, alimentando il regolatore integrato U2, un 7805 a cui è affidato il compito di ricavare i 5 volt per la logica. U1, cioè il regolatore a 12 volt, è alimentato dalla tensione prelevata dal ponte a diodi, e genera poco più di 12 volt (12,7) grazie al diodo posto in serie al suo terminale di riferimento: alimenta a sua volta la linea dei sensori ed il cicalino BZ. Il regolatore U9, anch'esso da 5 volt, è stato inserito per alimentare dispositivi esterni che possono fare da complemento alla centralina.

Come si usa

Il sistema di teleallarme che proponiamo in questo articolo è molto potente e versatile, tanto che ci permette di impiegarlo in modi diversi, sfruttando tutte o solo alcune delle funzioni disponibili. La tipica applicazione vede il circuito col-legato come un normale antifurto, sia pure con l'accorgimento di dover far scattare i sensori della zona 1 (che quindi deve essere sempre usata) prima di disabilitarlo con il radiocomando: abbiamo a disposizione due canali di ingresso per altrettanti gruppi di sensori NC, e nessuna uscita di allarme locale; tuttavia è possibile usare il relè per attivare sirene, lampeggianti, ed altri attuatori di allarme quali i combinatori telefonici, a patto però di poter attivare l'RTX direttamente dall'ingresso microfonico. La scheda va collegata ad un ricetrasmettitore il cui gemello deve essere posto a distanza o portato con sè.

 

 

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