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Antifurto con radioallarme - 4

Antifurto con radioallarme

Allo scopo potete prevedere un sensore PIR puntato verso la porta di ingresso, oppure un contatto Reed o un semplice microswitch, entrambi normalmente chiusi, applicati alla porta, che si aprano quando la stessa viene aperta per farvi entrare. Ricordate però che in questo caso la stessa porta andrà chiusa prima di riattivare la centralina, o comunque nei 10 secondi seguenti l'attivazione: diversamente scatterà l'allarme.

Il problema non si pone utilizzando un sensore PIR o un radar, poiché una volta rilevato l'allarme tornano a riposo, cosa che non avviene in un contatto applicato alla porta finché la stessa non viene chiusa. E' importante notare che utilizzando un ingresso normalmente chiuso se si dispongono più sensori su un canale (uno dei punti A) gli stessi vanno posti con il contatto di uscita NC in serie, non in parallelo: infatti in quest'ultimo caso se anche uno va in allarme e si apre resterebbero gli altri a chiudere il circuito dell'ingresso, vanificando l'allarme.

Fatti i collegamenti reali o simulati con i sensori, potete pensare all'antenna del radiocomando: basta in teoria un pezzo di filo lungo 25 cm collegato alla piazzola ANT del circuito; in alternativa, per avere una maggiore copertura (cioè per comandare il sistema a maggior distanza) potete usare un'antenna esterna per apricancello a 433 MHz, collegandola allo stampato tramite cavetto coassiale RG58 o per TV. Quanto alla batteriatampone, occorre un elemento da 12 volt, della capacità di 1,6 o 2 A/h, che andrà collegato alla morsettiera marcata BAT usando fili della sezione di almeno 0,5 mmq ed avendo cura di rispettare la polarità indicata nel disegno di montaggio. Ultimo preparativo: per dare efficacia al radiocomando aprite il minitrasmettitore portatile e impostate i dip switch come i primi 8 del DS1 sulla centralina; se avete un trasmettitore monocanale il nono bit del DS1 deve essere spostato verso il + o verso il -, a seconda del tipo (fate qualche prova per trovare la giusta impostazione). Se usate un trasmettitore bicanale dovete mettere il DS1 ancora al + o al -, indifferentemente: tanto il dispositivo si comanderà con l'uno o con l'altro pulsante.

Fatti tutti i collegamenti la centralina può essere alimentata: allo scopo inserite la spina del cordone di alimentazione in una presa di rete; prima di fare questo assicuratevi che lo stampato appoggi su una superficie non conduttiva, cioè non metallica.

Dopo aver dato tensione verificate che si accenda LD1, quindi lasciate caricare la batteria per una mezz'oretta almeno.


Una volta che la batteria è carica potete effettuare tutte le prove sul dispositivo: procedendo con ordine, inserite il sistema con il radiocomando, procedete quindi a fare scattare l'allarme sulla zona 1 e disinserite il sistema con il radiocomando; reinserite l'allarme e successivamente fate scattare l'allarme per verificare tutte le operazioni di trasmissione dei dati di allarme tramite l'uscita OUT-BF (RTX). Fatto ciò, potete verificare le operazioni di controllo da effettuare con una chiave DTMF, quale l'immissione del codice di sblocco, immissione del secondo codice per l'ascolto a distanza tramite il microfono ambientale. Per programmare i codici dovete procedere nella seguente maniera: chiudere lo switch S1 a centralina disattivata; per conferma il dispositivo emette, tramite il cicalino, una nota continua indicando che la scheda è pronta alla memorizzazione. La programmazione si effettua via radio, quindi si deve prendere l'RTX remoto (cioè non quello collegato alla centralina) e si devono inviare in sequenza i 5 bitoni che costituiscono il primo codice. Facciamo notare che, sebbene il primo codice, cioè quello di allarme lanciato dalla centralina, sia in realtà di 6 cifre, vanno digitate soltanto le prime
5: l'1 finale lo mette il microcontrollore, e lo fa per adeguarsi al funzionamento della chiave DTMF da noi proposta nel fascicolo 4 della rivista. Pertanto se volete cambiare il primo codice trasmettete con l'apparato remoto 5 bitoni DTMF da 0 a 9, a vostra scelta.

Notate che il sistema acquisisce i bitoni DTMF uno per volta, e dopo aver ricevuto ciascun codice lo ripete, ritrasmettendolo per conferma verso il vostro apparato: per-tanto le cifre di ogni codice vanno digitate una per volta, rimettendosi in ricezione dopo ciascuna per sentire se la scheda li rimanda; disponendo un visualizzatore DTMF all'uscita BF dell'apparato che avete in mano potete verificare una ad una le cifre mandate dalla centralina, accertandovi che il risultato finale corrisponda al codice da voi trasmesso. Dopo la ricezione e la ripetizione della quinta cifra, il microcontrollore blocca il relativo codice e si attende l'invio delle 5 cifre del secondo, cioè di quelle che manderete in risposta ad una chiamata per azzerare la condizione di allarme. A fine programmazione, per memorizzare il tutto riaprite S1: il cicalino smetterà di suonare. Potete pensare ora all'installazione definitiva del dispositivo e del relativo apparato radio.

 

 

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