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Antifurto radio per box 3/3

Antifurto radio per box progetto open source

LA DECODIFICA

Dall’uscita del modulo RF290 (pin 14) il segnale di bassa frequenza giunge all’ingresso dell’integrato decodificatore MC145028 il quale confronta l’eventuale sequenza di bit in arrivo con quella impostata tramite il dip-switch a tre stati collegato ai pin 1,2,3,4,5,12,13,14 e 15. Se i due codici sono uguali, l’uscita di U4 (pin 11) passa da un livello logico basso ad un livello alto.

Quando ciò accade, il circuito monostabile che fa capo a U1c e U2d cambia stato e l’uscita della porta U2d passa da un livello logico alto ad un livello basso. Tale variazione provoca innanzitutto la commutazione del multivibratore bistabile U1a, U1b con la conseguente accensione del led LD2. Tale variazione viene memorizzata da questo circuito per cui anche se la linea di controllo torna nello stato iniziale il led resta acceso. La commutazione del monostabile provoca anche l’attivazione del segnale acustico: il segnale di bassa frequenza generato dall’oscillatore U2c può infatti “transitare” attraverso la porta U2a e, tramite il transistor T3, giungere al buzzer BZ.

Quest’ultimo è costituito semplicemente da una pasticca piezo priva di elettronica. Il monostabile resta in funzione per un periodo che può variare tra 20 e 120 secondi, in funzione del valore della rete RC formata da C8, R8 e R9. Essendo quest’ultimo un trimmer, è possibile regolare a piacere questo intervallo di tempo e quindi, in ultima analisi, il periodo di attivazione del buzzer. Il pulsante P1 controlla contemporaneamente le linee di reset del monostabile e del bistabile; è sufficiente premere P1 per ottenere il ritorno allo stato iniziale. Ovviamente, se dopo aver premuto P1 arriva un altro segnale di allarme, la centralina entrerà nuovamente in funzione.

Completa il circuito un alimentatore dalla rete luce che comprende un trasformatore di alimentazione con secondario a 15 volt (TF1), un ponte raddrizzatore, un condensatore di filtro ed un regolatore a tre pin (U5) all’uscita del quale troviamo una tensione continua di 12 volt perfettamente stabilizzata. Ultimata così l’analisi del circuito, non resta che occuparci della parte pratica di questo progetto, ovvero la costruzione della centralina.

IL MONTAGGIO

Come si vede nei disegni e nelle foto, tutti i componenti (compreso il trasformatore di alimentazione) sono stati montati su una basetta di piccole dimensioni, appena 70 x 120 millimetri. A sua volta la basetta è stata alloggiata all’interno di un idoneo contenitore plastico. I disegni consentono a chiunque di realizzare un circuito stampato simile a quello da noi impiegato per montare il prototipo.

A tale scopo è consigliabile fare ricorso al sistema della fotoincisione. Per realizzare il master è sufficiente fare una fotocopia su carta da lucido del master pubblicato che è perfettamente in scala 1:1; successivamente - con questa fotocopia dovrete impressionare una basetta presensibilizzata con photoresist positivo, basetta che poi andrà sviluppata ed incisa mediante una soluzione di percloruro ferrico.

antifurto_box_pcb

Realizzata così la basetta, potrete iniziare a montare i vari componenti. A quanti non hanno familiarità con acidi e basette presensibilizzata, ricordiamo che questa centralina è disponibile in scatola di montaggio e che il kit, ovviamente, comprende anche la basetta incisa, forata ed anche serigrafata. Meglio di così! Tornando al cablaggio, raccomandiamo la massima attenzione durante questa fase; per primi inserite e saldate i componenti a più basso profilo seguiti, via via, da tutti gli altri.

Prestate molta attenzione anche all’orientamento degli elementi polarizzati, sia di quelli saldati direttamente alla piastra che di quelli (come gli integrati) montati su zoccolo. Per ultimo montate il trasformatore di alimentazione.

IL COLLAUDO FINALE

A questo punto collegate il cordone di alimentazione alla rete e, con un tester, verificate le tensioni continue presenti nei vari punti del circuito: circa 20 volt ai capi di C1, 12 volt precisi all’uscita del regolatore e 5,1 volt sui pin 1 e 10 del modulo RF290. Normalmente il led LD1 deve essere acceso mentre LD2 deve essere spento.

Dopo aver acquistato uno o più sensori PIR dell’Aurel, impostate lo stesso codice di allarme sia nel sensore che nella centralina agendo in quest’ultimo caso sul dipswitch DS1. Provocate un falso allarme e verificate che la centralina entri in funzione. Se ciò non accade controllate nuovamente l’impostazione dei dipswitch. Se invece tutto funziona come previsto, regolate il trimmer R9 per il tempo di attivazione del buzzer desiderato.

Nel nostro prototipo abbiamo utilizzato un buzzer da stampato ma nulla vieta, specie se la piastra viene alloggiata in un contenitore, di utilizzare un buzzer da esterno. Al termine dell’allarme controllate che resti acceso il led LD3 e che premendo il pulsante P1 il led si spenga (se P1 viene premuto durante l’allarme anche il buzzer deve disattivarsi). Il dispositivo va alloggiato all’interno di un contenitore plastico in quanto l’antenna è incisa direttamente sulla basetta: l’impiego di un contenitore metallico ridurrebbe enormemente la sensibilità del ricevitore.

A questo punto non resta che effettuare delle prove di portata: in funzione del tipo e del numero degli ostacoli presenti tra sensore e centralina, la portata risulta compresa tra 100 e 300 metri, addirittura in aria libera la portata raggiunge i 500 metri.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

 

 

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