Apparato genitale maschile e le interazioni e sugli effetti delle radiazioni

Apparato genitale maschile e le interazioni e sugli effetti delle radiazioni

L’apparato genitale maschile è l’insieme di tutti gli organi deputati alla riproduzione negli organismi animali maschili. Esso è costituito dalle gonadi (testicoli), dalle vie spermatiche e dagli organi genitali esterni.

Le vie spermatiche, che iniziano nel testicolo con i tubuli retti e la rete testis, proseguono con l’epididimo, il canale deferente, il condotto eiaculatore e infine con l’uretra, che rappresenta perciò, ad esclusione di quello iniziale, un tratto comune sia alle vie spermatiche sia a quelle urinarie. Le vie spermatiche, oltre a permettere e a favorire il passaggio degli spermatozoi dalla loro zona di origine (testicoli) all’esterno, determinano la maturazione degli spermatozoi stessi. All’interno di questi canali, infatti, gli spermatozoi immaturi acquisiscono le caratteristiche e la forza necessarie alla motilità. Durante questa fase, infatti, la composizione del contenuto luminale (relativo al lume, dal latino “lumen” che vuol dire luce) viene modificata grazie all’azione ed alle caratteristiche morfo-funzionali conferite dalla presenza di ormoni maschili.

L’intero sistema delle ghiandole annesse alle vie spermatiche, cioè le vescichette seminali, la prostata e le ghiandole bulbouretrali, è il principale responsabile della produzione del liquido seminale, ovvero il naturale veicolo di sopravvivenza, motilità e nutrimento degli spermatozoi. Andando ancora più verso l’esterno, troviamo il pene, organo della copulazione ed ultimo tratto percorso dal seme prima della eiaculazione.
Le gonadi (Figura 1.3), organo pari (cioè presente in numero pari nel corpo), sono l’organo deputato alla generazione del seme.

Gli strati che compongono questo apparato sono di diverso tipo; tra questi ci sono il tessuto cutaneo (la borsa scrotale), quello connettivo, e quello adiposo, tutti di spessore compreso tra 0,5 e 2 mm. Le gonadi sono costituite da uno scheletro fibroso, detta tonaca albuginea (dal latino “albus” che significa bianco), da un parenchima di trasporto, ovvero i tubuli seminiferi, da uno stroma che circonda i tubuli seminiferi e che contiene, oltre a vasi e nervi, gruppetti di cellule dotati di attività endocrina, le cellule interstiziali di Leydig. Queste strutture cooperano nel seguente modo: l’LH ipofisario (“Luteinizing Hormone”, ovvero ormone luteinizzante) stimola, direttamente a livello delle gonadi, la produzione di testosterone da parte delle cellule interstiziali del Leydig. Questo, una volta prodotto, agisce poi sia sulla spermatogenesi, favorendola, sia su un’altra serie di fattori, tra cui il controllo globale del funzionamento corretto dell’intero apparato.

Scopo dell’FSH (“Follicle Stimulating Hormone”, ovvero Ormone follicolo stimolante), invece, è di agire, coadiuvando l’azione dell’LH, sulle cellule del Sertoli (che controllano più da vicino il corretto andamento della spermatogenesi, sostenendo e nutrendo gli spermatozoi in maturazione) e di rendere, quindi, possibile la spermatogenesi stessa. Tra le sue funzioni vi è, inoltre, la stimolazione, a livello di queste cellule, della produzione della proteina legante gli androgeni. All’interno di quest’organo avviene la vera e propria spermatogenesi, ovvero l’insieme di tutte le fasi che conducono alla maturazione degli spermatozoi, processo propedeutico alla fecondazione. Esso ha una durata approssimativa di 64 giorni. Durante questo periodo di tempo, è possibile distinguere tre fasi che portano dagli spermatogoni (cellule germinali primitive) agli spermatozoi completi.

Le fasi in esame sono:

    quella moltiplicativa;
    quella meiotica;
    quella della differenziazione.

All’interno dello stroma, costituito da scarso tessuto connettivo lasso (molle), avviene l’attività endocrina propria della ghiandola interstiziale nel testicolo. Gli ormoni androgeni sono il testosterone e suoi derivati (androstenedione e DHEA, o deidroepiandrosterone) e sono prodotti dall’interstizio testicolare sotto lo stimolo di FSH, ma soprattutto LH, rilasciati dal sistema ipotalamo ipofisario. È proprio attraverso l’azione di questo tipo di ormoni che compaiono e permangono i caratteri sessuali tipici del maschio.

I tubuli retti rappresentano l’inizio delle vie spermatiche e sono contenuti all’interno delle gonadi.

Segue la rete testis, complesso sistema di canali che si trovano all’interno del tessuto connettivo del mediastino testicolare. L’epididimo, mostrato qualitativamente in Figura 1.3 e completamente in Figura 1.4, è un organo pari addossato al margine posteriore del testicolo e che è contenuto nella borsa scrotale; il suo scopo è quello di raccogliere gli spermatozoi che vengono prodotti all’interno del testicolo favorendone, di fatto, la maturazione. Un sottile involucro di tessuto connettivo, la tonaca albuginea, lo riveste.

Il dotto deferente inizia proprio al termine dell’epididimo e determina, oltre il canale inguinale, la prostata contribuendo alla formazione del condotto eiaculatore insieme alla vescichetta seminale.

Il funicolo spermatico consta di: canale deferente, arteria testicolare, arteria spermatica esterna, vene testicolari. La parte più esterna dell’intero apparato è il pene, organo maschile della copulazione. Esso è composto principalmente da corpi cavernosi e dal corpo spongioso dell’uretra. La radice è situata profondamente nel perineo anteriore ed è rappresentata dalle porzioni iniziali dei due corpi cavernosi di cui sopra. Questi ultimi, sono pari e simmetrici e sono costituiti da un involucro fibroso, la tonaca albuginea, e da tessuto cavernoso. Infine vi è lo scroto, completamente rivestito da cute, situato sotto la sinfisi pubica, il cui scopo è quello di contenere le gonadi.

Perché l’intero processo di genesi e maturazione avvenga correttamente, è fondamentale il ruolo giocato dalla temperatura e dalla sua regolazione. Risulta, infatti, indispensabile che la temperatura delle gonadi sia, in media, tra i 2 e i 3 °C inferiore a quella del resto del corpo. Quando la stagione è molto calda, o durante un bagno tiepido, essi pendono più in basso del normale, lontano dal corpo e dal suo calore; al contrario, nella stagione fredda, essi si avvicinano al tepore del corpo per mantenere una temperatura ottimale.

La loro posizione, esterna al corpo, è un fattore, quindi, mutevole. Infatti, se subito prima dell’eiaculazione, i testicoli vengono tratti molto vicini al corpo, subito dopo essi ritornano nella loro posizione usuale. Il medesimo avvicinamento avviene nei momenti di intensa paura o collera, che altro non è che un meccanismo protettivo del corpo. Se vengono tenuti alla temperatura corporea, i testicoli non sono più in grado di produrre spermatozoi e l’uomo diventa sterile. Quando i muscoli dell’uomo si tendono, come nei casi di cui precedentemente accennato, un insieme di muscoli posto nello scroto spinge automaticamente i testicoli verso l’alto; si tratta della fascia cremasterica, la fascia spermatica interna e la fascia spermatica esterna.

Da studi in merito, è risultato chiaro che qualsiasi variazione considerevole della temperatura a cui quest’organo sia sottoposto può essere ritenuta responsabile dell’alterazione, in forma acuta o, peggio, cronica, di tali funzioni. È risultato, infatti, chiaro che il decadimento proteico e cellulare, diretta conseguenza dell’alterazione di questo equilibrio, causa la diminuzione o la perdita totale, da parte del soggetto, di queste funzioni.

L’indice completo degli articoli relativi alla tesi di laurea sulla interazioni e sugli effetti delle radiazioni sul corpo umano, è disponibile qui

6 Comments

  1. Piero Boccadoro Piero Boccadoro 5 ottobre 2011
  2. Francesco12-92 2 ottobre 2011
  3. Fabrizio87 2 ottobre 2011
  4. Piero Boccadoro Piero Boccadoro 2 ottobre 2011
  5. Fabrizio87 3 ottobre 2011
  6. Piero Boccadoro Piero Boccadoro 5 ottobre 2011

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