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Apricancello automatico 3/3

Apricancello automatico progetto open source

Entriamo ora nei dettagli del programma contenuto nel microcontrollore (cod. MF61). Abbiamo rappresentato il software di U4 attraverso tre schemi a blocchi: il primo riguarda la fase di inizializzazione mentre il secondo ed il terzo sono relativi rispettivamente al funzionamento come unità fissa o mobile.

Come si può notare, per prima cosa il programma inizializza i vari parametri del micro, poi legge la memoria EEPROM e di seguito attiva una procedura di impostazione del tempo di inibizione. Quest’ultima consente di assegnare all’unità fissa, agendo semplicemente sul solo pulsante P1, un tempo di inibizione compreso tra 1 e 10 minuti. In seguito, il software legge lo stato del dip S1 e si smista nei due programmi secondari in funzione dello stato di quest’ultimo. Nel caso di unità fissa, attiva dapprima la trasmissione RF per cinque secondi per poi attendere, in un tempo massimo di cinque secondi, un segnale RF.

Diagramma di flusso del programma contenuto nel microcontrollore U4

Se nessun segnale viene rilevato il software ricicla riattivando il trasmettitore. Al contrario, se la sezione RF informa il micro che è sopraggiunto un segnale RF correttamente codificato, il programma chiude il relè, apre il cancello, e si inibisce per il tempo impostato. Passiamo ora al diagramma dell’unità mobile. In questo caso, possiamo distinguere due funzioni: una prima legata al pulsante P1 e una seconda causata dal segnale RF. Premendo P1 il micro attiva il trasmettitore ovvero comanda l’apertura del cancello indipendentemente dallo stato del segnale RF.

mc145026_motorola

Questa gestione è di tipo impulsivo: finché il P1 è premuto il trasmettitore è attivato, lasciando P1 la trasmissione si interrompe. Se nessuna azione avviene su P1, il micro controlla lo stadio RF e nel caso rilevi un segnale correttamente codificato attiva la trasmissione per 15 secondi. Bene, anche la descrizione della parte software può ritenersi conclusa. Procediamo quindi alla realizzazione pratica.

IN PRATICA

Utilizzando la traccia rame riportata nell’articolo incidiamo due basette. Allo scopo, consigliamo di utilizzare il metodo della fotoincisione e due piastre in vetronite già presensibilizzate. Procuriamoci poi l’occorrente per il montaggio di due piastre: tutto il materiale può essere reperito in un qualsiasi negozio di elettronica ad accezione del microcontrollore U4 che può essere richiesto già programmato (cod. MF61) alla ditta Futura Elettronica.

Iniziamo il montaggio attenendoci alle solite regole: saldiamo dapprima i componenti a più basso profilo e proseguiamo con quelli a profilo sempre più alto. Rispettiamo la polarità dei condensatori elettrolitici e dei diodi. Saldiamo per ultimi i due moduli SMD evitando di scaldare troppo i terminali. Durante tutta la fase di montaggio teniamo sempre sott’occhio la disposizione dei componenti riportata nell’articolo. Inseriamo ora gli integrati nei relativi zoccoli rispettando la tacca di riferimento e procediamo alla messa in opera. Prima di fare ciò è consigliabile un precollaudo delle schede onde rilevare un eventuale errore di montaggio.

Installiamo poi una delle due schede in auto, all’interno dell’abitacolo e in posizione protetta. Procuriamoci un pulsante normalmente aperto e, dopo averlo fissato in una posizione accessibile dal posto di guida, lo colleghiamo al morsetto “P1” della scheda. Portiamo al morsetto “+12” un positivo di alimentazione sotto chiave, ad esempio quello usato per la presa accendisigari, e colleghiamo il morsetto “0V” ad un punto di massa dell’auto.

Con un tester verifichiamo l’alimentazione della scheda dopo aver messo in moto la vettura. A questo punto, l’installazione in auto è conclusa prendiamo perciò l’altra scheda che, come prima cosa, andrà inizializzata. Allo scopo, dovremo collegare un pulsante normalmente aperto ai morsetti “P1” e chiudere il dip-switch S1. Alimentiamo la scheda con una tensione continua e regolata a 12 volt (morsetto “+12”) oppure con una tensione continua di 24 volt (morsetto “+24”) e, nel contempo, teniamo premuto il pulsante. Se tutto funziona correttamente il relè si deve chiudere per 1 secondo.

apricancello_automatico_pcb

A questo punto premiamo il pulsante per un numero di volte uguale ai minuti di inibizione desiderati. Il relè si deve chiudere per un secondo ad ogni pressione del pulsante. Attendiamo circa 30 secondi, dopo di che sentiremo il relè chiudersi rapidamente per tre volte. Ciò significa che la procedura di inizializzazione è conclusa e che il dato è stato memorizzato nella EEPROM. L’informazione viene trattenuta anche togliendo alimentazione e per modificare il tempo di inibizione dovremo ripetere tutta la procedura descritta dall’inizio. Scolleghiamo sia il pulsante sia la tensione di alimentazione e installiamo la scheda nelle vicinanze della centralina dell’apricancello, in posizione protetta dall’umidità e all’interno di un contenitore plastico.

scheda_apricancello_automatico

Essendo le antenne ricavate sullo stampato non bisogna racchiudere né l’unità fissa né quella mobile all’interno di contenitori metallici. Colleghiamo il contatto normalmente aperto di RL1 (morsetto “OUT”) in parallelo al contatto del ricevitore radio della centralina. Per intenderci, il relè del ricevitore originale e il relè della nostra scheda devono produrre lo stesso effetto sulla centralina.

Con un tester cerchiamo sulla morsettiera una tensione regolata a 12 o a 24 volt ed alimentiamo la scheda. Anche l’installazione della parte fissa risulta conclusa, non ci resta altro che salire in auto e collaudare il funzionamento di tutto il sistema.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

 

 

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