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Baby Radio Control 3/3

Baby Radio Control progetto open source

Lo schema elettrico del ricevitore è molto semplice. E’ presente uno stadio di alimentazione identico a quello utilizzato nel trasmettitore tranne che per l’uso di un regolatore (U3,7812) in luogo del 78L12 in quanto in tale circuito l’assorbimento è maggiore a causa della presenza di buzzer e relè.

Infatti quando entrambi questi componenti sono attivati, l’assorbimento raggiunge gli 80 milliampère. In questo circuito sono presenti un modulo ricevente SMD prodotto dalla ditta Aurel (RF290 accordato sui 433 MHz) e un decodificatore MC145028. La parte a radiofrequenza del modulo U1 necessita di un’ alimentazione di 5 volt ben stabile (ottenuta tramite la resistenza R2 e il diodo zener DZ1) che va applicata ai piedini 1 e 10.

ricevitore_schema_elettrico

Il segnale ricevuto tramite l’antenna è presente, amplificato, filtrato e squadrato, sul piedino 14 da dove giunge all’ingresso del decodificatore U2; quest’ultimo chip interpreta e confronta il codice con l’impostazione del dip-switch S1.

Ovviamente, per ottenere il riconoscimento del codice, i dip del trasmettitore e del ricevitore dovranno essere impostati nello stesso modo. Se la decodifica ha successo, il pin 11 di U2, si porta a livello logico alto caricando C4 ed attivando T1, T2, buzzer e relè.

pin_out_integrati_motorola

Il condensatore C4 è stato inserito allo scopo di mantenere attivi gli utilizzatori per qualche istante; in tal modo, anche durante le pause nella trasmissione dovute alla particolare configurazione circuitale del trasmettitore, nel ricevitore avremo una continuità del segnale acustico e dell’eccitazione del relè. I contatti di quest’ultimo componente possono essere utilizzati per comandare carichi con un assorbimento massimo di 1 ampère.

IN PRATICA

Trasmettitore e ricevitore utilizzano due circuiti stampati appositamente disegnati previsti per accogliere tutti i componenti, compresi gli stadi di alimentazione. Come si vede nelle illustrazioni, si tratta di circuiti molto compatti che non presentano alcun problema di installazione. Per realizzare le due basette consigliamo l’impiego della fotoincisione. Per ricavare i master con i quali incidere le piastre è sufficiente fare due fotocopie dei master pubblicati, possibilmente su carta trasparente. E’ anche possibile utilizzare della carta normale ma in questo caso il tempo di esposizione risulta molto più critico in quanto la trasparenza varia a seconda del tipo di carta. Utilizzando dei fogli trasparenti il tempo di esposizione si aggira sui 3÷5 minuti. La piastra presensibilizzata va quindi immersa nello sviluppo sino alla completa eliminazione delle zone illuminate (nel caso di fotoresist e master positivi).

ricevitore_pcb

Di solito è sufficiente lasciare la basetta nel bagno di sviluppo per circa 5 minuti. A questo punto, dopo un energico lavaggio, la basetta può essere immersa nella soluzione di percloruro per la corrosione del rame non protetto. Per accelerare questa operazione è consigliabile scaldare l’acido e porre la piastra con la faccia ramata rivolta verso il basso. Ultimata la corrosione bisogna pulire le piste asportando lo strato protettivo. Utilizzando del fotoresist autosaldante è possibile evitare questa operazione. A questo punto non resta che realizzare i fori utilizzando possibilmente un trapano per la foratura dei C.S. che, rispetto ai normali trapani, presenta una velocità di rotazione molto più alta che allunga la vita delle punte ed evita la carbonizzazione dei fori. A questo punto può iniziare il cablaggio vero e proprio.

Raccomandiamo di montare per primi i componenti più resistenti alle sollecitazioni termiche cioè gli zoccoli per gli integrati (badando a rispettare la posizione della tacca di riferimento, utile all’atto dell’inserimento dell’integrato nello zoccolo), le resistenze e i condensatori. E’ anche possibile, per maggior comodità, montare in un secondo tempo i condensatori ingombranti allo scopo di inserire nel circuito prima tutti i componenti aventi un ingombro omogeneo. Si prosegue poi con il montaggio dei diodi (facendo attenzione a rispettarne la polarità: il catodo è contraddistinto da una fascetta colorata), dei transistor, dei dip-switch 3-state, dei led (il catodo si trova in corrispondenza del lato smussato), del relè, dei trasformatori, dei morsetti, dei portafusibili e delle antenne.

Come antenna è sufficiente l’utilizzo di uno spezzone di filo lungo 17 centimetri che corrisponde a 1/4 della lunghezza d’onda della frequenza a 433 MHz utilizzata nel nostro sistema. Proseguiamo saldando i due stabilizzatori e i due moduli SMD (TX433SAW e RF290). Il buzzer e il microfono hanno una polarità da rispettare: il terminale negativo del microfono è quello che è in collegamento con la sua carcassa. Inseriti gli integrati nei relativi zoccolini, badando al rispetto delle tacche di riferimento, e posizionati in modo identico i dip-switch nel trasmettitore e nel ricevitore, potremo iniziare il collaudo.

Sarà sufficiente disporre di due prese di rete a cui connettere i circuiti, dopodiché, effettuando delle prove di sensibilità (simulando vagiti e piagnistei), si regolerà il trimmer a seconda delle esigenze. Si raccomanda di racchiudere i due circuiti dentro altrettanti contenitori e di maneggiarli con molta cura durante la taratura per evitare di rimanere folgorati a causa della tensione di rete. Anche una prova della portata del sistema, cioè della distanza a cui trasmettitore e ricevitore interagiscono, ci assicurerà del buon funzionamento. Utilizzando il sistema all’interno di un condominio (quindi con numerose pareti) la portata risulta compresa tra 50 e 100 metri.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

 

 

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