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Bersaglio laser intelligente - 3

Bersaglio laser intelligente

Quando il raggio del laser colpisce frontalmente LD1, ai capi di quest’ultimo viene generata una differenza di potenziale dell’ordine del volt, più alta di quella applicata al piedino 2: pertanto l’U1a commuta lo stato della propria uscita, e forza il proprio pin 1 a livello logico alto, ovvero più o meno al potenziale di batteria; adesso il diodo luminoso LD1 viene polarizzato tramite la resistenza R9 e si accende.

La tensione ai suoi capi sale decisamente, perché tale componente si accende quando viene sottoposto a circa 1,5÷2 volt. L’aumento della tensione giunge ai capi della resistenza R5, e da essa al piedino non-invertente del comparatore, il che determina una sorta di “lucchetto”: in pratica adesso il diodo LD1 resta acceso anche se il raggio del laser non lo colpisce più, perché l’uscita del comparatore è forzata a livello alto proprio dall’effetto della rete di retroazione che, una volta avvenuta la commutazione, blocca l’operazionale nella condizione attuale.

Per far spegnere il led bisogna intervenire sull’interruttore S1, ovvero aprirlo per togliere tensione al circuito. Quanto detto vale per tutti gli altri circuiti che pilotano i restanti led, fermo restando che ciascuno di essi è autonomo e funziona per conto proprio; questo significa che se con la pistola laser colpiamo uno dei diodi, questo si illumina ma non interagisce con gli altri.

E’ quindi possibile colpirne altri, facendoli accendere a loro volta. Si noti infine che, nonostante i quattro led siano posizionati l’uno accanto all’altro, non si influenzano a vicenda in quanto la lente di ciascuno è strutturata in modo da proiettare la luce della giunzione entro un arco ristretto. Bene, a questo punto non abbiamo altro da aggiungere sul dispositivo, e possiamo vedere come realizzare la pistola a laser impiegando un tipico puntatore da 670 o 635 nm, ed un po’ di pazienza.

Per prima cosa vediamo il circuito adatto allo scopo, illustrato in queste pagine: il puntatore è alimentato tramite un regolatore di tensione che ricava, partendo dai 9 volt della pila, 5 volt perfettamente stabilizzati. A sua volta U1 è alimentato in due modi, a seconda del tipo di “sparo” che si desidera: mediante SW1 è possibile tenere acceso costantemente il laser, in questo modo l’emissione del raggio laser è continuo; agendo sul microswitch a pulsante P1, entra in gioco il relè, che permette di ottenere il colpo singolo.

In sostanza a riposo il condensatore C1 è alimentato e caricato con i 9 volt della pila, attraverso il contatto normalmente chiuso del P1. Premendo questo pulsante (che può essere sistemato dietro il grilletto dell’arma giocattolo) il positivo dell’elettrolitico viene dirottato dai 9 volt e chiuso sulla bobina del relè RL1; in questo modo il condensatore cede la sua energia alimentando la bobina per un breve istante; quanto basta a far chiudere il contatto normalmente aperto e ad alimentare il regolatore U1 ed il puntatore laser.


L’artificio a cui abbiamo affidato il colpo singolo è il più semplice per ottenere un raggio di breve durata: mantenendo premuto continuamente il pulsante il circuito non produce alcuna emissione in quanto il condensatore si è scaricato la prima volta.

 

 

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