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Blocco telefonico programmabile 5/6

Blocco telefonico programmabile

Fondamentale è la presenza del condensatore C2 che permette all’intero circuito di “accendersi”: all’atto dell’inserimento della batteria, il micro è spento così come lo è T2 e solo grazie al condensatore C2, che dà uno spunto di accensione a T1, l’intero circuito può funzionare.

Per fornire il clock ad U1 non abbiamo utilizzato un quarzo ma bensì una semplice resistenza (R10) sfruttando una particolare opzione di selezione (Option Byte) disponibile nei micro della famiglia ST6. Non ci è stato invece possibile risparmiare il quarzo per la decodifica 8870.

Attraverso R15 e T5 il microcontrollore comanda il relè di apertura della linea telefonica. Il piedino 2 di U1 controlla direttamente il buzzer che ci manda segnalazioni utili durante l’utilizzo del circuito. Concludiamo la descrizione dello schema elettrico con un’ultima segnalazione; siamo stati costretti ad inserire dei transistor per interfacciare U1 con gli altri componenti (vedi T2 e T5) poiché i collettori di questi transistor sono collegati a dei punti in cui è presente una tensione maggiore di 5 volt.

Inoltre, se avessimo utilizzato le uscite di U1 per il pilotaggio diretto in open-collector, la tensione si sarebbe scaricata attraverso i diodi di protezione presenti su ogni pin di I/O del micro provocando un consumo non indifferente quanto inutile di corrente. Passiamo ora alla realizzazione della scheda.

I componenti sono montati su una basetta di dimensioni contenute che può essere facilmente realizzata copiando il master pubblicato col quale è stato approntato il nostro prototipo. Tutti i componenti utilizzati in questo progetto sono facilmente reperibili in commercio e il montaggio del circuito dovrebbe risultare elementare. Il componente fondamentale del circuito, cioè il microcontrollore U1 è disponibile già programmato. Come di consueto nel montaggio della scheda consigliamo di procedere prima alla saldatura degli zoccoli degli integrati e di tutti gli altri componenti passivi.

Terminata questa fase, si può passare al montaggio e alla saldatura dei diodi e dei transistor. Si raccomanda di rispettare e di confrontare con il disegno del piano di cablaggio la polarità dei diodi, del buzzer e del condensatore elettrolitico. Anche i transistor e i due integrati hanno un proprio verso di inserzione che deve essere rispettato. Il montaggio della scheda non richiede ulteriori commenti anche perché siamo sicuri che tutti i nostri lettori non commetteranno alcun errore. Passiamo ora alla parte più emozionante del lavoro, ovvero all’installazione della scheda e al collaudo in tutte le sue potenzialità. Si può notare la presenza nel piano di cablaggio di sei morsetti per il collegamento della scheda di cui due vanno alla batteria a 9 volt (a tale scopo consigliamo un apposito connettore a “clips”), due alla rete telefonica ed i rimanenti al nostro telefono. Gli unici terminali polarizzati sono quelli della batteria: gli altri conduttori potranno essere collegati in qualsiasi modo.

I COLLEGAMENTI

Nell’installare la scheda è necessario effettuare dapprima il collegamento al telefono, poi quello della batteria a 9 volt e, per ultimo, il collegamento alla linea telefonica. Questa sequenza di operazioni va tassativamente rispettata: infatti, supponendo di collegare prima la linea telefonica si provocherà l’alimentazione dello stabilizzatore che, al raggiungimento dei 3 volt (non raggiungerà immediatamente la tensione stabilizzata di 5 volt a causa della costante di tempo fornita da R1 e C1), attiverà il micro in una situazione di funzionamento diversa dallo STOP MODE.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

 

 

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