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Booster auto 60 + 60 watt 4/4

Booster auto 60 + 60 watt progetto audio

Progetto audio: Booster auto 60 + 60 watt. L’uscita è protetta nei confronti dei corto circuiti e dei sovraccarichi: un apposito stadio interviene bloccando i finali tutte le volte che la corrente supera gli 11 ampère. Esistono due differenti protezioni nei confronti delle sovratemperature; la prima, denominata “Self Peak Istantaneous Temperature”, interviene quando la temperatura dei finali diventa troppo alta mentre la seconda agisce sull’intero chip bloccandone il funzionamento quando la temperatura supera i 165 °C. Ultimata così l’analisi dello stadio di bassa frequenza, non resta che occuparci dell’aspetto pratico del progetto.

Booster auto 60 + 60 watt - La costruzione

Come si vede nei disegni e nelle fotografie, questo booster risulta molto compatto: tutti i componenti, nessuno escluso, sono stati razionalmente disposti su una basetta appositamente realizzata le cui dimensioni, in considerazione della complessità del circuito, sono piuttosto contenute: appena 135 x 75 millimetri. Due dissipatori posti ai bordi della piastra garantiscono una buona dissipazione del calore prodotto dagli elementi di potenza. Per realizzare la basetta, consigliamo di ricorrere alla fotoincisione, sistema che consente di ottenere una piastra perfettamente uguale al nostro master. Per il cablaggio del booster, contrariamente al solito, è consigliabile montare inizialmente il circuito elevatore per poi, se tutto funziona correttamente, realizzare lo stadio amplificatore.

Come abbiamo visto in precedenza, l’elemento più importante di questo stadio è il trasformatore elevatore in ferrite che va realizzato secondo le indicazioni fornite in precedenza. Il trasformatore (così come l’intero kit) può anche essere acquistato presso la ditta Futura Elettronica. I due mosfet P60N06 vanno fissati ai relativi dissipatori tramite due viti in nylon e due fogli di materiale isolante. In considerazione delle elevate correnti in gioco, le piste interessate al passaggio della tensione di alimentazione a 12 volt vanno abbondantemente stagnate. A montaggio ultimato chiudete il dip DS2 e collegate l’elevatore alla batteria a 12 volt; eventualmente inserite in serie alla linea positiva un fusibile di protezione da 20 ampère (indicato come FUS nello schema elettrico).

Con un tester verificate che all’uscita dell’alimentatore (terminale positivo di C13 e terminale negativo di C14) sia presente una tensione di ± 35 volt rispetto a massa. Se disponete di resistenze di potenza di valore idoneo, potrete “caricare” le uscite e verificare di quanto cala la tensione nelle condizioni di massimo carico. A tale scopo consigliamo l’impiego di due resistenze da 8÷10 ohm ciascuna in grado di dissipare almeno 100 watt; collegate tali resistenze in parallelo a C13 e C14 e verificate che la tensione non scenda sotto i 26÷28 volt.

A questo punto ultimate il cablaggio del booster auto montando gli stadi di bassa frequenza; anche i due integrati vanno fissati ai dissipatori mediante l’apposito set di isolamento.Per realizzare le due bobine L1 e L2 è sufficiente avvolgere in aria 20÷30 spire di filo di rame smaltato del diametro di 1 millimetro; il diametro interno della bobina deve essere di 6÷8 millimetri. Non resta ora che collegare il booster auto all’uscita dell’autoradio e verificare che tutto funzioni correttamente. Se il segnale viene prelevato direttamente dalle casse lasciate aperto il dip DS1, in caso contrario posizionatelo in ON.

Regolate i due trimmer in modo da ottenere la massima potenza con la manopola di volume dell’autoradio ruotata completamente in senso orario. Ultimato positivamente il collaudo, inserite il tutto all’interno di un idoneo contenitore (i dissipatori vanno posti all’esterno!) ed installate il booster nel bagagliaio della vettura, in posizione aerata a facilmente accessibile. Buon ascolto!

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

 

 

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