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Il caminetto ecologico - 2

Il caminetto ecologico

Chi segue assiduamente la nostra rivista ricorderà certo il lumino a batteria realizzato con un LED ed un microcontrollore; bene, il circuito che fa la fiamma del camino è in un certo senso il suo fratello maggiore: infatti il microcontrollore è programmato alla stessa maniera, solo che invece di far accendere un LED pilota una lampadina ad incandescenza da 40, 60, 75 watt o comunque della potenza che si desidera (fino ad un massimo di 800 watt, anche se il triac permette di pilotare un carico maggiore).

Ovviamente utilizziamo una lampada perché la luce di un LED non è paragonabile, per intensità, a quella di un fuoco di legna. Il microcontrollore che utilizziamo è un PIC16C54RC, ovvero un dispositivo basato su un’architettura interna ad 8 bit nella versione (RCI) adatta a far funzionare il proprio generatore di clock mediante una semplice rete R/C invece che con il tradizionale quarzo; questa prerogativa abbassa evidentemente il costo di realizzazione, dato che un quarzo costa molto di più di una resistenza da 1/4 di watt e di un condensatore ceramico.

La rete passiva che controlla il clock è realizzata con la resistenza R4 ed il condensatore C2, collegati al piedino 16 del micro. Il PIC16C54 è stato programmato campionando ed analizzando il segnale rilevato da un sensore di luminosità posto di fronte ad una fiamma; questo segnale è stato scomposto in impulsi rettangolari, quindi, analizzando il suo andamento, si è provveduto a sviluppare un programma capace di fornire all’uscita del microcontrollore la medesima sequenza di impulsi.

Chiaramente la sequenza è periodica, nel senso che si ripete ad ogni determinato intervallo di tempo. Insomma, il microcontrollore produce una serie di impulsi di larghezza variabile che rende disponibili alla propria uscita, e che, considerati in un intervallo di tempo, determinano una tensione il cui valore varia continuamente; gli impulsi sono disponibili al piedino 17 del chip (RA0, ovvero il primo bit della porta A) e vengono utilizzati per pilotare il diodo emettitore d’ingresso dell’optotriac FC1.

Notate che quest’ultimo si trova collegato tra il piedino 17 dell’U1 e il positivo di alimentazione, e non verso massa: questo collegamento fa lavorare l’uscita del microcontrollore in modo “sink”, cioè ad assorbimento di corrente; in pratica il fotoaccoppiatore viene attivato quando l’uscita cortocirdell’U1 è a livello basso e rimane interdetto quando la stessa assume il livello logico alto.

camminetto_ecologico_realizzazione

In questo modo il piedino 17 del microcontrollore non deve erogare corrente ma solo assorbirla; abbiamo scelto questo sistema perché il PIC16C54 può erogare dalle proprie porte pochissima corrente (qualche centinaio di microampère) mentre ne può assorbire molto di più: anche una decina di milliampère; il LED interno all’FC1 per accendersi (l’accensione avviene quando il pin 17 dell’U1 è a livello basso) richiede appunto una decina di milliampère (corrente limitata dalla resistenza R2) che non potrebbe prelevare dal PIC. La resistenza R3 fissa ad 1 logico il potenziale del piedino 4 (che è poi quello di programmazione) dell’U1, il quale deve stare a livello alto nel normale funzionamento del componente.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

 

 

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