Caricabatteria dell’iPhone wireless fai-da-te.

iPhone charger

L'induzione elettromagnetica è un fenomeno fisico che è stato studiato da tempo e che ha tante applicazioni, talune anche molto divertenti. Oggi ne analizziamo una piuttosto scarna ma decisamente efficace e ben realizzata: un caricatore wireless per batterie.

Al di là dell'utilizzo più ovvio che si può fare di un pezzo di filo ce n'è uno un po' meno “convenzionale” ovvero realizzare un sistema per ricaricare le batterie wireless.

Questo meccanismo sfrutta il trasferimento di potenza induttivo nel modo più semplice, ovvero facendo fluire attraverso i conduttori corrente alternata. Le linee di forza del campo magnetico che si concatenano con il filo non possono che interferire con il conduttore limitrofo e, come insegnano Faraday, Newmann e Lenz, indurvi correnti. Ovviamente, a valle di questo risultato, è necessario che la corrente indotta venga successivamente rettificata è regolata per poter essere utilizzata in un caricatore da 5 V.

L'applicazione per la quale questo principio è stato utilizzato è il caricamento della batteria di un iPhone. Tuttavia, qualunque dispositivo collegabile tramite USB potrebbe beneficiare di questo caricatore: tablet, smartphone, cellulari, alcune fotocamere, lettori MP3. E ancora iPad, iPod… insomma, più o meno ogni genere di apparecchio elettronico che abbiamo in casa. Viene, infatti, impiegato un circuito al quale è possibile collegare dispositivi con connettore USB di tipo A, il che lo rende di fatto “universale”.

In giro per la rete non esiste molto materiale che spieghi come realizzare un'applicazione simile pertanto c'è sembrato interessante dare spazio a questo esperimento, certamente divertente da realizzare.

Il caricatore viene alimentato da sei batterie “standard” da 1.5 V, quindi complessivamente si tratta di 9 V disponibili ma, chiaramente, a questa sezione di alimentazione è possibile applicare delle modifiche. Ad esempio, si potrebbe prelevare direttamente la tensione dalla rete elettrica di casa; questa modifica non snaturerebbe il progetto ma potrebbe renderlo più completo.

Il trasmettitore utilizza la potenza fornita da un vecchio laptop, che funge da sorgente. Un elementare apparato di filtraggio, costituito principalmente da un condensatore, ed una coppia di MOSFET sono i diretti responsabili della generazione della corrente alternata sul filo “primario”. L'avvolgimento secondario alimenta il ponte che ha la funzione di rettificare la corrente stessa. Il regolatore, un 7805, fornisce 5V.

Una delle caratteristiche che, proprio in questo video, vengono esaltate è la distanza alla quale l'avvolgimento secondario può trovarsi senza inficiare il caricamento, che può arrivare introno ai 25 cm. Ciò è possibile perché un piccolo circuito di “boost” viene impiegato al fine di migliorare le prestazioni. In questo modo, anche se dovesse esserci un calo di tensione dovuto ad uno scarso allineamento tra gli avvolgimenti, l'output rimarrebbe comunque stabile.

Si tratta comunque di un'applicazione piuttosto rudimentale ma certamente di grande interesse se si considera che questo è un esperimento divertente che si può fare davvero con poco materiale senza necessariamente essere molto esperti.

Avete mai provato a fare qualcosa di simile?

Come lo realizzereste?

4 Comments

  1. fausto.savarino 3 maggio 2013
  2. Antonello 3 maggio 2013
  3. George-Domotico 3 maggio 2013
  4. Piero Boccadoro 8 giugno 2012

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