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Centralina per apricancello 1/3

Centralina per apricancello progetto open source

Come trasformare un normale cancello, scorrevole o ad una anta, in un cancello “elettrico” con comando a distanza. L’articolo descrive tutti gli accorgimenti meccanici da adottare e il progetto di una nuova e compatta centralina di controllo.

Trasformare un normale cancello in un cancello “elettrico”, ovvero motorizzato, è oggi più facile del previsto. Basta recarsi in un negozio specializzato in questo tipo di materiale per accorgersi che in commercio esistono attuatori meccanici, a prezzi relativamente bassi, adatti ad ogni esigenza e sicuramente anche al nostro cancello, sia esso a battente o scorrevole. Quindi, se intendiamo risparmiare un bel po’ di soldi in manodopera specializzata e se disponiamo di un po’ di tempo libero possiamo sicuramente cimentarci in questa impresa.

In generale, per automatizzare un cancello occorrono almeno quattro componenti: un attuatore meccanico per generare il moto del cancello, le sicurezze, ovvero tutti quei dispositivi atti a prevenire possibili infortuni, un radiocomando per attivare a distanza il cancello e, infine, una centralina di comando capace di sequenziare le varie fasi di apertura e di chiusura.

In questo articolo verranno analizzate le varie problematiche relative alla motorizzazione di un cancello e, nel contempo, verrà descritto il circuito di una nuova e compatta centralina di controllo. La centralina in oggetto è stata appositamente studiata per automatizzare cancelli scorrevoli, cancelli a una anta e porte basculanti, ed è caratterizzata da prestazioni di tutto rispetto che la rendono affidabile e versatile. Nel circuito sono implementati tutti gli ingressi, siano essi di comando o di sicurezza, imposti dalla vigente normativa.

Brevemente, il circuito dispone dei seguenti ingressi: per pulsante di apertura e chiusura (P.A.C.), per pulsante “pedonale”, per sensore a fotocellula, per sensore a “costa”, per pulsante di arresto di emergenza (Stop) e per finecorsa di apertura e di chiusura; le uscite disponibili sono le seguenti: per comando motore in apertura, per comando motore in chiusura, per attivazione lampeggiante o luce di cortesia e per comando elettroserratura. Inoltre, questa nuova centralina per apricancello implementa parallelamente alle funzioni base necessarie per movimentare il cancello, anche funzioni aggiuntive selezionabili agendo sui vari dip-switch.

Prima di entrare nel dettaglio del circuito, analizziamo brevemente il significato dei vari ingressi iniziando con il pulsante P.A.C. che, come si può intuire, comanda l’apertura e la chiusura del cancello. L’ingresso del sensore a “fotocellula” lavora nel seguente modo: azzera il tempo di pausa se il cancello è in pausa, inverte il moto se il cancello è in chiusura, ferma il moto fino alla rimozione dell’ostacolo se il cancello è in apertura (quest’ultima funzione può essere disabilitata portando a off il polo 7 del dip-switch SW1).

L’ingresso del sensore a “costa” provoca in apertura la richiusura per due secondi e in chiusura l’apertura per due secondi, successivamente il cancello si blocca e attende un comando di P.A.C. per aprire. Gli ingressi dei finecorsa causano il blocco del cancello e l’eventuale inversione istantanea del moto per generare la frenatura in “controcorrente”. L’ingresso contraddistinto dalla sigla “S.C.I.”, se attivo, impedisce la gestione del comando di P.A.C. e viene utilizzato qualora sul cancello vi sia la presenza di una porticina: se la porticina è aperta il cancello non può essere messo in moto. Infine, l’ingresso pedonale, che va utilizzato solo per cancelli scorrevoli consente, se attivato, una apertura solo parziale del cancello.

Abbiamo descritto sommariamente gli ingressi e le uscite presenti nel nostro circuito per apricancelli, utilizzando anche qualche termine tecnico comprensibile, per ora, solo agli installatori professionisti. Entriamo ora nel dettaglio della nostra centralina passando alla descrizione del circuito elettrico.

Centralina per apricancello - schema elettrico

Osservando lo schema elettrico si può notare che, nonostante le elevate prestazioni della centralina, il circuito risulta estremamente semplice. Tutte le funzioni logiche fanno infatti capo ad un unico integrato siglato IC2 nello schema e rappresentato da un microcontrollore opportunamente programmato. Ma, iniziamo con ordine e analizziamo subito la sezione di alimentazione composta dal diodo led DL8 che segnala la presenza della tensione di rete, dal fusibile F1 da 10 Ampère, dal varistore VDR1 e dal trasformatore TR1 che dispone di due secondari. Il primo eroga una tensione a 24 volt applicata direttamente ai due morsetti di uscita J1B-2 e J1B-1 per alimentare il sensore esterno a “fotocellula”.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

 

 

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