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Chiave DTMF 2 canali 3/4

Chiave DTMF 2 canali

SCHEMA ELETTRICO

La nostra chiave DTMF funziona in abbinamento con i telefoni cellulari ETACS della seconda generazione che presentano tutti lo stesso tipo di connettore di input/output. Nello schema elettrico della chiave vengono indicate le sigle di ciascun terminale di tale connettore, per un totale di otto linee di collegamento. I poli “+8V” e “massa” servono per alimentare il cellulare. Ricordiamo, a questo proposito, che il cellulare collegato alla chiave non deve essere dotato di batterie proprie. Le linee di controllo del cellulare, siglate TRV, CMP e RTN, sono connesse alle porte PC2, PC0 e PB4 del micro e vengono mantenute a livello logico alto dalle tre resistenze R1, R2 e R3. Queste linee vengono utilizzate solo all’atto dell’accensione per l’inizializzazione: in seguito non sarà più necessario impartire altri comandi al cellulare. L’ingresso di BF del telefono è connesso, tramite l’interposizione del transistor T1, al pin 18 (PA6) del micro. Quest’ultimo, viene inizializzato come uscita di tipo PWM ed è perciò in grado di generare, e di inviare in linea, tramite il T1, la nota di retroazione.

chiave_dtmf_schema_elettrico

L’uscita di BF del cellulare, siglata “on/off” nello schema, viene utilizzata segnadalla nostra chiave per cinque diversi scopi: per testare il cellulare, per accenderlo, per spegnerlo, per verificare la presenza di una chiamata e per leggere i toni DTMF in arrivo.

Vediamo di chiarire meglio il funzionamento e la gestione di tale linea. Per prima cosa, poiché il micro U3 deve sapere se il cellulare è collegato o meno al circuito, la linea “on/off” viene connessa tramite il transistor T3 alla porta PC3 (pin 25) del micro: collegando il cellulare alla scheda il led LD3 deve accendersi. La linea “on/off”, come del resto si può intuire dalla sigla che la identifica, rappresenta sia l’uscita di BF che l’ingresso di accensione o spegnimento del cellulare. Portando per un breve periodo - tale linea a massa attraverso una resistenza da 10 Kohm provochiamo l’accensione del telefono, mantenendo invece la linea a massa per un periodo più lungo ne provochiamo lo spegnimento. A tale scopo, il circuito implementa la resistenza R11 e il transistor T2 connessi al piedino di uscita 7 (PB5) del micro.

Quando il cellulare riceve una chiamata presenta, in corrispondenza del “trillo”, una serie di impulsi sulla linea “on/off”. Questo segnale viene elaborato dai transistor T4, T5, T6 (ring detector) e inviato alla porta PB7 (pin 9) del micro. L’ultima funzione che fa capo alla linea “on/off” è l’uscita del segnacellulale di bassa frequenza ovvero, nel nostro caso, dei toni DTMF. L’ampiezza del segnale di bassa frequenza proveniente dalla linea “on/off” può essere regolato mediante il trimmer R16; successivamente, tramite C17, il segnale viene inviato al terminale di ingresso (pin 2) di U4, un comune 8870. Se U4 riconosce un tono DTMF, il pin 15, corrispondente alla funzione STD, passa da 0 a 1 presentando nel contempo il codice BCD del tono decodificato sulle linee siglate Q1, Q2, Q3 e Q4. Queste ultime, unitamente all’STD, sono collegate al micro che può così interpretare tutti i toni DTMF presenti in linea. L’integrato 8870 necessita di un quarzo esterno a 3,58 MHz tra i pin 7 e 8.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

 

 

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