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Chiave DTMF 2 canali 4/4

Chiave DTMF 2 canali

Anche il micro, un ST6265 della SGSThomson, necessita di un quarzo, questa volta da 6 MHz, per far “girare” il proprio oscillatore. Tale quarzo, siglato Q1, va connesso tra i piedini 20 e 21 unitamente a due condensatori da 22 pF. La rete R5/C3 serve per resettare il micro all’atto della prima accensione. I due relè RL1 e RL2 sono controllati, tramite l’interposizione di un transistor, dalle porte PA5 (pin 17) e PA4 (pin 16) di U3. Il circuito prevede due led, siglati LD1 e LD2, per segnalare lo stato dei relè. La tensione di alimentazione dell’intera scheda è di 12 volt e va applicata tra i morsetti “+V” e “massa”. Il consumo del dispositivo, con il cellulare collegato ed acceso, ammonta a circa 200 mA. L’integrato U1, un normale 7805, genera i 5 volt necessari al micro (U3) e al decoder DTMF (U4), mentre U2 fornisce la tensione ad 8 volt per alimentare il cellulare. Conclusa così anche la descrizione dello schema elettrico, possiamo occuparci degli aspetti pratici di questo progetto.

IN PRATICA

Innanzitutto, utilizzando il metodo della fotoincisione, dobbiamo realizzare la basetta sfruttando il disegno del master (in scala reale) riportato nelle illustrazioni. Procediamo poi alla saldatura dei vari componenti montando per primi i componenti a più basso profilo e poi quelli con profilo maggiore.

Prestiamo la massima attenzione alla polarità dei diodi, degli elettrolitici ed alla tacca di riferimento degli integrati e dei transistor; a tale scopo facciamo sempre riferimento al piano di cablaggio pubblicato. Per i due integrati utilizziamo gli appositi zoccoli, uno a 14+14 pin per il micro ed uno a 9+9 pin per l’8870. La scheda prevede un ponticello, nei pressi di U3, che non va dimenticato. Il dip-switch deve essere montato con il lato ON rivolto verso il micro, in caso contrario il significato dei tre dip di DS1 viene invertito. I due regolatori di tensione, U1 e U2, vanno dotati di una piccola aletta di raffreddamento. Per i collegamenti di alimentazione e per le uscite è consigliabile ricorrere ad una morsettiera componibile a passo 5 mm, mentre per il collegamento al cellulare abbiamo previsto un plug telefonico ad otto poli.

chiave_dtmf_cablaggio

Il cavo di interfaccia tra telefono e scheda può essere reperito in un qualsiasi negozio di accessori per cellulari; tale cavo dovrà avere da un lato il connettore Motorola mentre all’altro capo dovremo fissare un plug maschio a otto poli adatto alla nostra scheda. Concluso così il montaggio, procediamo con il collaudo della scheda. Alimentiamo il circuito con una tensione stabilizzata di circa 12 volt e con un tester verifichiamo che le tensioni presenti su U3, U4 e sul plug telefonico siano corrette. Togliamo alimentazione alla scheda, colleghiamo il cellulare e riaccendiamo il dispositivo: se tutto è a posto dopo qualche secondo il telefono si deve accendere. Dopo una decina di secondi, onde permettere al micro di completare la fase di inizializzazione, bisogna portare per un breve istante il dip 1 di DS1 a ON: forziamo così nella EEPROM del micro il codice di accesso di default. Occorre ora disporre di un secondo telefono e, allo scopo, possiamo utilizzare un altro cellulare a patto che sia disponibile la funzione di generatore DTMF; in alternativa utilizziamo un normale telefono a tastiera funzionante in “Tone”. Con il secondo telefono componiamo il numero del cellulare connesso alla chiave e verifichiamo che quest’ultima chiuda la linea.

chiave_dtmf_prototipo_chiave

Premiamo e manteniamo premuto il tasto “1” del telefono chiamante e, nel contempo, ruotiamo il trimmer R16 finché il pin 15 di di U4 (STD) non va alto, ovvero a 5 volt: ciò significa che il tono DTMF è stato correttamente decodificato dall’8870. Rilasciamo il tasto “1” del telefono chiamante e premiamo nell’ordine i tasti “2”, “3” e “4”, dovremo udire in cornetta una nota di tipo continuo della durata di un paio di secondi. Siamo così “entrati” nella chiave, ora abbiamo due minuti di tempo per inviare un comando. Proviamo a premere i tasti 1 e 2 per verificare il corretto funzionamento dei relè: ricordiamo che con il dip 2 di DS1 aperto i relè devono cambiare stato ogni volta. Ad esempio, se RL1 è aperto inviando il tono 1 il relè si deve chiudere e in cornetta deve giungere una nota continua; inviando una seconda volta il tono “1” il relè deve aprirsi e il tono di risposta deve essere modulato. Qualora il dip 2 sia chiuso i relè devono funzionare in modo impulsivo. Per intenderci, inviando il tono “1” il relè RL1 deve chiudersi per circa un secondo e la nota generata deve essere continua.

chiave_dtmf_pcb

Per “uscire” dalla chiave dobbiamo inviare il tono * (asterisco) oppure attendere lo scadere dei due minuti. In entrambi i casi la linea viene aperta e il programma si predispone all’attesa di una nuova chiamata. Per programmare un nuovo codice di accesso occorre seguire questa procedura: comporre il numero telefonico, inviare il vecchio codice, attendere la nota di risposta, premere il tasto cancelletto (#), attendere la nota di programmazione, inviare i quattro toni della nuova chiave, attendere la nota di programmazione, premere il tasto asterisco per terminare. D’ora in poi, il codice sarà quello digitato e verrà trattenuto dalla scheda anche togliendo alimentazione. Per modificare tale codice dovremo ripetere la procedura dall’inizio oppure agire sul dip 1 di DS1. Come ultima prova, controlliamo la funzione di ripristino dei relè e, allo scopo, portiamo a ON sia il dip 2 che il 3 di DS1 quindi togliamo e ridiamo dopo qualche secondo tensione alla scheda. A questo punto, dovremo comporre il numero del cellulare, entrare nella chiave, premere i tasti 1 e 2 per chiudere i relè e inviare il tono asterisco per uscire. Togliendo e ridando alimentazione i relè si devono chiudere, ovvero devono ripristinare il loro stato.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

 

 

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