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Chiave DTMF monocanale 2/3

Chiave DTMF monocanale progetto open source

Chiave DTMF monocanale in grado di accendere o spegnere a distanza, via radio, qualsiasi utenza elettrica.

Queste due linee vengono configurate dal software per funzionare come ingressi con resistenze di pull-up. Così facendo il micro potrà distinguere se il dip è aperto (tensione sul pin di +5 volt dovuta alla resistenza interna) o chiuso (tensione di 0 volt).

Il dip 1 di DS1 consente l’azzeramento della memoria EEPROM del micro mentre il dip 2 serve per selezionare il tipo di funzionamento del relè. Portando il dip 2 di DS1 a ON abilitiamo il funzionamento in on/off del relè; in questo caso il micro memorizza lo stato del relè ogni volta che riceve il corretto codice di accesso. Al contrario, portando il dip 2 di DS1 a OFF, selezioniamo il funzionamento impulsivo di RL1 e il relè viene chiuso solo per il tempo di 1 secondo. Analizziamo ora il secondo ed ultimo integrato implementato nella scheda, ovvero l’8870. Esso riceve in ingresso (pin 2) il segnale a bassa frequenza applicato al morsetto “IN BF” attraverso il condensatore C2 e le resistenze R2 ed R3. Internamente l’8870 converte le note in impulsi digitali che, sotto forma di codice BCD, è disponibile sui pin di uscita Q0, Q1, Q2 e Q3 (rispettivamente piedini 11, 12, 13 e 14). Questi sono direttamente collegati alle porte A e C del micro (pin 13, 12, 11 e 18). Per evitare che il micro debba andare in continuazione a leggere le uscite dell’8870, viene utilizzato anche il pin STD (Delayed Steering Output) che risulta direttamente collegato al pin 8 (PA0) del micro.

Quando l’uscita STD assume il valore di +5 volt significa che sul morsetto “IN BF” è presente un tono DTMF valido. Rammentiamo che per far funzionare correttamente l’integrato 8870 è necessario collegare tra i suoi pin 7 e 8 un quarzo da 3.58 MHz e tra i pin 16 e 17 una resistenza da 330 Kohm e un condensatore da 100 nF verso il +5 volt. Diamo ora uno sguardo alla sezione di alimentazione che fa capo al regolatore U3, un normale 78L05, e che impiega anche qualche condensatore di livellamento: C7, C3 e C4. Il diodo D3 protegge la scheda da eventuali inversioni di polarità della tensione di alimentazione.

CARATTERISTICHE TECNICHE

- gestione tramite µC a 8 bit dotato di memoria non volatile;

- protocollo di comunicazione secondo lo standard DTMF;

- uscita a relè con portata massima dei contatti di 1 ampère;

- funzionamento del relè in on/off oppure ad impulso;

- chiave di attivazione a 5 toni (100.000 possibili combinazioni) impostabile dall’utente e ritenzione della stessa su memoria non volatile;

- possibilità di protezione della chiave;

- possibilità di modificare il codice di accesso a distanza;

- funzione di ripristino canale;

- alimentazione a 12 volt;

- assorbimento max di 50 mA.

Il micro ST6260

La scheda utilizza il nuovo microcontrollore della SGS-Thomson siglato ST6260 che si addice a questa applicazione per due motivi sostanziali. In primo luogo per le ridotte dimensioni (contenitore a 20 piedini), in secondo luogo perché dispone di una memoria interna non volatile. Quest’ultima consente di impostare tutti i parametri operativi della chiave DTMF monocanale (codice di accesso, stato canale, ripristino e protezione) all’atto dell’installazione tramite una sequenza di toni DTMF.

decoder_dtmf8870

I dati vengono poi mantenuti in memoria anche in assenza della tensione di alimentazione: non è quindi richiesta alcuna batteria tampone. Per ulteriori informazioni su questo chip si può fare riferimento al nostro Corso di programmazione per micro ST626X giunto ormai alla quarta puntata.

IL SOFTWARE

Bene, a questo punto è necessario parlare del software che fa “girare” questa nuova chiave DTMF. Per fare ciò facciamo riferimento al diagramma di flusso del programma (cod. MF53) contenuto nel micro e riportato in figura. All’atto della prima accensione il microcontrollore inizializza le proprie linee di ingresso/uscita, ovvero stabilisce quali pin debbono funzionare come ingressi e in quale modo, e quali come uscite.

diagramma_flusso_programma_dtmf

In seguito verifica lo stato del dip 1 di DS1 e se questo è posto in ON azzera i dati contenuti nella memoria EEPROM e li trasferisce all’interno della memoria RAM in modo che siano disponibili per le elaborazioni successive. Successivamente, se la funzione di ripristino è attiva, va a leggere lo stato del relè, salvato nella EEPROM prima dello spegnimento, e aggiorna lo stesso. Terminata tutta la procedura di inizializzazione, il software esegue il cosiddetto “main” o programma principale. Il main è di una semplicità estrema infatti il micro non fa altro che testare in continuazione, o meglio in loop, lo stato del pin STD dell’8870. Quando tale piedino va al +5 volt il programma legge il tono in formato BCD e lo confronta con quello in suo possesso. Se i due toni coincidono il microcontrollore incrementa il numero di cifre codificate, in caso contrario rientra nel “main”.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

 

 

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