Chipcorder quattro messaggi 3/3

Chipcorder quattro messaggi sintesi vocale

Chipcorder a quattro messaggi – terza parte. In questa parte tratteremo gli indirizzi e la realizzazione del chipcorder quattro messaggi.

GLI INDIRIZZI del ChipCorder

Parliamo del punto 1; portandolo a massa (livello logico basso) si pone a zero logico il pin 5 del flip-flop U4a (tipo D configurato come latch) mediante D6 e D9 si pone a zero anche il Data (pin 9) dell’altro flip-flop: U4b. Tramite D2 si pongono a livello basso gli ingressi di clock dei flip-flop (per mezzo di C20) e l’emettitore del T1; liberando l’ingresso 1 dal circuito, ovvero lasciandolo andare a livello alto (ma anche lasciandolo a zero…) torna ad uno logico la linea di clock ed i flipflop portano avanti, verso gli address del ChipCorder, gli stati delle loro uscite: zero e zero. Contemporaneamente il chip vocale parte in riproduzione, perché l’impulso dato precedentemente attraverso C8 ha attivato il suo ingresso ad impulso (PLAYE) per la lettura; l’U1 riproduce il contenuto della propria memoria a partire dall’inizio.

Si ferma automaticamente al termine del messaggio (allorché riconosce l’EOM); per tutta la fase di lettura l’amplificatore facente capo ad U3 rende udibile in altoparlante il segnale uscente dal ChipCorder. Vediamo ora cosa accade attivando il secondo ingresso: D8 porta a zero logico il piedino Data del flip-flop U4b mentre D3 porta a zero C20 e T1; C20 si ricarica rapidamente (si scaricherà poi attraverso R21, R24 e D10) e i flip-flop ricevono un impulso di clock.

registratore_prototipo_completo

Ora l’uscita dell’U4b continua a presentare lo zero logico mentre quella dell’U4a, in virtù dell’uno logico al piedino 5, assume il livello alto. Il ChipCorder va in riproduzione come al solito, ma inizia a leggere dalla locazione 40: infatti U4a pone a livello alto gli indirizzi A3 (2 alla terza, cioè 8) e A5 (2 alla quinta, cioè 32) che per somma danno appunto 40. Viene riprodotto il secondo messaggio. Attivando l’ingresso 3 viene invece riprodotto il terzo messaggio, poiché mediante D7 viene messo a massa il piedino 5 dell’U4a mentre il 9 dell’U4b resta a livello alto; D4 determina l’eccitazione del clock dei flipflop quindi il trasferimento alle rispettive uscite degli stati ai piedini Data.

Mentre U4a porta lo zero, U4b pone a livello alto i piedini 5 e 9 del ChipCorder, che quindi va in lettura riproducendo il terzo messaggio: parte infatti dalla partizione 80, poiché la somma binaria di A4 (2 alla quarta, cioè 16) e A6 (2 alla sesta, cioè 64) è appunto 80. Il quarto messaggio si ottiene ovviamente attivando l’ingresso 4; volete sapere perché? Semplice: ponendo a massa il punto 4 viene solo messa a massa la linea di clock e quella di attivazione dell’U1; il ChipCorder parte in lettura dalla locazione 120, poiché l’impulso di clock conseguente all’eccitazione del punto 4 fa avanzare alle uscite dei flip-flop due stati uno (entrambi hanno gli ingressi Data a livello alto, dato che il punto 4 non è in alcun modo collegato ad essi).

La somma degli address A3-A5 e A4-A6 è infatti 120 (40+80). Notate che per qualunque messaggio riprodotto la fase di lettura si arresta automaticamente a fine messaggio, quando il ChipCorder riconosce l’EOM. Notate anche che l’amplificatore di uscita (U3) viene tacitato nei momenti in cui il ChipCorder si trova a riposo. L’intero lettore a quattro messaggi è alimentato a 5 volt stabilizzati dal regolatore U2, che ricava tale tensione da quella principale che serve a far funzionare l’amplificatore audio di potenza.

La presenza di un’uscita supplementare BF ad alta impedenza (OUT BF) permette di prelevare il segnale uscente dal ChipCorder (beneficia del controllo di volume già utilizzato dall’amplificatore U3) in modo da inviarlo, all’occorrenza, ad altri registratori, mixer, amplificatori di potenza maggiore, eccetera. Abbiamo così terminato anche con il lettore; almeno per ciò che riguarda la teoria. Chi vuol passare ai fatti continui a leggere perché vedremo i principali aspetti della realizzazione dei circuiti.

Da 16 o 20 secondi?
Il programmatore può registrare in integrati ISD1416 o 1420, tuttavia per poterlo fare al meglio deve conoscere preventivamente le caratteristiche del chip che gli viene “affidato”. Per questo motivo bisogna settare opportunamente gli interruttori del dip-switch S4. Per programmare un integrato ISD1416 (16 secondi) occorre lasciare aperto S4, che va invece chiuso nel caso di programmazione di un ISD1420 (20 secondi). Ovviamente il programmatore deve conoscere anche in quante parti deve suddividere la memoria del ChipCorder: due o quattro (corrispondenti ad altrettanti messaggi); anche in questo caso si agisce su un dip switch, precisamente su S3. Tale interruttore va lasciato aperto dovendo registrare a due messaggi, mentre va chiuso volendo programmare quattro messaggi.

Chipcorder – Realizzazione pratica

Diciamo prima di tutto che non c’é niente di speciale in alcuno dei due: si tratta di montaggi molto semplici e lo saranno ancor di più seguendo alcune semplici regole come, ad esempio, montare per primi componenti a basso profilo cioè resistenze, diodi e zoccoli, quindi gli altri in ordine di altezza. Facciamo notare che per i condensatori da 47 e 100 nanofarad è bene utilizzare elementi multistrato; per gli altri va bene il normale ceramico a disco.

Diodi (sia al silicio che LED) e condensatori elettrolitici hanno una polarità che va rispettata se volete che il circuito funzioni; i transistor ed il regolatore di tensione vanno orientati nel modo indicato nei piani di montaggio illustrati (separatamente per lettore e programmatore) in queste pagine. Sempre in queste pagine trovate le tracce per la realizzazione dei circuiti stampati di programmatore e lettore; per entrambi consigliamo la preparazione mediante la fotoincisione.

Per il programmatore va fatto un discorso particolare circa lo zoccolo del ChipCorder: se pensate di impiegare il circuito per programmare spesso diversi integrati consigliamo di usare uno zoccolo Textool, l’unico che non si deteriora con l’uso e che consente di inserire ed estrarre gli integrati senza fatica e con la certezza di buoni contatti elettrici. Per il programmatore facciamo presente che microfono, altoparlante e pulsanti vanno all’esterno dello stampato; la capsula microfonica va connessa secondo la polarità indicata nello schema elettrico, ricordando che il terminale negativo è quello collegato alla carcassa metallica.

Quanto al lettore, anche in questo caso l’altoparlante va collegato all’esterno, mediante fili. Per i punti 1, 2, 3, 4, consigliamo di montare dei morsetti per circuito stampato a passo 5 mm, a cui potrete collegare dei pulsanti o fili per l’attivazione dei messaggi. Entrambi i circuiti vanno alimentati con una tensione continua, meglio se stabilizzata, di valore compreso tra 12 e 15 volt; la corrente richiesta per entrambi è di almeno 350 milliampére.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

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