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Chipcorder singolo messaggio 2/3

chipcorder progetto open source

Collegamente esterni del registratore di ChipCorder. L'altoparlante, la capsula microfonica e i pulsanti di registrazione e riproduzione sono compresi nella scatola di montaggio.

Collegamente esterni del registratore di ChipCorder

chipcorder_materiali

Non esistono più i piedini di Chip Enable e Power Down, poiché il nuovo CipCorder è stato concepito per realizzare registratori digitali ad un solo integrato: in pratica non è collegabile in cascata come i DAST, ma questa è cosa da poco, soprattutto per molte applicazioni. Il componente va in Power Down (assorbendo circa 2,5 microwatt a 5 volt) automaticamente ogni volta che si arre sta una fase di lettura/scrittura e comunque prima dell'avvio di una di esse. Quindi anche dopo essere stato alimentato. Insomma, ci troviamo tra le mani un nuovo "potente" dispositivo per sintesi vocale, un DAST completo di tutto quello che noi, come altri progettisti, avremmo dovuto aggiungergli per farlo funzionare, ma tutto in un solo integrato. La cosa più ovvia per noi è stata prendere la documentazione dei ChipCorder, studiarla attentamente e, appena avuto tra le mani uno di questi integrati, metterci al lavoro per realizzare il circuito necessario a vederlo subito in funzione.

Il circuito in questione è il registratore/riproduttore digitale che proponiamo in queste pagine. Ah, sì, in questo articolo abbiamo inserito due circuiti: oltre al registratore, un semplice lettore, capace ovviamente della sola riproduzione del contenuto di un ChipCorder. Il motivo è semplice: offrire oltre al circuito di test e di programmazione, un dispositivo più piccolo per tutte quelle applicazioni ove sia sufficiente la riproduzione del messaggio vocale. Entrambi i circuiti li trovate in queste pagine; più chiaramente trovate i loro schemi elettrici al completo, ovviamente distinti. In entrambi notiamo un'apprezzabile novità rispetto ai classici 17
schemi applicativi: l'amplificatore di potenza che, se pur piccola, consente l'ascolto dei messaggi al giusto livello, certamente maggiore di quello permesso dallo stadio di uscita di DAST e ChipCorder.

La serie chipcorder

Lettore, schema elettrico

serie chipcorder

lettore_schema

IL REGISTRATORE

Ma andiamo come sempre con ordine e concentriamo la nostra attenzione sullo schema del registratore e riproduttore digitale, circuito che permette di memorizzare un messaggio nella EEPROM di un ChipCorder, quindi di riascoltarlo quante volte si desidera. Lo schema in questione mette subito in evidenza i vantaggi pratici dell'uso del ChipCorder rispetto al DAST (quelli qualitativi li potrete sentire, però solo realizzando il registratore digitale...); se avete dei dubbi provate a separare tutta la parte di schema che sta a destra di C9 (ovvero l'amplificatore di potenza): quello che resta è il registratore digitale vero e proprio. Come potete vedere l'unico integrato utilizzato (a parte l'immancabile regolatore di tensione U2) è il ChipCorder. Ci sono i soliti pulsanti di attivazione della registrazione e della riproduzione, oltre all'immancabile LED che indica l'avvio della registrazione; a tal proposito notate un'altra interessante novità: il ChipCorder dispone di un'uscita per pilotare direttamente il LED di registrazione (piedino 25).

Lo schema l'abbiamo visto, vediamo quindi di comprendere come funziona e quale è l'utilizzo pratico dei pochi piedini di comando dell'integrato U1. Notate prima di tutto che per la riproduzione abbiamo optato per il comando ad impulso, infatti utilizziamo il piedino 24 (PLAYE) e non il 23 (PLAYL, ovvero comando a livello stabile). Per la registrazione al solito il comando viene dato mediante un pulsante normalmente aperto: S2, che permette di porre a massa (quindi a livello logico basso) il piedino di comando della registrazione (27); premendo detto pulsante si pone a zero logico il piedino REC e l'U1 registra nella propria memoria suoni e rumori captati dall'ambiente dalla capsula microfonica. Il collegamento di quest'ultima è tale e quale quello relativo a circuiti basati sul DAST; per l'ingresso audio valgono 18.

I nuovi ISD della serie ChipCorder sono ben quattro, suddivisi in due famiglie: ISD1200 e ISD1400. La prima raggruppa i chip da 10 e 12 secondi (rispettivamente ISD1210 e ISD1212) mentre della seconda fanno parte ISD1416 (da 16 secondi) e ISD1420 (da 20 secondi). Tutti e solo questi sono gli integrati utilizzabili con il programmatore ed il lettore presentati in questo articolo.

CON IL TEXTOOL
Volendo utilizzare il programmatore per eseguire una gran quantità di registrazioni su integrati diversi (in pratica per la produzione...) conviene montare uno zoccolo Textool da 28 pin invece di quello tradizionale per il ChipCorder. Diversamente la continua inserzione ed estrazione di integrati, oltre ad essere faticosa (perché richiede un cacciaviti ed attenzione per non piegare i piedini) porta presto all'allentamento dei contatti dello zoccolo, che perciò diviene in breve inaffidabile. quindi le stesse considerazioni, non a caso il piedino 18 (notate anche che i piedini di ingresso BF sono i medesimi del DAST) è collegato a massa mediante un condensatore da 100 nF. Il ChipCorder registra finché si tiene premuto S2 e comunque non oltre il tempo massimo disponibile; a fine registrazione l'integrato scrive nella propria memoria un fine messaggio (EOM) che gli servirà in lettura per fermarsi automaticamente, appunto al termine del messaggio riprodotto. Per evitare la diffusione di suoni e rumori dall'alto parlante, in fase di registrazione l'amplificatore BF esterno (U2) viene bloccato; più precisamente, viene cortocircuitato il suo ingresso. Il tutto avviene grazie a T3 e T2: in registrazione sta a livello basso il pin 25 (comando del LED) che oltre a consentire l'accensione del diodo LD1 lascia interdetto T3; T2 può così andare in saturazione (lo polarizzano R8, R9, R10) cortocircuitando col proprio collettore il cursore del trimmer R7.

Rilasciando il pulsante S2 l'integrato U1 torna a riposo e LD1 si spegne; quest'ultimo si spegne da solo se, pur tenendo premuto S2, termina il tempo disponibile per la registrazione. In tal caso il LED è utile ad avvisare che bisogna rilasciare S2, poiché tenerlo ancora premuto è del tutto inutile. Vediamo ora cosa accade quando si riproduce il messaggio memorizzato nel ChipCorder: la riproduzione ha inizio premendo per un istante il pulsante S1.

lettore_pcb

cablaggio lettore

Quando S1 si chiude si dà un impulso a livello basso, attraverso C8, al piedino 24 (l'ingresso di comando ad impulso per la riproduzione) quindi U1 inizia a leggere il contenuto della propria memoria, riconvertendolo per restituire il segnale analogico alle proprie uscite. Rilasciando S1 la riproduzione prosegue fino al termine del messaggio; notate anche la particolare funzione di T1: questo ci serve per scaricare il C8, che altrimenti rimarrebbe carico impedendo l'avvio di un'altra eventuale fase di riproduzione. T1 opera così: quando si preme S1 il condensatore C8 pur caricandosi consente l'invio di un impulso negativo al pin 24 di U1. Quest'ultimo inizia la riproduzione ed il suo pin 25 resta a livello alto; in tal modo T1 va in conduzione scaricando il condensatore. Sempre a proposito della riproduzione del messaggio riteniamo importante osservare alcuni dettagli: innanzitutto T3, che sta in saturazione per effetto del potenziale del pin 25 di U1, quindi lascia interdetto T2 il quale permette il transito del segnale BF dal pin 14 del ChipCorder all'ingresso dell'amplificatore esterno; da notare, anche, che il 20 piedino 25 a fine messaggio dà un impulso a livello logico basso (impulso corrispondente all'EOM dei tradizionali DAST). Per l'amplificazione del segnale di uscita del DAST utilizziamo un TBA820M, un semplice ma valido integrato capace di fornire fino a 1 watt ad un altoparlante da 8 ohm; nel nostro caso l'amplificatore è dimensionato per arrivare a mezzo watt, potenza più che sufficiente nella maggior parte dei casi. Notate che rispetto ai tradizionali programmatori DAST abbiamo inserito la funzione di muting (quella descritta qualche riga addietro) in registrazione, che impedisce la riproduzione di suoni.

 

 

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