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Come recuperare gli strumenti di misura analogici surplus 1/2

strumenti di misura analogici

Gli strumenti indicatori a indice, siano essi voltmetri che milliamperometri per corrente continua, del tipo analogico con equipaggiamento a bobina mobile, sono sempre presenti, in qualche cassetta, sulle bancarelle dei mercatini e delle fiere per radioamatori.

Il loro costo è sempre molto contenuto, per contro, non è sempre agevole, all’atto dell’acquisto, stabilirne le caratteristiche, cioè la portata a fondo scala e la resistenza interna, in quanto la scala è di solito fittizia e adattata al loro utilizzo originale, ovvero con l’aggiunta di resistori addizionali e di shunt non più presenti. Così avviene anche per quelli che molti di noi hanno in qualche angolo del “laboratorio”, in attesa di futuri impieghi, per cui conviene, una volta per tutte, controllarli ed etichettarli in base alle caratteristiche interne, tenendoli poi a disposizione per futuri progetti.

Gli strumenti a bobina mobile sono sensibili alla polarità e sono costruiti per fornire una scala lineare rispetto alla corrente. La sensibilità più comune risulta compresa mediamente fra i 50 μA e 1 mA per una deflessione dell’indice a fondo scala. Questa sensibilità può essere espressa come ohm/volt (ohm per volt = 1/ valore di fondo scala). Così uno strumento da 1 mA viene normalmente classificato come da 1000 Ω/V mentre uno da 50 μA come 20000 Ω/V, fornendo valori compresi fra 1000 e 20000 Ω/V quando vengono utilizzati come dei voltmetri. La sensibilità dello strumento molte volte viene indicata alla base della scala protetta dal vetro che ripara anche l’equipaggio mobile e l’indice.

La resistenza interna è, approssimativamente, inversamente proporzionale alla sensibilità e si aggira, con movimenti da 1mA attorno ai 50 ÷ 100ohm e da 1 kohm, o più, per quelli da 50 μA di fondo scala (f.s.). Per molti di questi strumenti, questo corrisponde a 50 ÷ 100 mV di caduta attraverso la loro bobina mobile. Gli strumenti a bobina mobile sono molto versatili, specialmente se hanno un elevata sensibilità (100 μA, o meno, per il f.s.) e sono meritevoli di essere presi in considerazione per i vostri futuri progetti una volta che se ne è accertata la caratteristica elettrica. Occorre però fare attenzione all’atto dell’acquisto, a quelli che hanno bassa sensibilità (1Aopiù per il fondo scala), perché possono, di norma, trovare impiego solo su carica batterie e non nel campo dell’elettronica. Questo ultimo tipo di strumenti sono prevalentemente a ”ferro mobile”, non sono sensibili alla polarità e hanno una scala ad andamento quadratico, espansa verso il fondo scala.

Occorre però non confonderli con gli strumenti contrassegnati “R.F. Amperes” che hanno, pure loro, una scala con andamento quadratico, ma sono dei milliamperometri a bobina mobile, tipici da 1 mA f.s., associati a una termocoppia, entrocontenuta o esterna, per misure di correnti a radio frequenza.

Misura delle caratteristiche degli strumenti

Su tutti i testi di elettrotecnica viene descritto come ottenere un voltmetro partendo da un milliamperometro o come collegare un resistore in parallelo ai suoi morsetti (shunt) per avere un milliamperometro con portata più elevata, però si parte dal presupposto di conoscerne la sensibilità e la resistenza interna. Se si possiede un multimetro universale (tester) e una manciata di componenti, è possibile misurare questi parametri, anche se il vostro multimetro non possiede i campi di misura corrispondenti a quelli dello strumento in prova.

strumenti_di_misura_analogici
Fig. 1

Risulta facilmente misurabile il valore della resistenza interna se si conosce la sua sensibilità, così iniziamo la descrizione partendo da questo controllo.

Misura della sensibilità

Abbiamo già detto che la maggior parte degli strumenti a bobina mobile sono caratterizzati da una sensibilità compresa fra 50 ohmA e1mA per il fondo scala. Se il vostro multimetro copre queste portate, è possibile utilizzare lo schema di figura 1. Occorre portare il resistore variabile al suo valore massimo, la portata del multimetroa1mAf.s. (o più) e inserire l’alimentatore (o collegare la batteria). Ridurre gradualmente il valore resistivo fino a quando l’indice dello strumento sotto controllo raggiunge il fondo scala. Regolare, se si rende necessario, la portata del multimetro e leggere la sensibilità dello strumento sotto controllo.

Si riscontrerà, quando si varia la portata del multimetro, che il valore della corrente varia lentamente; questo comportamento risulta normale ed è dovuto alla diversa caduta di tensione fra le due portate. Il resistore da 6,8 kohm limita il valore massimo della corrente appena sopra 1 mA se si porta, agendo con il resistore variabile, l’indice a zero invece che al massimo del fondo scala. Questo accorgimento non salvaguarderà lo strumento sotto esame ma proteggerà il vostro multimetro. Nel caso che il vostro multimetro sia privo delle necessarie portate di corrente che consentono di ottenere una ragionevole precisione, è utile utilizzare il metodo indiretto di misura indicato nella figura 2.

radiokit elettronica

 

 

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