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Come si utilizza il modulo ricetrasmettitore a 433,92 MHz 1/2

Come si utilizza il modulo ricetrasmettitore a 433,92 MHz

Il modulo RTF consente la trasmissione e la ricezione halfduplex di dati digitali utilizzando una sola antenna con scambio veloce fra trasmettitore e ricevitore. L’elevata banda passante consente di lavorare a 2400 baud massimi utilizzando una codifica Manchester. La possibilità di ricevere e trasmettere dati digitali necessita tuttavia l’esposizione delle tecniche più idonee al fine di ridurre al minimo gli errori di trasmissione. Per dato digitale si intende un insieme di livelli logici alto-basso che costituiscono nel loro insieme l’intera informazione da trasmettere.

Nel caso di trasmissioni via radio, quale la nostra, il segnale viene trasmesso serializzato, un bit per volta. Dovendo definire uno standard sul quale valutare le prestazioni del modulo, risulta naturale fare riferimento all’RS232 in quanto universalmente noto e con caratteristiche esattamente definite. Il protocollo RS232 è formato da un bit di start, da otto bit di dato e da uno stop bit. In realtà è possibile limitare i bit di dato fino a 5, così come è possibile portare i bit di stop a 2, ma al fine di questa trattazione, ciò non ha alcuna importanza. L’insieme di bit (10 nel nostro caso) forma una parola che trasporta un byte (8 bit) di informazione utile.

Elettricamente lo standard prevede tensioni negative (tipicamente - 12 volt) per il livello logico 1 e positive (12 volt) per il livello logico 0. L’uscita RS232 quando non è in trasmissione è a livello 1 (mark) e viene portata a livello 0 per ottenere lo start bit (space). Lo standard risale al tempo in cui il mark identificava la avvenuta connessione fra postazioni lontane facendo comunque circolare una corrente tra i dispositivi elettromeccanici utilizzati anni fa. Facendo uso di appositi integrati è possibile trasformare i livelli positivo/negativo in logica 0/5V, consentendo di interfacciare direttamente il modulo ricetrasmittente.

modulo_ricetrasmettitore

La velocità di trasmissione viene misurata in bit/sec e come standard pratico di utilizzo considereremo nel nostro caso i 1200 bit/sec, i 2400 bit/sec, e i 4800 bit/sec. Il numero indicato rappresenta i bit/secondo trasmessi per cui con il formato indicato (10 bit per parola) si impiegano: - a 1200 bit/sec: 0.833 mSec per bit e 8.33 mSec per parola; - a 2400 bit/sec: 0.416 mSec per bit e 4.16 mSec per parola; - a 4800 bit/sec: 0.208 mSec per bit e 2.08 mSec per parola. Il bit di start e quello di stop non contengono informazioni ma sono il mezzo con cui sincronizzare la singola parola in una sequenza di dati (byte) ognuno composto da 8 bit. Per riconoscere i singoli bit di dato è necessario sincronizzarsi sul fronte di salita dello start bit, temporizzare opportunamente per campionare il livello di ogni bit, ricostruire l’intero Byte (8 bit) di informazione utilizzando eventualmente il tempo dello stop bit.

I singoli bit non hanno precise identificazioni per cui l’unico sistema di riconoscimento è la corretta interpretazione dello start bit. Non vi è limite all’insieme di parole che si può trasmettere di seguito per cui sarà necessario prevedere a livello software tecniche di riconoscimento della validità di trasmissione di stringhe complesse.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

 

 

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