Un compressore microfonico – 4

compressore microfonico

Il condensatore C4, posto tra il piedino 5 e massa, serve per filtrare la tensione ricavata dal raddrizzatore del segnale di uscita, ovvero da quello che il compressore usa per controllare il loop del guadagno. Con il secondo dip-switch (DS2) si decide infine il modo di funzionamento dell’insieme: lasciandolo aperto il compressore viene escluso e il segnale giunge all’uscita senza alcuna limitazione o amplificazione se non quella stabilita dai due differenziali; chiudendolo si realizza la combinazione 000 sui pin di controllo (4, 12, 8) e l’MC33111 lavora da compressore.

Tutto il circuito funziona con una tensione continua di 9÷15 volt applicati ai punti +V e massa, e il diodo D1 protegge dall’inversione accidentale della polarità; tramite il regolatore integrato a bassa corrente U3 (un LM78L05 in contenitore TO-92) ricaviamo i 5 volt che servono per far funzionare l’unico componente attivo, ovvero il chip in SMD MC33111. L’assorbimento è abbastanza contenuto, dato che il regolatore richiede pochi milliampère e il compressore U1 assorbe circa 2 mA: nulla vieta pertanto di scegliere ampiamente il tipo di alimentazione, dalla normale pila a secco da 9 volt all’alimentatore da rete; inserendo il circuito in un altro apparato si potrà prelevare la tensione da esso, senza caricarlo eccessivamente ma solo verificando che disponga di un punto sottoposto ad una differenza di potenziale di 9÷15 volt rispetto alla massa (in comune).

REALIZZAZIONE PRATICA

Bene, adesso che abbiamo capito la teoria del funzionamento del circuito vediamo come costruirlo in pratica; per prima cosa facciamo notare che usando un componente SMD (cioè a montaggio superficiale) la costruzione dello stampato richiede un minimo di attenzione; preparate lo stampato seguendo la traccia lato rame illustrata in queste pagine in scala 1:1; fotocopiandola ricavate la pellicola, quindi preparate la basettina per fotoincisione, l’unico procedimento che vi consente di ottenere piste precise come richiede un montaggio del genere. Dopo l’incisione e la foratura prendete l’MC33111 e posatelo sulla superficie ramata dello stampato posizionando i piedini ciascuno al centro della propria piazzola; saldate inizialmente uno di essi per fissare il componente.

Procedete usando un saldatore con punta sottile (per integrati) da non più di 25÷30 watt, tenendolo su ciascun piedino per lo stretto necessario a far colare lo stagno, e comunque per non più di 4÷5 secondi. Mettete solo lo stagno che serve e non esagerate, altrimenti è facile creare cortocircuiti. Procedete montando i restanti componenti, tutti tradizionali, badando di rispettare l’orientamento del diodo D1 e dei condensatori elettrolitici, seguendo fase per fase la disposizione visibile in queste pagine; il regolatore in TO-92 va inserito nei rispettivi fori in modo che la parte tonda sia rivolta all’esterno della basetta.

Fatto ciò il circuito è pronto; dategli una controllata per verificare che non abbiate fatto errori, quindi potete pensare alla sua collocazione definitiva. Non è necessaria la taratura, anche se nell’uso converrà trovare la posizione del cursore del trimmer R6 più adatta al livello dei segnali in gioco. Volendo usare una capsula electret collegatela con del cavetto schermato al punto di massa (il terminale collegato all’involucro) ed al contatto MIC (l’altro elettrodo); ricordate quindi di chiudere il dip DS1 per dargli la necessaria polarizzazione.

Usando un microfono magnetico lo stesso dip-switch va lasciato aperto. Ricordate infine che l’impostazione del trimmer è più o meno la stessa per le capsule electret passive e per i microfoni magnetici, mentre impiegando elementi electret preamplificati converrà abbassare un po’ il guadagno, ruotando il cursore quasi tutto verso il pin 10 del chip MC33111.

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