Controllo accessi con badge 2

Controllo accessi con badge

Bene, procediamo con ordine e occupiamoci subito della tessera magnetica, ricordando che di quest’ultima ci siamo già ampiamente occupati nel numero precedente della rivista. Riassumendo, il badge dispone di una banda magnetica atta a memorizzare permanentemente dei dati. Questi ultimi vengono incisi su tre diverse “tracce” che risultano indipendenti tra loro e che sono caratterizzate da un differente protocollo di utilizzo. Le dimensioni della tessera, la posizione della banda magnetica, quella delle tracce e il protocollo di scrittura e conseguentemente di lettura dei dati per ogni traccia vengono definite dallo standard ISO 7811 a cui si attengono tutti i principali costruttori di badge ed al quale abbiamo fatto riferimento anche noi per realizzare questo progetto. La nostra applicazione utilizza però una sola delle tre tracce disponibili, precisamente la numero due.

LA TRACCIA ISO 2

Questa traccia, chiamata anche ABA (American Bankers Association), è caratterizzata da una densità di 29,5 bit/cm e può contenere un massimo di 40 caratteri. Nella traccia ISO 2 ogni carattere viene rappresentato dall’insieme di cinque digit binari: i primi quattro, contraddistinti dalle sigle da “b1” a “b4,” esprimono il carattere vero e proprio, mentre l’ultimo, definito “p”, rappresenta il test di parità del carattere come indicato in tabella. In ogni caso, la traccia ISO 2 consente la memorizzazione dei soli numeri decimali (da 0 a 9) poichè i rimanenti caratteri (da A a F in esadecimale) vengono utilizzati come caratteri di controllo.

Il quinto digit indica se la parità è pari o dispari assumendo il livello logico 1 se la somma dei digit “alti” è un numero pari, oppure il livello 0 logico se il risultato di tale somma è un numero dispari.

controllo_accessi_badge_schema_elettrico

Nella nostra applicazione utilizziamo solo undici dei quaranta caratteri memorizzabili sulla traccia ISO 2 in modo da poter memorizzare all’interno dell’EEPROM del circuito almeno una decina di codici. D’altra parte, come vedremo meglio in seguito, con il tipo di codifica utilizzato raggiungiamo circa 1.000.000 di combinazioni, cifra più che sufficiente a garantire un elevato grado di sicurezza del sistema. Compreso il modo di funzionamento dei badge, passiamo ora ad occuparci del secondo elemento del dispositivo, ovvero del lettore magnetico. Per la nostra applicazione abbiamo utilizzato un lettore commerciare prodotto dalla KDE, precisamente il modello a singola traccia tipo KDR1121. Questo modello dispone di una testina magnetica e di un apposito circuito di amplificazione e decodifica in grado di leggere i dati presenti sulla traccia ISO 2 del badge e di convertirli in impulsi digitali. Il lettore in oggetto si interfaccia al mondo esterno attraverso cinque terminali di differente colore.

Il filo rosso e quello nero sono i terminali di alimentazione a cui dovremo applicare una tensione stabilizzata a 5 volt rispettando la polarità: positivo al rosso e negativo (massa) al nero. Il filo marrone rappresenta l’uscita denominata CLS (Card Loading Signal); su tale terminale è presente una tensione di 5 volt durante il normale funzionamento, potenziale che scende a 0 durante il passaggio del badge sulla testina di lettura. Il terminale giallo e quello arancione corrispondono rispettivamente alle uscite RCL (Read Clock) e RDP (Read Data Pulse). Alimentando il lettore e strisciando un badge sulla testina vedremo il segnale RCL passare dallo stato logico alto (5 volt) a 0 (massa) per tante volte quanti sono i bit memorizzati sulla banda magnetica.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

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