Controllo ambientale con VCR – 1

Controllo ambientale con VCR

Sensore ad infrarossi passivi che rileva la presenza di oggetti e persone in movimento dentro una stanza o in un ingresso attivando un videoregistratore che memorizza su nastro immagini e suoni permettendoci di rivederle o di conservarle, ad esempio, quali prove o testimonianze di fatti illeciti.

Nella vita quotidiana, anche senza entrare in ambiti specifici, è spesso necessario sorvegliare dei locali di persona o mediante appositi sistemi che consentono di vedere a distanza cosa accade, e prendere se necessario i dovuti provvedimenti; per le situazioni in cui serve un intervento immediato è indispensabile ricorrere a personale di vigilanza, ma in molti altri casi ci si può affidare a sistemi elettronici che consentono la registrazione su nastro magnetico di immagini o suoni, mediante microspie, videospie, o comunque TV a circuito chiuso.

Quello che proponiamo in queste pagine è una via di mezzo, costituendo di fatto una TVCC ma anche un sistema di videoregistrazione ambientale, che però interviene automaticamente quando rileva la presenza di persone e oggetti in movimento entro una certa zona.

Insomma, il funzionamento è questo: un sensore P.I.R. (Passive Infrared Radar, ovvero un radar ad infrarossi passivi) rileva l’introduzione o lo spostamento di persone in un locale più o meno vasto, quindi genera un segnale che attiva una telecamera ed un sensibile microfono; comanda quindi il tasto di registrazione di un VCR (Video Cassette Recorder: il videoregistratore…) nel quale deve già trovarsi una cassetta, e memorizza suoni, voci, rumori, ed immagini ripresi nell’ambiente.

La registrazione dura fintantoché il sensore rileva il movimento dei corpi, quindi per qualche decina di secondi ancora, dopodiché il circuito comanda lo STOP e ferma il VCR. La registrazione riprende evidentemente all’arrivo di un nuovo impulso. Il sistema è perciò adatto quando si voglia registrare l’intrusione di ladri o persone non autorizzate in locali di ogni genere, in casa e negli uffici, nonché per monitorare la situazione all’ingresso di luoghi contenenti preziosi o opere d’arte; l’adozione del sensore permette di registrare soltanto i momenti significativi, cioè quando passa o comunque si muove qualcuno o qualcosa: in tal modo è possibile coprire l’arco di una notte o di un giorno con una videocassetta di poche ore, almeno se si devono sorvegliare luoghi normalmente chiusi o poco frequentati.

E’ adatto anche per registrare l’entrata o l’uscita di autoveicoli in garages o in parcheggi riservati, e in una miriade di altri casi che non possiamo stare a descrivere. Possiamo invece spiegare come funziona e come si utilizza il dispositivo, andando subito ad analizzarne lo schema elettrico illustrato in queste pagine: il tutto appare complesso, ma in realtà non è che una semplice logica cablata, basata su temporizzatori a porte logiche.

Il sensore che prevediamo è un P.I.R. standard per impianti antifurto (es. l’FR79 della Futura Elettronica) con due contatti per l’alimentazione in continua (da 9 a 12 volt c.c.) ed uscita a relè normalmente chiuso per il comando di allarme; si collega ai rispettivi punti del circuito marcati + e – (per l’alimentazione) ed A-A (per il contatto).

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