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Controllo ambientale con VCR - 3

Controllo ambientale con VCR

La fase di registrazione dei segnali audio e video termina quando il sensore ad infrarossi rimane a riposo tramuper qualche istante, quel tanto che basta a far scaricare l’elettrolitico C6, attraverso la resistenza R15, facendo tornare ad 1 logico l’uscita della U1e; ora la NOT U1d riceve il livello alto in ingresso e pone la propria uscita a zero logico, dando un impulso negativo attraverso il condensatore C4, inizialmente scarico: la U1c produce quindi sulla propria uscita un impulso positivo che polarizza T4 mandandolo in saturazione, e facendogli eccitare il relè RL2 che con il proprio scambio chiude in cortocircuito il pulsante di STOP del videoregistratore.

Si noti che l’impulso di STOP termina quando C4 si carica abbastanza da far vedere l’1 logico all’ingresso della U1c, ovvero nel giro di qualche istante; l’elettrolitico resta quindi carico e verrà scaricato la prossima volta che, eccitandosi il sensore ad infrarossi passivi, l’uscita della NOT U1e assumerà il livello basso e forzerà ad 1 logico quella della U1d.

Notate ancora che la rete R14/R15/C6 è stata dimensionata per fare in modo che quest’ultimo condensatore si carichi in fretta (in poche frazioni si secondo) e si scarichi comunque dopo un tempo decisamente maggiore di quello di carica di C3, ovvero della durata dell’impulso di REC.

Del circuito va osservata la particolare rete di ritardo realizzata con U1a: appena alimentato il tutto, C2 (scarico) tiene a zero logico l’ingresso della porta NOT facendone stare a livello alto l’uscita (piedino 12) e lasciando interdetto il transistor T1; quest’ultimo interrompe il circuito di alimentazione delle bobine dei due relè, impedendo di fatto che possano scattare azionando i relativi pulsanti del videoregistratore.

Trascorso qualche istante C2 si carica attraverso la resistenza R2 e l’uscita della U1a si porta a zero logico, mandando in saturazione T1 e facendogli alimentare la sezione dei relè, condizione evidenziata dall’accensione del led LD2. Ciò indica che il circuito è pronto per il funzionamento. La logica di ritardo appena esaminata serve sostanzialmente per evitare che durante il transitorio di accensione scatti uno dei relè, attivando il rispettivo pulsante; è anche utile perché permette di muoversi liberamente attorno al sistema per qualche secondo dopo averlo messo in funzione senza che scatti la registrazione.

Vediamo infine l’ultima parte del circuito, cioè l’alimentatore; il tutto funziona con tensione continua o alternata, applicata ai capi di ingresso (punti Val) del ponte a diodi PT1: quest’ultimo serve a raddrizzare l’alternata tramutandola in continua ai capi del condensatore di livellamento C1, ma permette anche, volendo dare all’ingresso una tensione di alimentazione continua, di applicarla senza badare alla polarità.

Infatti, il ponte dà la stessa polarità in uscita indipendentemente da quella all’ingresso: altrimenti che raddrizzatore sarebbe? A valle dell’elettrolitico C1 si trova un regolatore di tensione integrato, un classico 7812, che ricava esattamente 12V stabilizzati con i quali vengono fatti funzionare la telecamera, la sezione audio BF, la logica di controllo ed i relè; un secondo led, LD1, indica la presenza della tensione principale perché alimentato tramite la linea dei 12 volt.

 

 

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