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Convertitore 24 / 12V 10A - 5

Convertitore 24 / 12V 10A

L’alternativa sarebbe stata, sempre lasciando il piedino 15 dell’SG3525A alimentato a 24 volt, ridurre con uno Zener il potenziale del piedino 6, ma per tenere bassa la resistenza in serie ai gate, la necessaria resistenza zavorra avrebbe dovuto essere tanto bassa da richiedere un grosso diodo ed un notevole spreco di corrente a vuoto.

Insomma, a quest’ultima soluzione abbiamo preferito il regolatore integrato, piccolo, pratico e che a riposo assorbe di per sé soltanto pochi milliampère. Proseguendo nell’analisi dello schema notiamo il fusibile FUS1 posto sul ramo positivo di alimentazione allo scopo di proteggere l’impianto del veicolo o l’eventuale alimentatore a 24 volt (nel caso utilizziate il dispositivo per abbassare la tensione in impianti fissi) da cortocircuiti e sovrassorbimenti che possono verificarsi nel circuito.

La bobina L1 ed i condensatori C11 e C12 filtrano la linea di alimentazione dai disturbi prodotti dalla commutazione dei mosfet di potenza: se non ci fossero sulla linea positiva si troverebbero impulsi di ampiezza anche molto più alta dei 24 volt dati all’ingresso, tanto che si arriverebbe a leggere differenze di potenziale di 30 o 35 volt tra la linea positiva e la massa.

Il filtro R/C formato da R5 e dall’elettrolitico C6 è un passa-basso fatto per ripulire l’alimentazione del driver PWM U1 da disturbi sfuggiti a L1/C11 e C12. L’interruttore S1 serve per accendere e spegnere il convertitore senza doverlo collegare e staccare tutte le volte dall’impianto: tenendo aperto questo interruttore l’SG3525A si trova spento perché viene privato dell’alimentazione, quindi tutto il convertitore è a riposo e non assorbe che la corrente di perdita dei condensatori C11 e C12; chiudendolo invece si mette sotto tensione la parte di controllo del circuito, ovvero l’integrato regolatore U2 e l’SG3525A, cosicché il converter inizia a funzionare portandosi a regime nel giro di qualche frazione di secondo.

Il ritardo dell’avviamento, ovvero la partenza rallentata del dispositivo, è ottenuto con il circuito di softstart interno all’integrato: questo blocco fa capo esternamente al piedino 8 e quindi al condensatore C4, e serve per ottenere un’accensione graduale del convertitore DC/DC evitando così picchi di corrente all’avvio, dannosi soprattutto quando all’uscita si trova collegato un carico consistente. Infine, il diodo D4 serve per proteggere il circuito e l’impianto elettrico del veicolo nel caso si applichi l’alimentazione alla rovescia, ovvero mettendo il positivo a massa e viceversa: in tal caso il diodo va praticamente in cortocircuito e fa saltare il fusibile FUS1 interrompendo in breve tempo l’alimentazione e scongiurando così ogni pericolo.

REALIZZAZIONE PRATICA

Il nostro convertitore DC/DC si può realizzare senza troppa fatica e a colpo sicuro seguendo le poche istruzioni elencate qui di seguito. Per la basetta stampata basta utilizzare la traccia lato rame illustrata in queste pagine (in scala 1:1) ricavandone la pellicola per la fotoincisione. Inciso e forato, lo stampato è pronto per ospitare i componenti: per primi vanno inseriti e saldati le resistenze, il diodo D1 (attenzione alla polarità: il catodo è il terminale dalla parte della fascetta colorata) e il trimmer R15, poi lo zoccolo per l’SG3525A. Quindi si passa ad inserire e saldare i condensatori, procedendo in ordine di altezza e avendo cura di rispettare la polarità di quelli elettrolitici.

Poi si monta il portafusibile FUS1 nel quale si innesterà il relativo fusibile ritardato da 6,3A; si sistema dunque il LED rosso, che va posizionato rammentando che il terminale di catodo è quello dalla parte smussata del contenitore, e successivamente si monta il regolatore integrato L7812, badando di tenerlo rivolto come indicato nel disegno di queste pagine.

 

 

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