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Corso di Elettronica di base. Il saldatore

Saldatore Corso di Elettronica di base

Questo Corso di Elettronica. Il saldatore, che si articola in più puntate, è rivolto ai lettori alle prime armi, ovvero a coloro che - pur essendo attratti ed affascinati dal mondo dell’elettronica - hanno una limitata conoscenza di questa materia. Pur senza trascurare l’esposizione di concetti teorici di base, è nostra intenzione privilegiare l’aspetto pratico, convinti che solo un’ immediata verifica “sul campo” possa fare comprendere al meglio le leggi fondamentali che stanno alla base dell’elettronica. Per questo motivo tutte le puntate si concluderanno con delle esercitazioni che consentiranno di mettere in pratica le nozioni acquisite. Ci auguriamo che questo Corso possa essere utile sia a coloro che si interessano a questa materia per hobby sia a quanti hanno un interesse professionale specifico (studenti di elettronica, tecnici, eccetera). A tutti auguriamo una proficua lettura.

Tutti sappiamo che per giocare a tennis servono un racchetta, un set di palline, un paio di scarpe da ginnastica, pantaloncini e maglietta. E’ il minimo indispensabile. Poi, col passare del tempo, magari acquisteremo una racchetta migliore e, forse, un paio di scarpe più comode o semplicemente più belle. In ogni caso senza questa minima attrezzatura non impareremo mai a giocare. Allo stesso modo, per poter operare in campo elettronico, è necessario avere a disposizione un’attrezzatura minima che consenta di realizzare i circuiti proposti e di verificarne il funzionamento. E’ bene disporre di questa attrezzatura sin dall’inizio in modo da acquisire una certa dimestichezza con materiali e tecniche di cablaggio.

L’attrezzatura minima necessaria è composta dai seguenti prodotti:
- Saldatore a stilo con punta sottile la cui potenza può variare tra un minimo di 25 ed un massimo di 40watt.
- Portasaldatore con spugna autoestinguente e molla in metallo.
- Tester digitale in grado di misurare come minimo tensioni, correnti e resistenze.
- Dissaldatore o, visto l’elevato costo di un dispositivo del genere, succhiastagno manuale.
- Set di attrezzi vari composto come minimo da un tronchesino, da una forbice da elettricista, da un cercafase e da una confezione di cacciaviti.
- Basette millefori (almeno due piastre formato eurocard, ovvero 100 x 160 millimetri).
- Stagno (come minimo due confezioni da 20-50grammi).
- Set componenti elettronici comprendente un assortimento di resistenze, condensatori, diodi, ponti, qualche transistor e dei led.

A questi prodotti andrebbe aggiunto come minimo un alimentatore universale ma quest’apparecchiatura sarà una delle prime di cui proporremo la costruzione. Per il momento accontentiamoci dunque di alimentare i nostri circuiti con delle pile (ciò anche per motivi di sicurezza: è consigliabile, infatti, prendere dimestichezza con dispositivi a bassa tensione prima di incominciare a lavorare con la tensione di rete). Questo materiale può essere acquistato in qualsiasi negozio di componenti elettronici; a tale proposito segnaliamo (vedi spazio a fine articolo) che la ditta Futura Elettronica dispone di un kit denominato “Set Attrezzatura Base” che comprende quasi tutti i prodotti elencati in precedenza. Il kit è disponibile da Futura Elettronica

Il Saldatore

E’ l’attrezzo più importante di qualsiasi laboratorio elettronico. Col saldatore vengono effettuati quasi tutti i cablaggi elettronici. I vari componenti utilizzati in qualsiasi circuito elettronico sono collegati elettricamente e meccanicamente tra loro mediante la fusione di una lega di stagno. I terminali da collegare vengono scaldati dalla punta di un saldatore la quale fonde anche un pezzetto di stagno che cola sul punto di contatto solidificandosi subito dopo.

saldatore-corso-elettronica

Un tutt’uno che garantisce un perfetto contatto elettrico. In pratica è piuttosto raro che i terminali di due componenti vengano saldati tra loro; più spesso, per collegare tra loro i componenti, vengono utilizzati i cosiddetti circuiti stampati: sul piano superiore della piastra vengono inseriti tutti i componenti ed i terminali relativi vengono saldati a delle piste ramate presenti sul lato sottostante. Tali piste garantiscono il collegamento tra i vari componenti rispettando esattamente lo schema elettrico del circuito. E’ evidente che in questo caso i terminali dei vari componenti vanno saldati alle piste ramate; la tecnica è la stessa: il punto di contatto tra la piazzuola ed il terminale va scaldato con la punta del saldatore prima di appoggiare allo stesso il filo di stagno che fondendo e solidificandosi consente di ottenere un perfetto contatto elettrico e meccanico tra la pista ed il terminale.

saldatore-interno-corso-elettronica

Per il montaggio dei circuiti elettronici è consigliabile utilizzare un saldatore a stilo di potenza compresa tra 25 e 40 watt; i modelli più economici dispongono di una sola punta che spesso non può neppure essere sostituita; le stazioni di saldatura, invece, consentono l’impiego di punte di misure e forme differenti che possono essere sostituite con punte nuove in caso di deterioramento. Inoltre questi dispositivi presentano numerose altre prerogative: mantengono costante la temperatura della punta (temperatura che può essere regolata in funzione del tipo di saldatura da effettuare), utilizzano per l’alimentazione dell’elemento riscaldante una tensione di poche decine di volt, presentano un elevato isolamento elettrico, eccetera. Il rovescio della medaglia è rappresentato dall’elevato costo di queste apparecchiature che, a seconda dei modelli. Una spesa non necessaria specie per chi sta muovendo i primi passi in questo campo.

corso_elettronica_saldatori

Ad ogni buon conto, quale che sia il saldatore utilizzato, è indispensabile fare uso di un portasaldatore con alloggiamento metallico a spirale e spugna autoestinguente. Non è infatti consigliabile appoggiare il saldatore al banco di lavoro col pericolo di bruciare qualcosa. La spugna autoestinguente, che deve essere tenuta sempre un po’ umida (basta bagnarla con dell’acqua ogni tanto), serve per pulire la punta del saldatore alla quale, dopo poche saldature, restano attaccati residui di materiale carbonizzato che, se non asportato, rende difficoltose le successive operazioni di saldatura.

Il filo di stagno (in realta’ una lega di stagno al 60% e piombo al 40%) utilizzato per effettuare le saldature è disponibile in rocchetti di vario peso, da poche decine di grammi fino a 1 o più chili. Il diametro del filo è generalmente compreso tra 0,5 e 1 millimetro; all’interno è presente una sostanza (il disossidante) che facilita le operazioni di saldatura e che evapora al momento della saldatura stessa.Questa sostanza è organica e leggermente attivata; sostanze che contengono alogeni non dovrebbero essere utilizzate. Ai fini di un corretto funzionamento di qualsiasi circuito elettronico è fondamentale che le saldature siano realizzate a regola d’arte: lo stagno deve espandersi quanto più possibile sul punto di saldatura e non deve essere né troppo né troppo poco.

La saldatura deve essere lucente, liscia e uniforme; se lo stagno forma una sorta di pallina la saldatura è “fredda” e va rifatta. Al termine della saldatura i terminali dei componenti vanno tagliati utilizzando il tronchesino, un attrezzo specifico per questo scopo e non, come fanno molti, la forbice da elettricista.

L’attrezzatura necessaria per iniziare a lavorare con i circuiti elettronici può essere acquistata presso qualsiasi negozio specializzato. A tale proposito segnaliamo una interessante iniziativa della ditta Futura Elettronica che dispone di un kit denominato “Set Attrezzatura Base” acquistabile da Futura Elettronica

 

 

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ritratto di Celsius

completamento del tutorial

Aggiungerei:

Il saldatore dev'essere obbligatoriamente messo a terra, per la tua sicurezza e per non danneggiare certi componenti sensibili.

Assicurati poi che le due parti da saldare siano pulite: sulle piste in rame del circuito stampato puoi strofinare una gomma per cancellare l'inchiostro e raschiare i reofori ossidati dei componenti con una lametta, una lama affilata o con carta vetrata sottile.

Lascia raffreddare senza soffiare.

Lo stagno per elettronica contiene, al suo interno, un antiossidante che serve per togliere i residui d'ossidazione che non sei riuscito ad asportare precedentemente, per agire correttamente questo antiossidante deve raggiungere una certa temperatura altrimenti si frappone tra i due metalli formando uno strato isolante (saldatura fredda) che può dare problemi anche in tempi successivi dato che inizialmente può formarsi una piccola zona che permette ancora un discreto contatto elettrico.

L'antiossidante, se di buona qualità, deve vetrificarsi e non dovrebbe dare problemi, se invece rimane colloso può causare qualche guaio.
In ogni caso, sia per questioni d'estetica che di funzionalità, lo puoi asportare usando trielina o prodotti simili.

Salvo casi molto particolari, e’ generalmente sconsigliabile l’ uso della pasta-salda usata dagli stagnini dato che e’ corrosiva e puo’ anche creare problemi elettrici, e’ piu’ che sufficiente l’antiossidante contenuto nello stagno.

Quando avrai acquisito una buona pratica, sarebbe opportuno prestagnare i terminali dei componenti prima d’ inserirli nel circuito stampato, usando solo poco stagno per non rendere difficoltoso o impossibile l’inserimento.

Ciao Celsius
H.P.: http://web.ticino.com/aisi/elettronica/

 

 

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