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Corso di Elettronica di base. Il tester

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Elettronica di base. Il tester

Il Tester

E’ questo l’unico strumento indispensabile sin dai primi montaggi. Per il tecnico elettronico il tester è paragonabile alla chiave inglese per l’idraulico o al pennello per l’imbianchino: senza questo strumento non è infatti possibile effettuare misure di alcun tipo sui circuiti, ricercare un guasto, verificare il valore di un componente.

Ma cos’è un tester e come va utilizzato?

Fortunatamente l’utilizzo del tester è molto semplice, addirittura intuitivo, anche prescindendo dalla conoscenza approfondita delle grandezze elettriche. Mediante un tester è possibile misurare le grandezze elettriche comunemente utilizzate in campo elettronico. Anche il più scarso tester deve essere in grado di misurare la differenza di potenziale (tensione) tra due punti di un circuito, la corrente che fluisce attraverso un conduttore e la resistenza elettrica che esiste tra i punti di un componente.

tester corso elettronica di base

Quasi tutti i moderni tester utilizzano per l’indicazione del valore misurato un visualizzatore (display) di tipo digitale; in pratica il valore viene espresso direttamente tramite numeri. Ad esempio, qualora andassimo a misurare la tensione alternata presente ai capi di una presa dell’impianto elettrico di casa, lo strumento visualizzerebbe la cifra 220. Quasi tutti i tester dispongono di un commutatore centrale a più posizioni mediante il quale è possibile selezionare il tipo di misura da effettuare e il valore massimo del fondo scala. Tornando all’esempio precedente, in prima approssimazione il commutatore dovrà essere posizionato nella zona relativa alle tensioni alternate per poi scegliere il fondo scala più adatto (nel nostro caso 500 o 1000 volt a seconda dello struSolo a questo punto potremo effettuare la misura. Qualora venga utilizzata una scala errata (ad esempio 100 volt f.s.) lo strumento va in overflow, segnalando che la misura non può essere effettuata correttamente con la scala selezionata. Al contrario dei tester analogici (quelli con la lancetta, per intenderci), i tester digitali dispongono di due boccole d’ingresso (tre al massimo) alle quali collegare i puntali. Le boccole sono polarizzate ovvero presentano un terminale negativo (solitamente contraddistinto dal colore nero e dalla scritta GND) ed un terminale positivo (colorato solitamente in rosso).

La misura più semplice da effettuare riguarda la tensione. Per misurare la tensione presente tra due punti di un qualsiasi circuito bisogna toccare gli stessi con i due puntali del tester; il puntale nero va collegato al punto che si ritiene essere il negativo, quello rosso al punto positivo. Con il commutatore centrale va scelto il fondo scala più adatto, in C.C. se si tratta di una tensione continua, in C.A. se la tensione è alternata. In quest’ultimo caso non ha alcuna importanza se i terminali vengono scambiati tra loro. Se invece si invertono i terminali durante la misura di una tensione continua, sul display, davanti alla cifra, comparirà il segno (-). Anche la misura delle resistenze è molto semplice. E’ sufficiente infatti portare il commutatore centrale nella zona “Ohmetro” e selezionare la giusta portata. Durante questa misura, specie per valori molto alti di resistenza, non bisogna assolutamente toccare i terminali con le mani. Il corpo umano presenta infatti una resistenza di qualche decina di migliaia di ohm che, collegata in parallelo alla resistenza da misurare, falserebbe completamente la misura. L’impiego come amperometro è leggermente più complesso in quanto per misurare la corrente è necessario porre il tester in “serie” al circuito. In altre parole bisogna interrompere il circuito ed inserire lo strumento tra i due terminali liberi. Anche in questo, se si tratta di un circuito in C.C. , bisogna rispettare le polarità.

Oltre alle funzioni appena descritte, quasi tutti i tester digitali sono in grado di effettuare numerose altre misure anche se, in questi casi, il grado di precisione non è paragonabile a quello relativo alle misure di cui ci siamo appena occupati. Così molti strumenti possono effettuare misure di frequenza, capacità, guadagno e induttanza; inoltre moltissimi tester sono in grado di verificare lo stato delle giunzioni di un diodo o di un tester. Tuttavia, come già accennato, queste ulteriori funzioni vengono implementate per dare all’operatore solo un’idea, discretamente approssimata, del valore in esame.

Gli altri attrezzi

L’uso degli altri attrezzi presenti in un laboratorio elettronico dovrebbe essere intuitivo. Come segnalato in precedenza, il tronchesino va utilizzato per tagliare i terminali dei componenti, specie di quelli montati su circuito stampato. Il succhiastagno va invece utilizzato quando è necessario dissaldare un componente.

saldatore-tester-elettronica-base

Il beccuccio va avvicinato alla saldatura da rimuovere, precedentemente riscaldata con il saldatore. Quando lo stagno è completamente fuso bisogna premere e rilasciare di colpo il pulsante del succhiastagno; in questo modo la depressione che si crea risucchia tutto lo stagno all’interno dell’attrezzo. Col cercafase, come dice la parola stessa, è possibile individuare, sulla rete a 220 volt, il terminale corrispondente alla fase ( l’altro, ovviamente, coincide col neutro). A tale scopo è sufficiente toccare uno alla volta con la punta del cercafase i due terminali di rete avendo l’accortezza di porre un dito a contatto con il terminale metallico posto sul retro dell’attrezzo. In presenza della fase, il neon presente all’interno si illumina. In questa sede non è il caso di occuparci anche dei cacciaviti e dell’attrezzatura minuta: l’uso di questi strumenti dovrebbe essere noto a tutti.

Si conclude qui questa puntata del nostro Corso di Elettronica di Base; in attesa del prossimo numero della rivista (dal quale inizieremo a proporre anche alcuni semplici apparecchi da laboratorio) vi consigliamo di impratichirvi col saldatore e soprattutto col tester. Con questo strumento potrete verificare i valori dei componenti presenti all’interno del “Set Attrezzatura Base”. Il kit è disponibile da Futura Elettronica

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tensione rete

Non so quanto sia vecchio questo articolo, sta di fatto che ora le tensione di rete standard non e' piu' 220V bensi' 230V

Ciao Celsius
H.P.: http://web.ticino.com/aisi/elettronica/

Esatto Celsius, questo

Esatto Celsius, questo articolo di ElettronicaIN che riportiamo, è abbastanza datato. Lo abbiamo pubblicato perchè spiega il funzionamento del Tester ai principianti, e quindi può essere di aiuto.
Nel corso degli anni, anche se i tester (per tester intendiamo multimetri portatili) sono più o meno rimasti uguali, come funzioni base, la corrente elettrica invece è cambiata! La famosa "220" è andata ormai in pensione, sostituita dalla più europea 230Vac

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