Corso di Elettronica di base. Il transistor 1/2

transistor elettronica di base

Oltre ai diodi, appartengono alla famiglia dei semiconduttori numerosi altri dispositivi il più conosciuto dei quali è il transistor. Il transistor, formato da due giunzioni, è il più importante dispositivo elettronico allo stato solido. Con varianti più o meno significative, tutti i componenti elettronici attivi utilizzano dei transistor.

Addirittura alcuni circuiti integrati particolarmente complessi implementano milioni e milioni di transistor. Fondamentalmente il transistor (lo vedremo in maniera più approfondita nelle prossime puntate del corso) non è altro che un amplificatore di corrente. Nella forma più elementare un transistor è composto da tre terminali denominati base, collettore ed emettitore che fanno capo ad una doppia giunzione (PNP o NPN); polarizzando opportunamente le giunzioni, la corrente che fluisce attraverso lo stadio di uscita (solitamente tra collettore ed emettitore) è proporzionale – ma di gran lunga superiore – alla corrente che fluisce attraverso lo stadio di ingresso (solitamente base-emettitore).

transistor pincipali tipi di transistor

L’effetto “transistor” (il nome è una contrazione della definizione “transfer resistor”), scoperto nel lontano 1948, è alla base di tutta la moderna elettronica allo stato solido. I primi transistor erano realizzati con cristalli di germanio mentre oggi in quasi tutti i dispositivi vengono utilizzati cristalli di silicio. Anche se in senso lato, appartengono alla categoria dei transistor i FET (transistor ad effetto di campo), i MOSFET (particolari FET realizzati con la tecnica MOS, Metal-Oxide Semiconductor), gli UJT, gli IGBT ed altri ancora.

A seconda dell’impiego cui sono destinati possiamo suddividere i transistor in elementi per alta o bassa tensione, per alta o bassa frequenza, per amplificazione di segnale o per commutazione, di piccola, media o alta potenza, a montaggio tradizionale o in SMD.

Qualcuno, tempo fa, si è preso la briga di contare quanti fossero i modelli di transistor disponibili al mondo: arrivato ad un milione di tipi diversi si è arreso. Questo ovviamente non significa che esistono realmente tanti modelli: questa proliferazione dipende dal fatto che quasi tutti i fabbricanti di semiconduttori (ce ne sono oltre 200 in tutto il mondo) utilizzano sigle differenti per marchiare lo stesso tipo di transistor. Dal punto di vista fisico, i contenitori utilizzati sono i più diversi: plastici, metallici, microscopici, enormi, con i terminali disposti nei modi più disparati.

Una classificazione completa è impossibile; fortunatamente però nella maggior parte dei casi vengono utilizzati contenitori standardizzati (ne esistono oltre un centinaio). Nelle illustrazioni riportiamo i tipi più comuni in modo da consentire a chiunque di identificare facilmente i terminali corrispondenti alla base, al collettore e all’emettitore o, nel caso dei fet, al drain, al source ed al gate.

I contenitori vengono classificati con una sigla che spesso non identifica un contenitore specifico ma una famiglia. Ad esempio, nel caso del TO3P, del TO92 ed in altri casi ancora bisogna effettuare una ulteriore verifica per stabilire l’esatta disposizione dei terminali. Veniamo ora al progetto del mese, un circuito utilissimo nel laboratorio di qualsiasi hobbista. Data la semplicità dello schema, il progetto può essere realizzato da chiunque, anche da coloro che stanno muovendo i primi passi in questo campo.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

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