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Corso di programmazione per microcontrollori PIC. Settima puntata - 1

Corso di programmazione per microcontrollori PIC

Come anticipato nelle precedenti puntate del Corso, è nostra intenzione mettere in grado chiunque di apprendere le tecniche di programmazione dei microcontrollori PIC. Abbiamo quindi pensato che la soluzione migliore sia quella di realizzare una basetta di test, una demoboard, e di associare a tale scheda una serie di programmi didattici appositamente realizzati.

In questo modo, partendo da un hardware affidabile e da dei listati software già ampiamente collaudati, l’apprendimento diventa veramente semplice, veloce ed anche, perché no, divertente. Una scheda di test multiuso quindi, adatta allo studio ma anche per fare qualche esperimento con i micro PIC e per crearsi una prima libreria di routine affidabili e funzionanti da utilizzare come punto di partenza per programmi più complessi. Prima di entrare nel vivo della demoboard, rammentiamo qualche prestazione del PIC 16C84, micro a cui questa demoboard è dedicata.

E’ certamente uno dei migliori, tra quelli ad 8 bit, perché ha un’architettura simile alla RISC (con un set di sole 35 istruzioni) dispone internamente, oltre alla solita RAM (registro 36x8 bit, oltre a 15 registri per funzioni speciali) di una E2PROM nella quale memorizzare sia il programma che eventuali dati di caratterizzazione; ciascun componente può essere programmato e riprogrammato senza troppi problemi (la Casa garantisce addirittura 1.000.000 di operazioni di read/write). L’importanza del PIC16C84 ci ha spinti non solo ad applicarlo in diverse situazioni (alcune le avete viste, altre le vedrete...) e a dedicargli un programmatore, ma anche a progettare e proporre una scheda di test universale che permetta di verificare un programma appena scritto e caricato nella E2PROM. Se quindi volete testare un software realizzato, ad esempio, per leggere una tastiera a matrice e pilotare un display non dovrete fare altro che inserire il microcontrollore nel proprio zoccolo, quindi abilitare il display (LCD o a led, a seconda del vostro programma) ed il latch della matrice.

Ancora, se il vostro PIC16C84 deve visualizzare scritte ed attivare un relè, potete abilitare il solito display LCD, ben adatto a questo scopo, e il latch che interfaccia i relè con le porte di I/O. Insomma, la demoboard che proponiamo consente di simulare praticamente tutte le situazioni pratiche nelle quali si può impiegare il microcontrollore Microchip, e ciò è utilissimo perché consente al progettista di aggiustare eventuali errori software senza la necessità di ingegnerizzare uno specifico hardware.

Per questo motivo lo consigliamo anche a chi abitualmente lavora con i micro, e soprattutto a quanti tra i nostri lettori vorranno seguire il nostro Corso, poiché diventerà il miglio ausilio didattico per mettere in pratica le nozioni apprese. Vediamo allora in pratica questa scheda di test, analizzandone lo schema elettrico: nonostante si tratti di un circuito grande e complesso, comprenderlo è piuttosto facile, dato che in sostanza non è altro che un microcontrollore (U8) contornato da una serie di buffer tri-state che, a seconda dell’impostazione che farete manualmente, possono applicare i suoi I/O una volta ad un sottoinsieme, una volta all’altro, ecc.

Questi “sottoinsiemi” non sono altro che dei tipici circuiti controllabili con il PIC, e cioè: il display a cristalli liquidi (Display LCD) i due relè RL1 e RL2, il cicalino piezoelettrico BZ, il display 7-segmenti a led (Display) la tastiera a matrice di 4x4 con linee e colonne sulle resistenze R14, R15, R16, R17, R18, R19, R20, R21, e la barra di led LD1÷LD8; sono stati previsti anche un paio di pulsanti liberi quali dispositivi di ingresso, utili per sollecitare dall’esterno gli ingressi del microcontrollore e per verificare la bontà delle routine di antirimbalzo, e comunque di lettura dei fronti di salita/discesa e dei livelli logici TTL.

 

 

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