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Corso di programmazione per microcontrollori PIC. Settima puntata - 2

Corso di programmazione per microcontrollori PIC

Possiamo perciò dire che la nostra Demo-Board è davvero completa. Il tutto funziona con l’alimentazione applicata tra il punto +V e la massa, ovvero con 12 volt c.c. che, passato il diodo di protezione D1 (serve contro l’inversione di polarità) alimentano le bobine dei relè ed il cicalino BZ; il regolatore U6 provvede quindi a ricavare 5 volt ben stabilizzati che servono tutta la logica, cioè il microcontrollore U8, il display LCD e quello a led, le resistenze di pull/up per i pulsanti P1/P2 e per quelli della tastiera a matrice, e quelle per i dip-switch ed il resto.

Per consentire di far funzionare il PIC16C84 ora con una parte dell’hardware, ora con un’altra, i vari circuiti sono tutti separati dagli I/O mediante dei line-driver tri-state: i notissimi 74244, che hanno la caratteristica di comportarsi come semplici buffer quando sono abilitati, mentre disattivando i loro piedini di controllo assumono in uscita lo stato di alta impedenza, cioè non trasmettono più quanto ricevono agli ingressi.

Le uscite non assumono né lo zero né tantomeno l’1 logico, ma vengono lasciate fluttuanti, come dei transistor open-collector. Praticamente, volendo fare un esempio, in condizioni normali dal piedino 18 esce lo stato logico applicato al 2, dal 16 quello del 4, ecc. Ciò quando il piedino 1 è collegato a massa, ovvero allo zero logico, mentre se viene posto a livello alto il relativo buffer è disattivato e i pin 18 e 16 (ma anche il 12 ed il 14) sono posti nella condizione tri-state, cioè ad alta impedenza, e si comportano come dei transistor open-collector.

Va notato che ogni line-driver di quelli utilizzati è scomposto in due parti, ciascuna fatta di 4 buffer; esternamente si presenta in contenitore dip a 10+10 piedini, 16 dei quali riservati agli I/O, 2 per l’abilitazione (uno per ciascun gruppo di 4 buffer) ed altri due per l’alimentazione a 5 volt. I piedini 2, 4, 6, 8, sono ingressi e fanno capo rispettivamente alle uscite pin 18, 16, 14, 12; il piedino d’abilitazione per questo blocco di 4 elementi è l’1 (1/G) attivo a 0 logico e disabilitato ad 1. Il secondo gruppo, con ingressi ai piedini 11, 13, 15 e 17, ed uscite rispettivamente ai pin 9, 7, 5 e 3, si abilita invece tramite il piedino 19 (2/G).

Nella nostra scheda di test sono impiegati 5 di questi line-driver, dei quali uno (U1) è dedicato interamente alla barra di led (LD1÷LD8) un altro (U2) e parte dell’U4 (U4b) sono destinati all’interfaccia parallela con il display a cristalli liquidi, un altro ancora (U3) è usato per la gestione di righe e colonne della tastiera a matrice, e l’ultimo, U5, è impiegato parte per i pulsanti (U5a) indipendenti P1 e P2, e parte (U5b) per il controllo dei transistor che pilotano i due relè ed il cicalino piezo.

L’altra metà dell’U4 (U4a) è impiegata come buffer tra il microcontrollore ed il decoder BCD/7-segmenti (74LS47) posto nel circuito per controllare appunto il display a led. Bene, a questo punto possiamo subito vedere in che modo si imposta la scheda di test, ovvero come si assegnano le periferiche agli I/O del microcontrollore U8.

 

 

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