Corso di programmazione per microcontrollori PIC. Settima puntata – 4

Corso di programmazione per microcontrollori PIC

Con le funzioni legate a JP2 si può lanciare invece ogni software di visualizzazione su display LCD intelligente, tipo quello della Clover (CDL4162) a 2 righe per 16 caratteri, che preveda magari la lettura di due pulsanti: insomma il funzionamento di un PIC16C84 come temporizzatore, orologio o sveglia programmabile, contatore, semplice visualizzatore, ecc.



C2 R1 C1 R4 C3 R3 R2 C4

Infine, con la selezione fatta da JP3 si ha la possibilità di verificare programmi di vario tipo, che debbano accendere led o comandare relè, leggere pulsanti o generare note acustiche per pilotare cicalini o sirene. Quanto alla pratica, per prima cosa dovete realizzare la basetta stampata seguendo la traccia illustrata a grandezza naturale in questa pagina; vista la complessità del circuito è praticamente indispensabile ricorrere alla fotoincisione, ed allo scopo consigliamo di ricavare la pellicola facendo una buona fotocopia su carta da lucido o acetato della traccia di queste pagine.

Incisa e forata la basetta è pronta per il montaggio. Iniziate dunque infilando e saldando le resistenze e i diodi al silicio (attenzione al verso indicato: la fascetta indica il catodo) quindi realizzando i ponticelli di interconnessione usando gli avanzi dei loro terminali e, se non bastano, degli spezzoni di filo in rame rigido del diametro di 0,5÷0,8 mm.

Procedendo montate il trimmer, quindi gli zoccoli per gli integrati dip (posizionandoli come mostra la disposizione dei componenti) e quindi i condensatori, dando la precedenza a quelli non polarizzati e badando alla polarità degli elettrolitici; inserite e saldate i transistor, i led, il cicalino, ciascuno nel verso indicato dai disegni di queste pagine, e rammentando che per i led il catodo sta dalla parte smussata del contenitore.

Quanto ai pulsanti, possono essere montati direttamente su stampato, e lo stesso vale per il display LCD, che deve “guardare” verso l’esterno e può essere posizionato perpendicolare (vedere foto del prototipo) alla superficie della basetta; per la connessione è possibile usare una fila di punte rompibili a passo 2,54 mm da infilare nei rispettivi fori su stampato, e stagnare direttamente sulle piazzole del display badando di non fare cortocircuiti.

I due relè sono di tipo FEME MZP-001 ad uno scambio, e vanno montati ciascuno al proprio posto (entrano solo in un verso). Il regolatore di tensione 7805 va messo in verticale, e deve essere infilato nei rispettivi fori in modo che la sua parte plastica (lato scritte) sia rivolta all’elettrolitico C2. L’altro display, cioè quello a led, può essere zoccolato oppure lo si può saldare direttamente allo stampato: in ogni caso va posizionato in modo che il punto decimale stia in corrispondenza del più vicino foro di fissaggio della scheda, e comunque come indicato nel piano di cablaggio.

I ponticelli di selezione JP1, JP2 e JP3, possono essere realizzati ciascuno con una coppia di punte a passo 2,54 mm, che potrete poi chiudere con un jumper dello stesso passo, tipo quelli usati nelle schede dei computer. Per le uscite relative agli scambi dei relè potete disporre due morsettiere bipolari per c.s. a passo 5 mm, e per l’alimentazione, se volete, potete montare una presa plug con positivo centrale. Infine, la tastiera a matrice dovete collegarla alle relative piazzole della demoboard con corti spezzoni di filo o con della piattina.

Procuratevi ora l’alimentatore: esso deve poter fornire una tensione continua di 12 volt ed una corrente di circa 800 milliampère; potete quindi utilizzare uno di quelli a muro con presa incorporata, da 1A, oltretutto dotato di plug. In tal caso accertatevi che lo spinotto abbia il positivo interno e non esterno, perché diversamente la scheda non funzionerà. Usando un alimentatore senza plug collegate il positivo alla piazzola che porta all’anodo del diodo D1, ed il negativo in quella di massa.

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