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Corso di programmazione per microcontrollori ST626X. Settima parte 4/5

microcontrollori ST626X programmazione

UN SEMPLICE ESEMPIO

Anche in questo caso, come per gli altri programmi proposti nelle scorse puntate, utilizziamo l’hardware dello Starter Kit sia per programmare il chip che, successivamente, per verificare il corretto funzionamento del micro programmato. Realizziamo quindi una semplice applicazione avente in ingresso il trimmer (RV1) dello Starter Kit e in uscita la barra a LED (LD1, LD2, LD3, LD4 e LD5) sempre dello Starter Kit. Sia lo schema a blocchi che il listato del programma sorgente (MF56.ASM) sono riportati in queste pagine. Lo scopo di questa applicazione è leggere un livello di tensione, convertirlo poi in un segnale digitale, confrontarlo con cinque campi di valore e, infine, accendere i LED corrispondenti. Il cursore del trimmer risulta direttamente connesso alla linea PA4 (quarto bit della periferica PORT A) e tale linea dovrà essere inizializzata come ingresso analogico. I cinque LED sono connessi direttamente al PORT B che andrà inizializzato come uscita open-drain.

piastra_programmazione_st626x_starter_kit

Il programma principale attiva il convertitore A/D, interno al micro, e attende in “loop” la fine della conversione. Rammentiamo che ciò è possibile in quanto si tratta di un programma dimostrativo, mentre nella realtà, supponendo che il programma principale debba svolgere anche altri compiti, è conveniente gestire il convertitore attraverso la sua interrupt.

In quest’ultimo caso, non sarà più necessario attendere la fine della conversione ma bensì basterà realizzare una subroutine di interruzione del convertitore che verrà invocata automaticamente ad ogni fine conversione. In ogni caso, con o senza interruzione, il passo successivo consiste nella lettura del registro ADR, contenente il risultato della conversione, e nella sua visualizzazione.

Nel nostro caso, essendo gli estremi del trimmer connessi a Vdd da un lato e a Vss dall’altro ne deriva che il risultato può variare tra 0 e 255. Volendo visualizzare il risultato sui cinque LED dello Starter Kit dovremo stabilire cinque campi di appartenenza del risultato ad ognuno dei quali associare un LED. Quindi, se il risultato è compreso tra 0 e 51 accendiamo il LED LD5, se tra 52 e 102 accendiamo LD5 e LD4, e così via fino ad arrivare alla condizione in cui tutti i LED sono accesi a cui corrisponde un risultato compreso tra 205 e 255. Bene, a questo punto non ci resta che passare alla scrittura del programma vero e proprio.

Accendiamo il nostro Computer e creiamo un file con un editatore di testi qualsiasi purché, rammentiamo, dia origine ad un file in formato ASCII. Per intenderci, un editatore quale l’EDIT.COM va bene, mentre un editatore evoluto come, ad esempio, il WORD.COM (discendente MS-DOS di WINWORD) non può essere usato.

programma_mf56_schema_blocchi

Infatti, se apriamo un file creato con WORD notiamo che pur lavorando in ASCII esso contiene oltre alle righe digitate anche una serie di comandi propri dell’editatore (salto pagine, stile carattere, dimensione foglio, ecc.) che non possono ovviamente essere compresi dall’assemblatore ST6.

LA STESURA DEL PROGRAMMA

A questo punto apriamo il file con l’editatore corretto e iniziamo a digitare una dopo l’altra le istruzioni e le eventuali pseudoistruzioni necessarie alla nostra applicazione. Come al solito, iniziamo con le definizioni dei registri e delle celle RAM, utilizzando la “.DEF”.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

 

 

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