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Costruiamo un semplice bromografo

Come realizzare in maniera economica un piccolo bromografo col quale approntare i circuiti stampati utilizzando il sistema della fotoincisione. Il dispositivo utilizza due lampade UV-A da 8 watt. Lo stadio di alimentazione è disponibile in scatola di montaggio. Il bromografo viene utilizzato in campo elettronico per realizzare i circuiti stampati in modo semplice e veloce. Partendo da un “master”, fotocopiato da una rivista oppure disegnato su carta (manualmente o mediante un Personal Computer), questo apparecchio consente di trasferire il disegno su una piastra ramata precedentemente ricoperta da un sottile strato di materiale fotosensibile.

Successivamente la piastra viene sviluppata ed incisa in modo da ottenere un circuito stampato del tutto simile al master. Questo processo costruttivo prende il nome di “fotoincisione” e rappresenta, a tutt’oggi, il sistema più pratico ed economico per realizzare campionature e piccole serie. Proprio in relazione a questo argomento sono giunte in redazione numerose lettere con richieste di chiarimenti e informazioni sui materiali da utilizzare e sulla loro reperibilità. Per soddisfare queste esigenze presentiamo un primo articolo sull’argomento nel quale proponiamo la realizzazione di un semplice bromografo.

Questo apparecchio, indispensabile nel processo di fotoincisione, può essere realizzato da chiunque poiché tutto il materiale necessario è facilmente reperibile. Seguendo le istruzioni riportate nell’articolo potrete realizzare, con un costo contenuto, un bromografo in grado di incidere piastre con dimensioni massime di 170 x 250 mm, più che sufficienti nella maggior parte dei casi. A tale proposito ricordiamo che il prezzo dei bromografi commerciali simili a questo oscilla tra le 200 e le 500 mila lire. Il nostro dispositivo utilizza due lampade fluorescenti da 8 watt in grado di emettere una forte concentrazione di raggi UV-A con lunghezza d’onda di 352 nm.

Le due lampade e il circuito di alimentazione sono racchiusi all’interno di un contenitore a valigetta di dimensioni appropriate. Il dispositivo necessita di una tensione di alimentazione di 12 volt continui che viene fornita da un comune adattatore da rete. Tale soluzione elimina i pericoli dovuti alla presenza della tensione a 220 volt e consente di ridurre notevolmente il peso della valigetta.

Entriamo subito nel vivo dell’argomento analizzando innanzitutto il circuito di alimentazione. Come si può notare il numero di componenti utilizzati è veramente esiguo. Tutto fa capo ad un trasformatore elevatore realizzato con un avvolgimento primario e tre avvolgimenti secondari. Il primario del trasformatore viene controllato dal transistor T1 che nel normale funzionamento oscilla a circa 20 KHz in quanto collegato anche al circuito di reazione.

lampade-circuito-innesco

Lo scopo di questo stadio è quello di elevare la tensione presente sui morsetti di ingresso da 12 a circa 80 volt, tensione idonea ad alimentare le due lampade collegate in serie. Il transistor T1 è un normalissimo TIP33C, mentre i due condensatori in poliestere C1 e C2 devono essere caratterizzati da una elevata tensione di lavoro (400 volt). Il trasformatore elevatore va autocostruito utilizzando un nucleo in ferrite tipo EE25 con sezione di 0,49 cmq e relativo rocchetto.

L’avvolgimento primario è composto da 18 spire di filo di rame da 0,50 mm di diametro mentre per l’avvolgimento secondario è necessario avvolgere 120 spire di filo di rame da 0,315 mm. I restanti avvolgimenti (quello di reazione contraddistinto dal numero IV e quello di compensazione identificato dal numero III) sono identici essendo entrambi composti da 5 spire di filo di rame del diametro di 0,315 millimetri.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

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