Cpu e microprocessori in plastica

Cpu e microprocessori in plastica.

Cpu realizzate con materiali plastici, meno resistenti ma flessibili e convenienti. Cpu con prezzo molto più basso e la flessibilità del prodotto finale grazie ai materiali organici con cui sono costruite.

La novità riguarda le Cpu realizzate con materiali plastici. Questi processori sono composti da materiali organici e sono meno resistenti rispetto alla maggior parte dei processori in silicio, ma flessibili e convenienti. I recenti sviluppi sulla prima CPU in plastica e la memoria stampata indicano che l’informatica può contare su altri materiali oltre al silicio inflessibile. Materiali come il Silicio infatti possono sostenere le condizioni di utilizzo così dette “normali”, in ambienti normali come ad esempio i computer che ci circondano, ma la rigida inflessibilità del semiconduttore impedisce a queste cpu di arrivare dappertutto. Il primo processore e i primi chip di memoria realizzati in semiconduttori di plastica suggeriscono che in futuro nessun luogo sarà fuori dai limiti per l’utilizzo del computer.

Specifiche dei processori in plastica:

Il nuovo microprocessore di plastica misura circa due centimetri quadrati ed è composto da un foglio di plastica flessibile. Jan Genoe del centro IMEC nanotecnologie a Lovanio, in Belgio afferma che: “Rispetto all’ utilizzo del silicio, questo materiale ha come vantaggio un prezzo molto più basso e la flessibilità del prodotto finale” Il processore può gestire per ora solo un semplice programma di 16 istruzioni. I comandi sono codificati in un secondo foglio inciso con circuiti di plastica che può essere collegato al processore per “caricare” il programma stesso.

Il chip funziona ad una velocità di sei Hertz, quindi nell’ordine di un milione di volte più lento di un moderno desktop PC e può solo elaborare le informazioni in parti da otto bit al massimo, rispetto ai 128 bit per i processori dei computer moderni. Qualche transistor organico è già stato utilizzato in alcuni display a LED e tag RFID, ma mai prima d’ora questi materiali sono stati utilizzati per produrre un processore di qualsiasi tipo. Il microprocessore in questione è stato presentato alla conferenza ISSCC a San Jose, California, il mese scorso.

Produzione dei processori in plastica:

Il procedimento per la realizzazione di una CPU di questo tipo inizia con un foglio di 25 micron di spessore di plastica flessibile. Uno strato di elettrodi d’oro viene poi depositato sulla superficie, seguito da uno strato isolante in plastica, un altro strato di elettrodi d’oro e infine dei semiconduttori di plastica che compongono il processore. Tali transistor sono fatti in modo da girare la pellicola di plastica e diffondere una goccia di liquido organico in un strato sottile e uniforme.

Quando la pellicola viene riscaldata delicatamente il liquido organico al suo interno si converte in solido pentacene, un semiconduttore organico di uso comune. I diversi strati vengono poi incisi con fotolitografia per rendere il modello allo stato finale. In futuro, tali processori potrebbero essere resi più a buon mercato dalla stampa in larga scala.

Sempre Genoe afferma: “Ci sono gruppi di ricerca operanti sul roll-to-roll ovvero la stampa per “foglio a foglio”, ma c’è ancora qualche progresso necessario per fare transistor organici di piccole dimensioni che non siano fisicamente irregolari. Inoltre i migliori metodi di stampa odierni da laboratorio possono erogare solo transistor nell’ordine delle decine di micrometri.”

E ancora: “La Creazione di un processore a base di transistor in plastica è stata una sfida molto dura da superare perché a differenza delle CPU fatte da cristalli di silicio ordinato non ci si può fidare del loro comportarmento. I transistor di plastica infatti si comportano in modo leggermente diverso dai classici in quanto sono costituiti da confuse collezioni di cristalli amorfi pentacene.

Non avremo mai due CPU in plastica uguali. Abbiamo dovuto studiare e simulare la variabilità di elaborare un progetto con le migliori possibilità di comportamento. Il team è riuscito, ma questo non significa che la scena sia pronta per la lavorazione delle materie plastiche in maniera costante per sostituire i processori in silicio nei computer dei consumatori. I materiali organici sono limitati fondamentalmente dalla velocità di funzionamento.”

Spiega Genoe “Il minor costo di questi materiali rispetto al silicio dovrebbe tuttavia rendere l’approccio ai processori in plastica di circa 10 volte meno costoso.”

In occasione della conferenza stessa dove è stato presentato il processore organico, Zhang e colleghi hanno presentato il primo circuito organico stampato conosciuto come DRAM, che affianca il processore nella maggior parte dei computer per l’archiviazione a breve termine dei dati.

4 Comments

  1. Bazinga 26 maggio 2011
  2. Giovanni Giomini Figliozzi 26 maggio 2011
  3. Bazinga 27 maggio 2011
  4. Ser_gio 1 giugno 2011

Leave a Reply

Vuoi leggere un articolo Premium GRATIS?

RFID: un acronimo mille possibilità